Il leone ferito è tornato al suo posto, sul lato sud-est del Ponte dei Leoni, con un muso nuovo in marmo di Carrara. Il vecchio era saltato la notte di Capodanno, quando qualcuno gli aveva infilato un petardo in bocca. Il restauro si è chiuso a luglio. Su indicazione della Soprintendenza alla statua è stata lasciata una tinta smorzata, perché gli altri tre leoni non vengono puliti da più di vent'anni e accanto a loro un leone bianco avrebbe stonato.

Ora tocca agli altri tre, e il lavoro è andato alla stessa impresa che ha curato il primo: Estia Srl, di Bastia Umbra, in provincia di Perugia. Anche questa volta il Comune di Monza ha scelto l'affidamento diretto. Sotto i ponteggi, finora, sono passate tre ditte in subappalto. La spesa prevista per l'intera operazione è di 187mila euro.

Due incarichi alla stessa impresa

Il primo incarico, da 36.612,89 euro, riguardava solo la statua danneggiata. I lavori sono partiti a maggio e si sono chiusi a luglio. Il secondo vale circa 60.452 euro, copre tutto il resto ed è stato deciso con la determinazione dirigenziale 1813/2026.

Sui tempi qualche settimana si è già persa. In estate la seconda fase era annunciata per settembre, subito dopo il Gran Premio di Formula 1. I lavori sono stati consegnati il 19 ottobre.

Chi lavora sotto i ponteggi

Il 25 maggio, per il primo leone, il Comune ha autorizzato un subappalto da 2.900 euro, importo presunto. La partita IVA indicata nella scheda della procedura porta a L.C. Ponteggi Srl, con sede legale a Bernareggio. Il documento non dice quanto sia stato davvero eseguito e pagato.

La parte più delicata del lavoro è passata invece da Lezzeno, in provincia di Como, dove ha sede Arthà Sas. A fine giugno Il Giorno aveva raccontato l'istanza di subappalto presentata da Estia per affidarle un pacchetto da 13.979,19 euro: la scansione 3D del muso, la modellazione delle parti mancanti e la loro riproduzione in marmo.

Il terzo nome arriva a fine ottobre. Il 28, nove giorni dopo la consegna dei lavori, Estia ha chiesto di poter affidare i ponteggi a Gruppo Di Falco Srl, di Opera, nel Milanese, per 12.000 euro più IVA. Il Comune ha detto sì e ha ricordato che verso l'amministrazione la responsabilità resta di Estia.

In tutto fanno quasi 29mila euro, che però non vanno aggiunti al costo del restauro: sono lavorazioni già comprese negli incarichi affidati a Estia.

Perché ancora Estia

La ragione indicata è la continuità. Il 16 ottobre il Cittadino di Monza e Brianza ha scritto che Estia è stata confermata anche perché conosce lo «stato di degrado delle statue». In città, poi, l'impresa umbra ha già lavorato sulla facciata del Duomo e sul municipio.

Che finisse così si sapeva da gennaio. Il ponteggio attorno al leone era appena stato montato quando Il Giorno scrisse che il Comune aveva già individuato Estia. Le avrebbe affidato anche la pulizia dell'intero ponte, purché il costo restasse sotto la soglia della gara pubblica. Sopra quella cifra ci sarebbe stato un bando. Il secondo incarico sotto la soglia ci è rimasto.

Solo che il Comune una regola se l'è data. Il Piano anticorruzione 2026-2028, alla voce affidamenti diretti di lavori, richiama il principio di rotazione: gli incarichi devono girare tra imprese diverse e ogni eccezione va motivata nel dettaglio.

ponte

Le eccezioni le prevede anche il Codice dei contratti pubblici. L'articolo 49 permette di richiamare l'impresa uscente solo in casi motivati. Bisogna guardare alla struttura del mercato e all'effettiva assenza di alternative, e prima verificare che il lavoro precedente sia stato eseguito bene. Le condizioni devono esserci tutte. A fine 2025 il Tar della Toscana lo ha ricordato a un'amministrazione: aver lavorato bene la prima volta non basta per ottenere la seconda.

Conoscere già le statue rientra in quelle condizioni? Sul mercato non c'era nessun'altra impresa in grado di restaurare tre leoni dell'Ottocento in marmo di Carrara? E qui la rotazione si applicava davvero? Le risposte dovrebbero trovarsi nelle motivazioni della determina 1813.

Chi paga il leone

Sul portale Art Bonus il Comune ha pubblicato il quadro economico: 187.000 euro IVA inclusa, di cui 75mila per la statua danneggiata e 112mila per il resto. Nel resto ci sono gli altri tre leoni, i quattro piedistalli, i parapetti e i rivestimenti in granito del ponte, da riportare a un aspetto uniforme e da proteggere dal degrado.

Poi ci sono i privati. Il 29 luglio il sindaco Paolo Pilotto aveva annunciato che alcune imprese e associazioni «si sono offerte di sostenere parte dei costi». Nel prospetto Art Bonus aggiornato al 25 settembre, però, le erogazioni per la seconda fase erano ferme a zero.

Non vuol dire che i soldi non siano arrivati dopo, o per altre vie. Oggi però non si sa quanto sia stato incassato davvero, né quanto del conto finirà sul bilancio comunale.

Qualcosa potrebbe rientrare con il risarcimento. Pilotto ha annunciato che, chiuse le procedure in tribunale, il Comune farà causa civile alle famiglie dei minorenni individuati dalla polizia per i danni materiali e morali.