Oggi l'ultimo saluto al giornalista Paolo Nizzola, Peduzzi: 'Un grande maestro, quella volta con Berlusconi...'
Il ricordo intenso di Stefano Peduzzi su Paolo Nizzola, storico giornalista e caporedattore: una lezione di giornalismo che resta.
Non era solo una firma in scaletta. Non era solo una voce riconoscibile tra le tante del telegiornale. Per chi lo ha conosciuto davvero, Paolo Nizzola era un punto fermo, uno di quelli che non fanno rumore ma lasciano un segno profondo. E nel ricordo di Stefano Peduzzi, direttore di MonzaNews, emerge tutta la grandezza di un uomo che ha fatto scuola nel vero senso della parola.
Stefano Peduzzi Paolo Nizzola: il ricordo del direttore MonzaNews

Il ricordo di Stefano Peduzzi per Paolo Nizzola non è formale, ma autentico, vissuto. Un legame costruito sul campo, tra redazioni, corse contro il tempo e notizie da inseguire. Paolo Nizzola, storico giornalista ed ex caporedattore di Telereporter, volto noto anche di Telelombardia, viene descritto come un “leader silenzioso”, capace di insegnare senza mai alzare la voce.
“Paolo Nizzola per me non è stato soltanto un capo”, racconta Peduzzi, “ti correggeva i pezzi riga per riga, senza farti pesare l’errore”. Un metodo che oggi sembra quasi scomparso, ma che ha formato generazioni di giornalisti. La sua era una guida costante, fatta di attenzione ai dettagli e di una passione che non si spegneva mai.
Anche dopo decenni di carriera, Paolo Nizzola continuava a studiare, a guardare i telegiornali, a controllare ogni notizia. Una dedizione totale al mestiere, che lo rendeva un riferimento assoluto nel panorama dell’informazione locale.
Paolo Nizzola giornalista Telereporter Telelombardia: una lezione di giornalismo
Chi ha lavorato con Paolo Nizzola ricorda ritmi serrati e richieste continue, ma sempre accompagnate da rispetto e umanità. “Peduzzi, sei arrivato a Garlasco? Dopo vai a Varese”, racconta Peduzzi, ricordando le giornate frenetiche tipiche del lavoro in redazione. Un modo di fare che spingeva a dare sempre qualcosa in più.
Tra gli episodi più emblematici, quello della telefonata in diretta di Silvio Berlusconi, telespettatore attento di Telereporter, che intervenne mentre Paolo Nizzola conduceva per rispondere a Vittorio Agnoletto. Un momento di grande giornalismo, che il giorno dopo trovò spazio anche sul Corriere della Sera.
Negli ultimi anni, tra eventi e presentazioni, Paolo Nizzola non aveva mai smesso di condividere idee e progetti. Aveva anche scritto un libro, “Ho fatto solo il giornalista”, una sorta di manifesto della sua carriera e del suo modo di intendere la professione.
Oggi, mentre colleghi e amici si preparano a salutarlo a Bollate, resta forte il senso di vuoto. “Servirebbero tanti Paolo Nizzola oggi”, sottolinea Stefano Peduzzi, “per far crescere i giovani giornalisti con quella cura e quella gentilezza”.
Un’eredità preziosa, che va oltre il ricordo e diventa esempio.



