pedemontana

La contestazione cresce e prende forma. La petizione contro il pedaggio sulla Milano-Meda, destinata a diventare parte della futura tratta B2 della Pedemontana, sfiora quota 13mila firme.

Un numero che racconta una mobilitazione sempre più ampia, non più limitata alla Brianza ma estesa anche al territorio comasco. In prima linea cittadini, pendolari e imprese, uniti da una richiesta chiara: mantenere gratuita una strada utilizzata ogni giorno.


“Non si paga una strada sempre stata libera”

Il punto centrale della protesta è semplice e diretto. L’ipotesi di rendere a pagamento un’arteria storicamente gratuita viene vissuta come una forzatura.

Secondo i promotori, il rischio è quello di introdurre un costo aggiuntivo per migliaia di utenti abituali, su una infrastruttura che ha già beneficiato di finanziamenti pubblici.

Una scelta che, secondo chi si oppone, avrebbe effetti concreti sulla vita quotidiana di lavoratori e famiglie.


Il timore: traffico deviato e più smog

Dietro la protesta c’è anche una preoccupazione pratica. Se la Milano-Meda diventasse a pagamento, molti automobilisti potrebbero scegliere percorsi alternativi per evitare il pedaggio.

Le conseguenze sarebbero immediate. Più traffico su strade provinciali e comunali come la Comasina e la vecchia Valassina, con un aumento della congestione e un impatto negativo sulla qualità dell’aria.

Uno scenario particolarmente delicato in un’area già segnata da livelli elevati di inquinamento.


Codacons: “Rischio tassa sulla mobilità”

Sulla vicenda interviene anche il Codacons, che parla apertamente di una nuova forma di tassazione indiretta.

PEDEMONTANA B2

Secondo l’associazione, far pagare una tratta utilizzata quotidianamente significherebbe scaricare sui cittadini il costo di un’opera già sostenuta con risorse pubbliche.

Un tema che, oltre alla mobilità, tocca direttamente il piano economico e ambientale.


La richiesta: tavolo tecnico e stop al pedaggio

Il Codacons ha annunciato l’intenzione di scrivere a Regione Lombardia e al Ministero delle Infrastrutture per chiedere l’apertura di un confronto pubblico.

L’obiettivo è valutare soluzioni alternative alla tariffazione della tratta e analizzare in modo aggiornato l’impatto del pedaggio su traffico e ambiente.

Nel frattempo, l’associazione invita i cittadini a segnalare eventuali criticità legate alla viabilità locale.


Una partita ancora aperta

Il caso Milano-Meda si inserisce nel più ampio dibattito sulla Pedemontana, tra sviluppo infrastrutturale e impatto sui territori.

Le firme raccolte dimostrano che il tema è tutt’altro che secondario. E che, su questa partita, il confronto è destinato a restare acceso.