vigili urbani

Segnalazioni che arrivano da più comuni, sopralluoghi nelle aziende e una zona che, almeno geograficamente, ricorre più delle altre: il comparto industriale di Ceriano Laghetto. Proseguono le verifiche per individuare l’origine dei cattivi odori avvertiti nelle ultime settimane in una vasta area della Brianza.

Il 24 settembre si è svolto un tavolo istituzionale che ha riunito i Comuni di Ceriano Laghetto, Solaro, Saronno, Limbiate, Cesate e Cogliate, insieme alla Provincia di Monza e Brianza e agli altri enti coinvolti, tra cui i tecnici di ARPA Lombardia. L’obiettivo è mettere insieme le segnalazioni raccolte nei diversi territori e arrivare all’individuazione delle possibili sorgenti.

Le segnalazioni portano verso l’area industriale di Ceriano

Dalla prima analisi condotta da ARPA emerge un elemento: sotto il profilo geografico, la maggior parte delle segnalazioni risulta riconducibile alla zona del comparto industriale di Ceriano Laghetto.

Questo, però, non significa che sia già stata individuata una singola azienda o una sorgente certa. Nell’area operano numerose attività produttive e, secondo quanto riferito dal Comune di Ceriano Laghetto, gli odori descritti dai cittadini non presentano sempre le stesse caratteristiche.

Sono già stati effettuati sopralluoghi presso alcune attività produttive. Nel corso dei controlli sarebbero emersi elementi che richiedono ulteriori approfondimenti tecnici, ma gli accertamenti sono ancora in corso e al momento non è stata indicata una responsabilità precisa.

Un problema già emerso nel 2021

Le maleodoranze non rappresentano una novità per questa parte della Brianza. Un fenomeno analogo era stato segnalato già nell’estate del 2021, quando era stato costituito un primo tavolo tecnico.

In quell’occasione erano state avviate attività di rilevazione e approfondimenti che avevano coinvolto anche ARPA Lombardia e il Politecnico di Milano. Le verifiche avevano fatto emergere alcuni elementi ritenuti meritevoli di attenzione e ARPA aveva successivamente formulato indicazioni tecniche agli enti competenti.

T

Con l’arrivo dell’inverno le segnalazioni erano progressivamente diminuite. Il ritorno del problema nel 2026 ha però spinto le amministrazioni a impostare un sistema più strutturato, affiancando ai controlli immediati una vera campagna territoriale di monitoraggio.

Controlli nelle aziende, poi tre mesi di monitoraggio

Il piano si muoverà su due binari. Nel breve periodo continueranno i sopralluoghi e gli accertamenti sulle attività produttive già interessate dalle verifiche. Parallelamente verrà organizzato il nuovo sistema di rilevazione delle molestie olfattive.

La campagna vera e propria dovrebbe durare circa tre mesi e sarà programmata nel periodo dell’anno considerato più adatto a osservare il fenomeno, indicativamente durante la bella stagione.

L’attesa della futura campagna non comporterà quindi uno stop alle verifiche. Nei prossimi mesi continueranno i controlli tecnici e gli approfondimenti sulle possibili sorgenti, mentre enti e amministrazioni lavoreranno alla definizione del sistema di monitoraggio che dovrà coinvolgere anche il territorio e i cittadini.