Un ecografo al San Gerardo
Un ecografo al San Gerardo

Un nuovo ecografo ad alte prestazioni entra nella Struttura Complessa di Nefrologia dell’IRCCS San Gerardo di Monza. L’apparecchiatura, disponibile da mercoledì 9 settembre, è stata acquistata grazie a una donazione in memoria di Franca Adele Resegotti.

Il nuovo strumento rafforza le attività diagnostiche e assistenziali del reparto, offrendo un vantaggio concreto ai pazienti ricoverati e alle persone sottoposte a dialisi.

Un ecografo mobile per ambulatori e sale dialisi

Le elevate prestazioni diagnostiche e la facilità di movimentazione rendono l’ecografo particolarmente versatile. Potrà essere utilizzato negli ambulatori, direttamente al letto del paziente e nelle sale dialisi, dove l’ecografia è diventata uno strumento sempre più importante nella gestione quotidiana dei pazienti nefropatici e dializzati.

L’apparecchiatura consente di eseguire ecografie renali e delle vie urinarie, esami di reni e surreni ed ecodoppler delle arterie renali. Può inoltre essere impiegata per studiare il patrimonio vascolare degli arti superiori, un’attività fondamentale nella preparazione e nel monitoraggio delle fistole arterovenose.

Tra le funzioni previste c’è anche la valutazione del decorso sottocutaneo del catetere utilizzato nella dialisi peritoneale.

Più sicurezza nelle procedure ecoguidate

In reparto il nuovo ecografo permetterà di effettuare valutazioni diagnostiche sui pazienti ricoverati e di supportare la gestione della biopsia renale, dalla verifica dell’idoneità ai controlli prima e dopo la procedura.

Lo strumento sarà utilizzato anche durante le procedure invasive ecoguidate: dalla biopsia renale alla venipuntura della fistola durante le sedute dialitiche, fino al posizionamento dei cateteri venosi centrali per la dialisi.

«La possibilità di disporre di un ecografo facilmente movimentabile permette di portare la diagnostica direttamente dove serve, compresa la sala dialisi», spiega Federico Pieruzzi, direttore della Struttura Complessa di Nefrologia.

«È uno strumento che può essere utilizzato quotidianamente sia dal personale medico sia da quello infermieristico, migliorando la tempestività delle valutazioni, la sicurezza delle procedure e, complessivamente, la qualità dell’assistenza».

La donazione in memoria di Franca Adele Resegotti

A rendere ancora più importante l’arrivo dell’apparecchiatura è la storia che accompagna la donazione. L’ecografo è stato acquistato grazie a un lascito destinato alla Nefrologia in memoria di Franca Adele Resegotti.

Per molti anni Franca Adele era stata l’instancabile coordinatrice della segreteria di AMAF, l’Associazione Malattie Autoimmuni del Fegato. Nell’attività associativa aveva unito capacità organizzative, disponibilità e una particolare attenzione verso le persone impegnate ad affrontare una malattia.

“Aiutare, ascoltare, esserci: per lei erano gesti naturali”

A ricordarla è il marito Fiorenzo Sala, per il quale la donazione rappresenta molto più dell’acquisto di una nuova apparecchiatura.

«Franca era una persona che non si tirava mai indietro davanti al bisogno degli altri. Aiutare, ascoltare, esserci: per lei erano gesti naturali. Sapere che oggi il suo ricordo può tradursi concretamente in qualcosa che aiuta altre persone ad affrontare la malattia dà un significato ancora più profondo a questa donazione».

Il lascito trasforma così il ricordo di Franca Adele in un aiuto concreto e duraturo. Ogni diagnosi più tempestiva, ogni procedura più sicura e ogni valutazione eseguita direttamente durante la dialisi porteranno con sé il suo nome e la sua storia.

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