metrotranvia
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Sulla metrotranvia Milano-Seregno è di nuovo scontro politico. Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Alessandro Corbetta replica ai consiglieri regionali del Pd Gigi Ponti e Simone Negri sulla situazione dei cantieri, fermi da mesi per gli extracosti.

Corbetta: «La Regione ha già fatto la sua parte»

«È stupefacente la posizione dei consiglieri regionali del Pd Ponti e Negri sulla metrotranvia Milano-Seregno», attacca Corbetta. «Regione Lombardia ha già contribuito al finanziamento iniziale dell'opera con oltre 30 milioni di euro e, quando è emerso il problema degli extracosti, ha messo sul piatto altri 25 milioni, andando incontro, per quanto possibile, alle richieste di Città Metropolitana. Cosa dovrebbe fare di più Regione Lombardia?». Per l'esponente leghista la responsabilità è della Città Metropolitana di Milano, «guidata da Beppe Sala e dal centrosinistra», che è il soggetto attuatore dell'opera.

«Se oggi siamo arrivati a questo disastro – prosegue – è evidente che qualcosa di grave non abbia funzionato nella gestione dell'opera, dalla cantierizzazione alla quantificazione economica dei lavori». Corbetta ricorda che il governo ha già stanziato oltre 160 milioni e che il ministero delle Infrastrutture ha chiarito che al momento non ci sono altri fondi immediatamente disponibili, pur indicando alcune strade per trovarne.

«Priorità assoluta nel bilancio»

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Con la stagione dei bilanci alle porte, la Lega chiede a Città Metropolitana di dare «priorità assoluta» alla metrotranvia, concentrando su di essa le risorse per gli investimenti. «Parliamo di un'infrastruttura con cantieri già aperti che da troppo tempo provocano disagi vergognosi ai cittadini del Nord Milano e dei Comuni brianzoli attraversati dalla tratta, oltre a mettere in difficoltà lavoratori e attività economiche», conclude Corbetta. «Il Pd, anziché impartire lezioni alla Regione, chieda ai propri amministratori di assumersi fino in fondo le responsabilità».

La posizione del Pd

Il Pd, da parte sua, chiede da mesi che sia soprattutto il governo a intervenire. Già ad aprile Negri e Ponti avevano invocato «serietà e spirito di collaborazione istituzionale, in primis da parte del Governo», respingendo come «propaganda» le accuse della Lega a Città Metropolitana. A luglio, dopo lo stanziamento regionale, Ponti aveva chiesto che «il governo faccia la sua parte» per coprire il resto dei maggiori costi, legati secondo il Pd soprattutto all'inflazione e agli imprevisti. La consigliera delegata di Città Metropolitana Daniela Caputo aveva ricordato che l'ente ha già stanziato 13 milioni aggiuntivi a dicembre 2025.

Le cifre dell'opera

La metrotranvia, lunga 14,3 chilometri con 25 fermate, attraversa otto comuni: Milano, Bresso, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Nova Milanese, Desio e Seregno. Il progetto era stato finanziato inizialmente con 264 milioni, di cui 166 dal ministero. A marzo sono emersi extracosti per circa 120 milioni, dovuti per metà all'aumento dei costi di realizzazione e per metà a varianti e alle nuove norme sullo smaltimento delle terre.

I 25 milioni della Regione, approvati a luglio su proposta di Fratelli d'Italia, arriveranno però solo nel 2029 (15 milioni) e nel 2030 (10 milioni). A metà ottobre il ministero ha risposto che al momento i fondi per coprire gli extracosti non ci sono, indicando due possibili strade e chiedendo a Città Metropolitana chiarezza sul quadro economico.

Il rischio per la Brianza

Nel frattempo i cantieri restano fermi, con forti disagi per residenti e commercianti lungo il tracciato. Nell'ultimo vertice di fine settembre è tornata sul tavolo l'ipotesi di un percorso più breve, che fermerebbe la linea a Paderno Dugnano escludendo Nova Milanese, Desio e Seregno, ipotesi respinta dai sindaci brianzoli. Un nuovo incontro tra Città Metropolitana, Provincia di Monza e Brianza e Comuni è fissato per oggi, 28 ottobre, quando dovrebbe essere presentata una bozza di accordo per la revisione del contratto d'appalto.