A poco più di un’ora da Monza e dalla Brianza, nel cuore dell’alta Valle Seriana, c’è un borgo medievale che sembra scolpito nella roccia. È Gromo, piccolo gioiello della montagna bergamasca inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia e premiato con la Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Arroccato sopra una rupe e circondato dalle Alpi Orobie, Gromo conserva case di pietra, tetti d’ardesia, antichi palazzi e vicoli che raccontano una storia fatta di miniere, fucine e commerci. Una destinazione ideale per una gita fuori porta tra arte, natura ed escursioni, raggiungibile dalla Brianza in circa un’ora, traffico permettendo.

Perché Gromo si chiama così

Il nome del paese deriverebbe da “grumo”, termine che richiama la conformazione rocciosa sulla quale è stato costruito il borgo.

Risalendo la Valle Seriana, Gromo appare quasi all’improvviso: un nucleo compatto di edifici appoggiato su uno sperone scuro, in posizione dominante sul territorio circostante.

La sua storia è profondamente legata alla lavorazione del ferro. In passato Gromo fu presidio di ricche miniere, sede di libero Comune e importante centro di produzione e smistamento di armi bianche, spade e pugnali destinati anche ai mercati europei.

Le fucine erano alimentate dai poderosi magli mossi dall’acqua del torrente. Proprio l’acqua, però, dopo aver portato energia e ricchezza, determinò la fine di quell’epoca prospera.

L’alluvione del 1666 che cambiò la storia del borgo

Nel novembre del 1666 una devastante inondazione cancellò le fucine e mise in ginocchio l’economia locale. Fu un passaggio decisivo nella storia di Gromo, che perse progressivamente il proprio ruolo nella produzione delle armi e tornò a essere un villaggio rurale delle Alpi Orobie.

Pascoli, mulattiere, baite e tetti d’ardesia tornarono così a caratterizzare il territorio. È in questa veste, sospesa tra Medioevo e montagna, che il paese si presenta ancora oggi ai visitatori.

Cosa vedere nel centro storico di Gromo

La parte più alta dell’abitato conserva un tessuto urbano medievale particolarmente compatto. Le abitazioni sono costruite con grandi blocchi di pietra e impreziosite da logge e balconate.

Il cuore del paese è la piazza centrale, dominata da un’elegante fontana del Cinquecento. Qui si concentrano alcuni dei principali luoghi da visitare:

  • Palazzo Milesi, edificio quattrocentesco oggi sede del Municipio, con il suo elegante loggiato e l’archivio civico che conserva preziose pergamene;
  • Castello Ginami, risalente al Duecento e ancora riconoscibile nella sua struttura originaria;
  • la chiesa di San Gregorio;
  • la chiesa parrocchiale di San Giacomo, di origine trecentesca.

Le dimensioni contenute permettono di visitare il centro senza fretta, fermandosi a osservare gli scorci sulla valle e le architetture in pietra.

Il Büs di Tàcoi, la grotta nascosta sul monte Redondo

Tra le meraviglie naturali del territorio c’è il Büs di Tàcoi, conosciuto anche come “buco del gracchio” o “del gracchio corallino”.

Il nome deriva dal tàcol, termine dialettale con cui viene indicato il gracchio corallino, uccello montano che utilizza l’antro d’ingresso per nidificare.

La grotta si trova a circa 1.500 metri di quota sul monte Redondo, davanti al centro di Gromo, lungo la strada che conduce verso Boario e Spiazzi. Per raggiungerne l’ingresso occorre affrontare circa un’ora di cammino.

Nei circa 1.500 metri esplorati dalla sua scoperta sono presenti pozzi, meandri, gallerie, camini, strettoie, laghetti e sifoni, oltre a numerose concrezioni che rivestono pareti, soffitti e pavimenti.

La visita non deve essere improvvisata: si tratta di un’esperienza impegnativa, da affrontare esclusivamente con guide e speleologi esperti.

Passeggiate ed escursioni nel Parco delle Orobie

Gromo si trova nel Parco delle Orobie ed è circondato da sentieri adatti agli appassionati di montagna e di escursionismo.

Gli itinerari attraversano prati, boschi e antiche mulattiere, collegando baite, cascine, piccoli nuclei abitati e testimonianze delle attività economiche del passato. Lungo i corsi d’acqua si possono ancora incontrare cave, miniere, mulini e resti di vecchie fucine.

Camminando nel territorio di Gromo è possibile scoprire anche:

  • edicole votive e piccole chiese;
  • antiche case rurali;
  • pascoli delimitati da recinti in pietra;
  • grotte carsiche;
  • rifugi e cascate;
  • minuscole borgate di montagna.

Il vero filo conduttore rimane il panorama, con vedute aperte sulle montagne bergamasche.

I campanari e le tradizioni di Gromo

Il borgo mantiene vivo il proprio patrimonio culturale attraverso appuntamenti e associazioni locali. Tra le realtà più caratteristiche c’è l’Associazione Campanari di Gromo, nata nel 2013 e composta da nove giovani volontari.

Il gruppo porta avanti con orgoglio l’antica tradizione del suono delle campane, contribuendo a conservare una delle espressioni più riconoscibili dell’identità del paese.

Il Venerdì Santo e la tradizionale Maiasa

Uno dei momenti più suggestivi per visitare Gromo è il Venerdì Santo. In questa occasione adulti, giovani e ragazzi collaborano alla realizzazione della coreografia della Crocifissione.

Sui prati e sui sassi del fiume Serio vengono accesi piccoli falò, mentre le finestre del paese si illuminano. In passato erano utilizzati gusci di lumaca riempiti con olio e grasso; oggi possono essere sostituiti da lumini di cera e lampadine.

Alla celebrazione religiosa si accompagna una tradizione gastronomica particolare: la Maiasa. Si tratta di una sorta di torta preparata con farina gialla, cipolle, fichi secchi e mele, condita con olio e cotta al forno.

Secondo la tradizione locale, mangiare la Maiasa significa annunciare la conclusione della Quaresima.

Spiazzi di Gromo, la meta per chi ama sciare

Gromo merita una visita anche durante l’inverno. Spiazzi di Gromo è infatti una delle località sciistiche più conosciute della Bergamasca.

Lo sci alpino si pratica lungo la pista che scende dal pascolo alto di Vodala. Per gli appassionati dello sci nordico è invece disponibile un anello di fondo immerso in un’abetaia secolare.

Il territorio permette così di abbinare la visita al borgo medievale a una giornata sulla neve, rendendo Gromo una destinazione interessante in ogni stagione.

Una gita fuori porta da Monza tra storia e natura

Per chi parte da Monza o dalla Brianza, Gromo rappresenta una delle mete più affascinanti per una giornata lontano dalla città. Non è soltanto un borgo da fotografare: dietro le sue pietre ci sono la storia delle miniere e delle spade, la tragedia dell’alluvione del 1666 e una comunità che continua a custodire le proprie tradizioni.

Un piccolo paese di montagna nel quale storia, natura e cultura convivono ancora, a circa un’ora da casa.