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Pier Silvio Berlusconi viene descritto come il volto guida del principale impero televisivo europeo. È questo il ritratto che emerge da un’analisi della stampa tedesca, che ricostruisce il percorso strategico e industriale di MFE negli ultimi anni, culminato nell’operazione su ProSiebenSat.1.

Un progetto lungo, costruito con pazienza e visione, che ha trasformato una presenza inizialmente minoritaria in una posizione di forza.

Sette anni di attesa per entrare nel mercato tedesco

Pier Silvio Berlusconi
Pier Silvio Berlusconi

Per sette anni MFE ha lavorato sull’operazione ProSiebenSat.1, scegliendo una strategia di attesa attiva. Durante questo periodo, il gruppo ha osservato da vicino il mercato televisivo tedesco, analizzandone dinamiche, pubblico e modelli di business.

Una scelta che oggi viene letta come un vantaggio competitivo: l’ingresso in Germania non avviene da outsider, ma da operatore consapevole, con decenni di esperienza televisiva alle spalle.

L’esperienza internazionale costruita in Spagna

Il percorso europeo di MFE non si è limitato alla Germania. Un ruolo chiave è stato giocato dall’esperienza spagnola, dove il gruppo ha affinato il proprio approccio internazionale.

Qui è maturata una consapevolezza centrale: televisione e pubblicità non sono prodotti standardizzabili. I gusti del pubblico cambiano da Paese a Paese, così come il modo di fruire contenuti e spot. Solo pochi format riescono a funzionare su scala multinazionale.

Italia, televisione lineare ancora centrale

Nel confronto tra mercati emerge anche una differenza significativa: in Italia la televisione lineare mantiene un peso maggiore rispetto ad altri Paesi europei. La transizione verso lo streaming procede più lentamente, e questo ha permesso ai canali MFE di consolidare la propria leadership.

Un dato rilevante è il primato negli ascolti, con quote superiori persino a quelle della televisione pubblica, elemento che rafforza la posizione del gruppo nel panorama europeo.

Le sinergie come chiave del progetto europeo

Nonostante le differenze culturali e di consumo, la strategia di MFE punta sulle sinergie industriali. L’obiettivo non è uniformare i contenuti, ma lavorare “dietro lo schermo”:

  • concentrazione degli acquisti
  • unificazione delle piattaforme
  • standardizzazione tecnologica

Una visione che mira a rendere più efficiente e competitivo l’intero sistema, mantenendo però identità editoriali distinte.

Un progetto industriale, non improvvisato

Il ritratto che emerge è quello di un manager che arriva sui mercati europei non da ingenuo, ma da profondo conoscitore del mezzo televisivo. La crescita di MFE viene descritta come il risultato di una strategia coerente, costruita nel tempo, con un approccio industriale più che finanziario.

Un modello che oggi guarda alla Germania come a una tappa decisiva per la creazione di un vero polo televisivo europeo.