Premio Beato Talamoni 2026: ecco le 13 storie scelte dalla Provincia di Monza e Brianza
La Provincia di Monza e Brianza ha consegnato il Premio Beato Talamoni 2026: 13 riconoscimenti tra ricerca, cultura, sport, solidarietà e impegno civile.
Tredici riconoscimenti per raccontare una Brianza fatta di solidarietà, ricerca, sport, cultura e impegno civile. Sabato 3 ottobre 2026, all’Auditorium “E. Ghezzi” di via Grigna, la Provincia di Monza e della Brianza ha consegnato le benemerenze e le menzioni speciali del Premio Beato Talamoni 2026, massima onorificenza dell’Ente. Sei le benemerenze, quattro le menzioni d’onore e tre le targhe, tra onorarie e celebrative.
Un elenco nel quale convivono storie molto diverse, ma profondamente legate al territorio: dalla ricerca sulla diossina dopo il disastro dell’Icmesa alla solidarietà dentro il carcere di Monza, dal Trial del Moto Club Lazzate alla musica di Mimì Aminata Caruso, fino all’artigianato, al giornalismo e alla cura delle persone più fragili.

Premio Beato Talamoni 2026: le sei benemerenze
Il primo riconoscimento è andato alla memoria di Carlo Giorgetti, imprenditore dell’ebanisteria e fondatore degli Amici di Tanguiéta. La Provincia ha ricordato la scelta di trasformare il dolore per la perdita del figlio Paolo, ucciso dalla criminalità organizzata a soli sedici anni nel 1978, in un impegno per i bambini del Benin. Nel 1981 Giorgetti arrivò a Tanguiéta con la moglie Augusta e nel 1984 nacquero gli Amici di Tanguiéta.
La seconda benemerenza è stata assegnata all’associazione Carcere Aperto, nata nel 1994 e impegnata da oltre trent’anni al fianco di detenuti, ex detenuti e famiglie nella Casa Circondariale di Monza. Tra le attività ricordate dalla Provincia anche la “Biblioteca vivente”, progetto attraverso il quale alcuni detenuti diventano protagonisti di incontri diretti con la comunità.
Riconoscimento anche al Moto Club Lazzate, protagonista da quasi settant’anni nel mondo del Trial. L’associazione, attiva dal 1956, ha contribuito alla crescita del motociclismo brianzolo, organizzando competizioni di livello mondiale e accompagnando la formazione di atleti arrivati ai vertici internazionali.
Tra i premiati c’è poi Mimì Aminata Caruso, giovane artista di Usmate Velate, vincitrice di X Factor nel 2024 e voce dell’Inno di Mameli alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026. La Provincia ha sottolineato il percorso della cantante, nata nel 2007 e cresciuta in Brianza, e la sua capacità di rappresentare il territorio sui grandi palcoscenici nazionali e internazionali.
La quinta benemerenza è andata a Michele Sangineto, maestro ebanista e liutaio. Da oltre mezzo secolo Sangineto ricostruisce strumenti musicali della tradizione antica partendo da dipinti, codici e altre testimonianze storiche. Per 36 anni è stato docente all’ISA di Monza, trasmettendo agli studenti il valore della manualità e della ricerca. Le sue opere sono arrivate anche al Royal College of Music di Londra, al Louvre di Parigi e alle Gallerie degli Uffizi di Firenze.
Il sesto riconoscimento guarda invece a una delle pagine più importanti e dolorose della storia recente della Brianza. La Provincia ha premiato Paolo Mocarelli, già primario e ricercatore, per il contributo alla ricerca sulla diossina dopo il disastro dell’Icmesa di Seveso. In particolare viene ricordata la decisione di conservare i campioni di sangue raccolti e analizzati dopo il disastro del 1976, poi rivelatisi fondamentali per la ricerca internazionale sugli effetti della diossina.
Le menzioni d’onore: Monza, Verano, Limbiate e il giornalismo
Alle sei benemerenze si aggiungono quattro Menzioni d’Onore.
La prima è andata alla memoria di Massimiliano Chiolo, protagonista per oltre cinquant’anni della vita pubblica di Verano Brianza. La Provincia ne ha ricordato l’attività civica, amministrativa e giornalistica, anche attraverso le pagine di Noi gente di Verano, oltre all’esperienza come amministratore e sindaco.
La seconda menzione è stata assegnata all’ASD Monza Marathon Team, per avere utilizzato lo sport come strumento di solidarietà e prevenzione. Tra le iniziative ricordate ci sono la Run del Cuore, oggi Camminata del Cuore, e il progetto Monza Città Cardioprotetta.
Riconoscimento anche a Jacopo Santambrogio, psichiatra e responsabile del Presidio Corberi di Limbiate, per l’attività rivolta alle persone con disabilità intellettiva, autismo e disturbi della salute mentale. La motivazione richiama anche la nascita, nel 2025, di uno degli ambulatori pubblici dedicati a queste esigenze nel territorio di ASST Brianza e il libro Gli intravisti.
La quarta menzione d’onore è stata conferita a Luigi Losa, giornalista brianzolo e direttore de Il Cittadino dal 1994 al 2014. La motivazione ricorda anche il suo lavoro di cronista sul disastro dell’Icmesa del 1976, quando aveva 26 anni, e il successivo lungo percorso nel giornalismo e nell’impegno associativo sul territorio.
Le targhe a Umberto Bossi, Orsenigo e Pessina
Il Premio Beato Talamoni 2026 ha previsto anche una targa onoraria alla memoria di Umberto Bossi, alla quale la Provincia attribuisce un ruolo determinante nel percorso che portò all’istituzione della Provincia di Monza e della Brianza.
Due, invece, le targhe celebrative legate a ricorrenze particolari.
La prima è stata assegnata alla memoria di Dante Oreste Orsenigo, nel centenario della nascita. Già sindaco di Carate Brianza per sei mandati e parlamentare della Repubblica, viene ricordato dalla Provincia anche per il sostegno all’autonomia della Brianza.
La seconda è andata ad Augusto Pessina, biologo, docente universitario e ricercatore, nel centenario della morte del beato Luigi Talamoni. La targa riconosce in particolare l’attività svolta attraverso il Centro Culturale Talamoni per mantenere viva e attuale l’eredità spirituale e umana del beato.
Santambrogio: “Prendersi cura” è il filo conduttore
A chiudere la cerimonia è stato l’intervento del presidente della Provincia di Monza e della Brianza Luca Santambrogio, che ha individuato nella scelta di “prendersi cura” il filo comune delle storie premiate nel 2026.
“Ogni edizione del Premio racconta una Brianza diversa”, ha sottolineato Santambrogio, indicando nei riconoscimenti un legame tra ricerca, cultura, sport, attenzione alle persone fragili e trasmissione delle competenze alle generazioni successive. Per il presidente, si tratta anche di una responsabilità verso il passato e verso il futuro del territorio.
Ed è forse proprio la varietà dei premiati a restituire il significato più concreto dell’edizione 2026: una Brianza raccontata non soltanto attraverso le istituzioni, ma attraverso chi ha costruito qualcosa per gli altri, nei laboratori e negli ospedali, nello sport, nella musica, nelle carceri, nella ricerca e nell’informazione.
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