WEC, 35 nuove querce a Monza: il bosco torna a crescere
Alla vigilia della 6 Ore, FIA WEC e Autodromo Nazionale Monza hanno piantato 35 nuove querce lungo Viale Mirabello. Prosegue il progetto di riforestazione iniziato dopo le tempeste del 2023 e già accompagnato negli ultimi anni dalle piantumazioni del

Prima dei motori, gli alberi. Il weekend della 6 Ore di Monza, gran finale del FIA World Endurance Championship 2026, si è aperto con un'iniziativa dedicata al futuro del Parco che circonda il Tempio della Velocità.
Lungo lo storico Viale Mirabello, all'esterno della Variante Ascari, sono state messe a dimora 35 nuove querce grazie a un progetto congiunto tra FIA WEC e Autodromo Nazionale Monza.
Un numero non casuale: 35 sono infatti le vetture impegnate nel Mondiale Endurance tra le categorie Hypercar e LMGT3.
Un albero per ogni vettura, dunque, seguendo una filosofia che Monza conosce già bene e che negli ultimi anni ha accompagnato anche il Gran Premio d'Italia di Formula 1.
Dalle tempeste del 2023 alla rinascita del bosco
L'iniziativa assume un significato ancora maggiore pensando a quanto accaduto nel luglio 2023, quando violente tempeste colpirono il Parco di Monza provocando danni gravissimi al patrimonio arboreo.
Migliaia di alberi furono abbattuti o gravemente danneggiati, modificando profondamente alcune aree del Parco e interessando direttamente anche le zone vicine all'Autodromo.
Da quel momento è iniziato un percorso di ricostruzione che non riguarda soltanto la sostituzione degli alberi perduti, ma punta alla creazione di un patrimonio verde più resistente, alla tutela della biodiversità e a una crescente sensibilizzazione sui temi ambientali.
Proprio durante il GP d'Italia 2023, poche settimane dopo i nubifragi, furono piantati 20 giovani alberi autoctoni, uno per ogni pilota di Formula 1. Fu il primo atto dell'iniziativa “Ogni pilota, un albero” a Monza e contemporaneamente uno dei primi segnali concreti di ripartenza dopo la devastazione dell'estate.
Formula 1, dal 2023 un albero per ogni pilota
Da allora il progetto è diventato un appuntamento fisso del Gran Premio d'Italia.
Nel 2024 furono messi a dimora altri 20 alberi, ancora una volta uno per ciascun pilota presente sulla griglia della Formula 1. Le specie scelte comprendevano meli e peri selvatici, ciliegi, cerri, frassini e aceri campestri, tutte piante autoctone provenienti dai Centri Nazionali per la Biodiversità dei Carabinieri.
Il progetto è poi cresciuto ulteriormente nel 2025, quando nella zona di Bosco Bello, sempre nei pressi della Variante Ascari, è nato ufficialmente il “Bosco dei Piloti”.
Alle 20 nuove piante dedicate ai protagonisti del GP si è aggiunto anche il Cipresso di San Francesco, clone dell'esemplare monumentale custodito nel monastero francescano di Villa Verucchio.
Nel GP 2026 altri 22 alberi
L'ultima edizione del Gran Premio d'Italia ha fatto crescere ulteriormente questo patrimonio.
Nel settembre 2026 sono stati piantati 22 nuovi esemplari, tanti quanti i piloti presenti sulla griglia della Formula 1.
La scelta ha riguardato specie autoctone come acero campestre, leccio, cerro e frassino, oltre ad alcune specie arbustive, con l'obiettivo di creare una comunità vegetale maggiormente resistente agli effetti del cambiamento climatico.
Quella del 2026 è stata la quarta edizione consecutiva dell'iniziativa legata alla Formula 1.
Con le 35 querce messe a dimora in occasione del WEC, il messaggio ambientale esce quindi dai confini del Gran Premio d'Italia e coinvolge un'altra delle principali competizioni mondiali ospitate dal circuito.
Le 35 querce del WEC lungo Viale Mirabello
La nuova piantumazione ha coinvolto alcune delle principali figure del Mondiale Endurance e del territorio.
Alla cerimonia erano presenti il presidente dell'Autodromo Nazionale Monza Giuseppe Redaelli, l'assessore al Parco del Comune di Monza Arianna Bettin, l'amministratore delegato del FIA WEC Frédéric Lequien e il presidente dell'Automobile Club de l'Ouest Pierre Fillon.
