Male, male, male. Molto male! Non ho dubbi nell’individuare nella gara di Bologna la prestazione più deludente del Monza di questa fase iniziale del campionato. Più deludente della sconfitta casalinga con l’Udinese, in cui un clamoroso errore dell’allora portiere titolare aveva spianato la strada ai friulani. Più deludente della gara di Lecce, in cui la squadra di Juric aveva comunque dominato il gioco e tirato in porta moltissime volte. Da Bologna arrivano segnali sconfortanti, che non possono che suscitare, in me e spero non solo in me, molta preoccupazione.

Monza, ecco cosa mi preoccupa e mi lascia perplesso

Mi preoccupa vedere una squadra che, praticamente, ha tirato nello specchio della porta avversaria solo in occasione dei due calci di rigore. Mi preoccupa vedere che la percentuale del possesso palla sia marcatamente a sfavore della squadra biancorossa. Mi lascia perplesso vedere che si insista su giocatori (in occasioni precedenti Ngonge, ieri Zeballos, solo per fare qualche nome) che non sono in condizione o comunque ancora poco integrati nel gioco richiesto. E, dulcis in fundo (si fa per dire), mi desta enorme preoccupazione vedere i numerosi errori difensivi che di volta in volta vengono commessi dai biancorossi, con Juric a ripetere la solita tiritera in cui vengono sottolineate le macroscopiche ingenuità.

 E’ un dato di fatto che questa rosa, numericamente abbondante, è qualitativamente deficitaria in certi reparti. Là dietro gli errori sono costanti e meno male che tra i pali c’è un Tornqvist che ad ogni gara ci mette una o più pezze. Una rosa costruita con poca attenzione all’equilibrio, con un’apparente manica larga da metà campo in su e col braccino decisamente corto per il reparto arretrato.

E poi ci sono le convinzioni di Juric, che non si discosta dal suo credo tattico, quello che prevede due mezze punte a supporto di Varela. Un modulo che la squadra fa fatica a supportare, con la conseguenza che il Monza ha la retroguardia più battuta della serie A. Neppure a 20 minuti dalla fine della partita di ieri, con il risultato da recuperare, Juric ha cambiato disposizione tattica, evitando di giocare la carta delle due punte affiancando Cutrone a Varela. Difficile far cambiare idea al tecnico croato, che qualche settimana fa ha definito “triste” un modulo più coperto ed equilibrato, con un centrocampista in più a dare maggior solidità. Io vedo “tristezza” se si perde, qualunque sia il modulo…

Un’ultima considerazione. Quando ci sono da giocare poco più di 10 minuti e ti viene concesso un rigore con molta generosità, sbagliarlo significa non saper approfittare di quell’aiuto che la buona sorte ti sta dando. Non sempre il treno passa due volte. Ecco perché sono preoccupato, vorrei sapere quanti non lo sono.

 Paolo Corbetta   

Corbetta

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