Si è conclusa la stagione 2025/26 del Monza e non poteva esserci epilogo più dolce, quanto sofferto. Dopo appena un anno di purgatorio in Serie B, i biancorossi riconquistano la massima categoria e tornano a far parte delle 20 migliori squadre d'Italia. 

Un traguardo che, alla luce delle aspettative estive, poteva apparire quasi doveroso, ma che sul campo si è rivelato tutt'altro che scontato. Per questo, prima di lasciarsi trascinare dalle inevitabili riflessioni sul futuro, è giusto fermarsi a valutare il percorso compiuto.

La doppia sfida contro il Catanzaro è stata la sintesi perfetta della stagione brianzola. Una squadra non sempre brillante, a tratti persino vulnerabile, ma capace di trovare le risorse necessarie per raggiungere l'obiettivo. 

La prestazione del ritorno all'U-Power Stadium non resterà nella memoria dei tifosi, ma al triplice fischio contava soltanto una cosa: la promozione. Un risultato conquistato al termine di 360 minuti di playoff durissimi contro avversari che hanno venduto cara la pelle e che hanno costretto il Monza a guadagnarsi ogni metro verso la Serie A.

Il ritorno nella massima serie rappresenta il premio per una squadra che, pur tra alti e bassi, ha saputo costruire una propria identità. Il terzo posto nella regular season non è stato casuale, ma il frutto di un campionato vissuto costantemente nelle zone nobili della classifica. In questo percorso, Paolo Bianco ha avuto il merito di ricompattare un ambiente ancora scosso dalla retrocessione e di restituire equilibrio a un gruppo che nel recente passato aveva spesso mostrato fragilità nei momenti decisivi.

I playoff hanno confermato pregi e limiti della formazione biancorossa: organizzazione, esperienza e carattere da una parte; qualche difficoltà nella gestione della pressione e alcuni blackout dall'altra. Aspetti che in Serie B sono stati superati, ma che nella categoria superiore rischiano di pesare molto di più.

Ed è proprio qui che si apre il capitolo più importante. La promozione non deve essere considerata un punto d'arrivo, bensì l'inizio di una nuova fase. Il Monza che si appresta a tornare in Serie A dovrà dimostrare di aver imparato dagli errori che lo hanno condotto alla retrocessione del 2025: scelte societarie poco lungimiranti, cambi di rotta continui e una squadra che, col passare dei mesi, aveva smarrito identità e certezze. Serviranno programmazione, stabilità e una visione chiara, dentro e fuori dal campo.

Serie A dopo un anno di assenza, un vero successo

La festa è meritata e va celebrata come si deve. Ma il vero successo non sarà aver riconquistato la Serie A dopo un anno di assenza. Sarà riuscire a trasformare questa promozione in un nuovo punto di partenza, evitando di ripetere gli errori del passato e costruendo finalmente le basi per una permanenza duratura nel calcio che conta.

A cura di Andrea Lizzano di MonzaTopNews

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