Con loro anche due protagonisti della pista: i piloti del Team Peugeot TotalEnergies Théo Pourchaire e Nick Cassidy.
Un gesto simbolico, ma inserito all'interno di un progetto di riforestazione molto più ampio.
Redaelli: “Equilibrio tra motorsport e tutela del territorio”
Giuseppe Redaelli ha sottolineato proprio il significato di questa continuità.
“La piantumazione di queste 35 nuove querce rappresenta un’espressione concreta della nostra missione, che unisce la promozione del motorsport a un impegno costante nell’educazione ambientale e nella tutela del nostro territorio”.
Per il presidente dell'Autodromo, l'obiettivo è dimostrare come il motorsport possa assumersi responsabilità concrete nei confronti dell'ambiente.
“Dopo le violente tempeste del 2023, il nostro impegno è quello di continuare a garantire un equilibrio virtuoso tra lo sviluppo sportivo e tecnologico dell’Autodromo e la conservazione, il ripristino e l’ampliamento degli spazi verdi e del patrimonio arboreo del parco e della città di Monza”.
Un tema particolarmente importante per un circuito unico nel panorama internazionale proprio perché inserito all'interno di un parco storico.
Lequien: “Lasciare un’eredità oltre il weekend di gara”
Anche Frédéric Lequien, CEO del FIA World Endurance Championship, ha evidenziato come la sostenibilità sia diventata una componente integrante dell'attività del Mondiale.
“La sostenibilità rappresenta un elemento fondamentale per il FIA WEC e, in ogni circuito che visitiamo, ci impegniamo a collaborare con l'impianto e le organizzazioni locali per lasciare un’eredità positiva e significativa, destinata a durare ben oltre il fine settimana di gara”.
La piantumazione delle querce diventa quindi una delle eredità concrete lasciate dal ritorno del WEC a Monza.
Fillon: “Un ponte tra competizioni e ambiente”
Sulla stessa linea anche Pierre Fillon, presidente dell'Automobile Club de l'Ouest, organizzatore della 24 Ore di Le Mans e uno dei riferimenti mondiali delle gare endurance.
“All’ACO mettiamo la sostenibilità al centro della nostra strategia per il futuro dello sport e siamo costantemente alla ricerca di nuovi modi per creare un ponte tra le competizioni automobilistiche e la tutela dell’ambiente”.
Fillon ha inoltre sottolineato il particolare contesto monzese, dove il Parco rappresenta la cornice naturale di uno dei circuiti più famosi al mondo.
Dal Bosco dei Piloti alle 35 querce del WEC
Guardando gli ultimi quattro anni emerge quindi una continuità precisa.
Nel 2023 sono stati piantati 20 alberi in occasione del GP d'Italia. Altri 20 nel 2024. Nel 2025 sono arrivati altri 20 esemplari, oltre al Cipresso di San Francesco. Nel 2026 la Formula 1 ne ha aggiunti 22.
Ora il FIA WEC aggiunge 35 nuove querce.
Soltanto considerando queste iniziative simbolicamente collegate ai grandi eventi motoristici, dal 2023 sono quindi stati messi a dimora 117 alberi legati al numero di piloti o vetture, ai quali si aggiunge il Cipresso di San Francesco.
Un numero che non comprende le altre operazioni di riforestazione condotte nel Parco: nel solo 2024 furono infatti messe a dimora circa 8.000 nuove piantine per contribuire al recupero delle aree devastate dalle tempeste dell'anno precedente.
Monza, motorsport e ambiente possono crescere insieme
Il significato dell'iniziativa va quindi oltre le 35 querce piantate alla vigilia della 6 Ore.
L'Autodromo Nazionale Monza vive una condizione praticamente unica: è uno dei circuiti più storici e importanti al mondo, ma si trova contemporaneamente all'interno di un patrimonio ambientale che necessita di tutela e attenzione costante.
La sfida è far convivere queste due realtà.
Formula 1 prima e FIA WEC adesso hanno scelto di legare simbolicamente i propri protagonisti alla crescita del bosco.
Una Formula 1, un albero per ogni pilota.
Un Mondiale Endurance, un albero per ogni vettura.
E mentre da venerdì Hypercar e LMGT3 inizieranno a sfidarsi sul circuito per l'ultimo appuntamento mondiale della stagione, 35 nuove querce avranno già iniziato a mettere radici accanto al Tempio della Velocità.



