Al San Gerardo di Monza una nuova tecnologia cambia tutto: bimbi più sereni durante i prelievi
Realtà virtuale contro il dolore: al Centro prelievi pediatrico arriva il visore 3.0
Un piccolo gesto può cambiare completamente il modo in cui si affrontano le paure più comuni dell’infanzia. In un ambiente spesso percepito come freddo e distante, qualcosa sta iniziando a trasformare l’esperienza dei più piccoli. E al centro di questa novità c’è la realtà virtuale.

Monza, al San Gerardo visore di realtà virtuale nei prelievi pediatrici
Affrontare un prelievo non è mai semplice, soprattutto per i bambini. Proprio per questo, l’introduzione del visore per la realtà virtuale nei prelievi pediatrici rappresenta una vera svolta. Presso il Centro Prelievi Pediatrico, grazie alla donazione dell’Associazione ABIO Brianza, è stato adottato un dispositivo capace di cambiare radicalmente l’esperienza dei piccoli pazienti. Il funzionamento è semplice quanto efficace: il bambino indossa il visore per la realtà virtuale e viene immediatamente immerso in scenari rilassanti e coinvolgenti. Foreste incantate, fondali marini o mondi fantastici sostituiscono così l’ambiente ospedaliero, spesso fonte di ansia. Questa tecnica, definita “distrazione attiva”, consente di ridurre in modo significativo lo stress e la percezione del dolore durante i prelievi pediatrici. I primi risultati sono incoraggianti: i bambini appaiono più tranquilli, collaborativi e meno spaventati. Un cambiamento che non solo migliora il loro benessere, ma facilita anche il lavoro del personale sanitario .
Realtà virtuale per i bambini: quali sono i benefici e gli sviluppi futuri
L’utilizzo della realtà virtuale per i bambini negli ospedali apre scenari interessanti anche per il futuro della medicina pediatrica. Non si tratta soltanto di una soluzione tecnologica, ma di un approccio più umano alla cura, capace di mettere al centro le emozioni dei piccoli pazienti. Un elemento fondamentale è il coinvolgimento dei genitori: attraverso un tablet, possono seguire in tempo reale il percorso immersivo del proprio figlio. Questo aspetto rafforza il senso di sicurezza e fiducia, creando un’esperienza condivisa anche in un momento delicato come quello dei prelievi pediatrici. Secondo gli operatori sanitari, l’introduzione del visore di realtà virtuale potrebbe essere estesa ad altre procedure mediche, come vaccinazioni o medicazioni, ampliando ulteriormente i benefici. Inoltre, iniziative come quella sostenuta da ABIO Brianza dimostrano quanto la collaborazione tra associazioni e strutture sanitarie possa portare innovazione concreta.
In prospettiva, la realtà virtuale potrebbe diventare uno standard, contribuendo a rendere gli ospedali luoghi meno traumatici e più accoglienti. Un passo importante verso una sanità sempre più attenta non solo alla cura, ma anche all'esperienza del paziente.
Italo Meroni



