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Un dato positivo e, contemporaneamente, un campanello d’allarme. A Monza e Brianza diminuiscono le ore di cassa integrazione ordinaria, ma cresce quella straordinaria, cioè lo strumento utilizzato soprattutto quando le aziende devono affrontare ristrutturazioni, riorganizzazioni o crisi più profonde.

Secondo i dati della Uil Lombardia riferiti a settembre, sul territorio brianzolo la cassa integrazione ordinaria è diminuita del 17,2%, mentre quella straordinaria è cresciuta dello 0,5%.

Perché il dato sulla straordinaria preoccupa

La distinzione non è soltanto tecnica.

La cassa integrazione ordinaria interviene generalmente di fronte a difficoltà temporanee, mentre quella straordinaria accompagna situazioni aziendali più strutturate e complesse.

Ed è proprio questa seconda componente a crescere.

Per la Uil si tratta quindi di un segnale che impone di mantenere alta l’attenzione sulla tenuta del sistema produttivo e occupazionale brianzolo.

In Lombardia 63,6 milioni di ore

Il quadro regionale mostra comunque una riduzione complessiva.

Nei primi nove mesi del 2026 in Lombardia sono state autorizzate 63,6 milioni di ore di cassa integrazione, contro i 72,2 milioni dello stesso periodo del 2025.

La diminuzione è dell’11,9%.

Ma anche qui il dato generale nasconde una trasformazione importante: la Cig ordinaria è scesa del 23,3%, mentre quella straordinaria è aumentata del 16,8%, raggiungendo 24,1 milioni di ore.

Quasi quattro ore su dieci sono ormai di cassa straordinaria

Un anno fa la cassa integrazione straordinaria rappresentava il 28,6% del totale delle ore autorizzate in Lombardia.

Oggi è arrivata al 37,9%.

Un incremento che, secondo il sindacato, fotografa la crescita dei processi di ristrutturazione e delle crisi aziendali più difficili da risolvere.

La meccanica è il settore più colpito

Le autorizzazioni si concentrano soprattutto nell’industria, che assorbe circa il 93% delle ore.

Particolarmente significativa la situazione della meccanica, dove sono state autorizzate 16,1 milioni di ore di cassa integrazione straordinaria: quasi il 67% del totale regionale.

Un dato importante anche per un territorio fortemente industrializzato come quello brianzolo.

Uil Brianza: «Non bisogna abbassare la guardia»

Gian Carlo Pagani, coordinatore territoriale della Uil, invita a non leggere la diminuzione della cassa ordinaria come un segnale sufficiente per considerare superata la fase di difficoltà.

«La diminuzione complessiva delle ore di Cig non deve far abbassare la guardia, perché dietro i numeri ci sono aziende che attraversano fasi di riorganizzazione e lavoratrici e lavoratori che vivono una condizione di incertezza».

La richiesta del sindacato è quella di costruire un confronto continuo tra istituzioni, imprese e parti sociali.

«Servono piani industriali concreti»

La Uil chiede soprattutto piani industriali verificabili, investimenti e garanzie sulla continuità occupazionale.

L’obiettivo, sottolinea Pagani, deve essere «difendere il lavoro, salvaguardare il patrimonio industriale del territorio e accompagnare le trasformazioni produttive senza lasciare indietro nessuno».

Il messaggio che arriva dai dati brianzoli è quindi doppio: meno cassa integrazione nel complesso, ma una quota crescente legata alle situazioni aziendali più difficili.

Ed è proprio quel piccolo +0,5% della straordinaria il numero da tenere sotto osservazione nei prossimi mesi.