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Vittorio Emanuele di Savoia, figlio di Umberto II e Maria Josè, l'ultimo re e l'ultima regina d'Italia, è morto lunedì a Ginevra, dove viveva da molti anni. Aveva 86 anni e ne avrebbe compiuti 87 il 12 febbraio. I funerali si terranno sabato prossimo, alle 15, nel Duomo di Torino, la città che fu capitale del Regno di Sardegna e poi del Regno d'Italia. Poi, in forma strettamente privata, sarà sepolto nella cripta reale della Basilica di Superga, sulla collina che domina la città, dove sono sepolti i Savoia che non hanno regnato.

Il cordoglio di Casa Savoia

A dare l'annuncio della sua scomparsa è stato il figlio Emanuele Filiberto, che ha ringraziato, a nome di Casa Savoia, tutti coloro che hanno espresso il loro cordoglio. «La scelta del Duomo di Torino - ha spiegato in una nota - è stata fatta in considerazione delle numerose richieste di partecipazione al funerale di mio padre». L'accesso alla cerimonia, però, sarà possibile solo con biglietto di invito, per rispettare le norme anti-Covid. Venerdì, dalle 12.30 alle 21, sarà possibile rendere omaggio al principe nella chiesa di Sant'Uberto, all'interno della Reggia di Venaria, dove sarà allestita la camera ardente.

Il desiderio di riposare a Superga

Vittorio Emanuele

Vittorio Emanuele di Savoia era il figlio dell'ultimo re d'Italia, Umberto II, che regnò solo per un mese, dal 9 maggio al 12 giugno 1946, quando abdicò in favore del figlio dopo il referendum che sancì la nascita della Repubblica. Umberto II andò in esilio in Portogallo, dove morì nel 1983, e le sue spoglie furono traslate nel 1988 nell'Abbazia di Altacomba, in Savoia, dove riposano anche quelle della moglie Maria Josè, morta nel 2001, e del padre Vittorio Emanuele III, che abdicò nel 1946 e morì nel 1947. Vittorio Emanuele III fu sepolto a Vicoforte, nel Cuneese, nel 2017, dopo una lunga controversia.

Vittorio Emanuele di Savoia, invece, aveva espresso il desiderio di essere sepolto a Superga, come confidò al Corriere della Sera in un'intervista nel 2017. «A Torino riposano i Savoia che non hanno regnato. Dunque anch’io sono destinato lì», disse. Si riferiva alla cripta della Basilica di Superga, voluta da Vittorio Amedeo III nel 1778 per ospitare i defunti di Casa Savoia. Il santuario fu costruito da Filippo Juvarra su commissione di Vittorio Amedeo II, che fece un voto alla Madonna delle Grazie nel 1706, durante l'assedio dei Franco-Spagnoli. Nella cripta sono sepolti i reali di Casa Savoia fino a Carlo Alberto, il re che concesse lo Statuto Albertino nel 1848. Ora, accanto a loro, riposerà anche Vittorio Emanuele di Savoia, il principe d'inverno, come lo chiamò Indro Montanelli, che visse tra le luci e le ombre della storia.

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