Monza, via libera al nuovo Pgt: case, verde e investimenti dividono il Consiglio | VIDEO
La maggioranza sostiene la variante della giunta Pilotto, opposizioni contrarie. Lamperti rivendica le scelte, le minoranze attaccano.

Il futuro urbanistico di Monza passa da un voto che divide nettamente il Consiglio comunale. Intorno alle 20.30 di lunedì 21 settembre, dopo circa due ore di discussione, la maggioranza ha dato il via libera alla variante del Piano di Governo del Territorio della giunta Pilotto (QUI il video)
A sostenerla Pd, LabMonza, MonzAttiva e Azione con Calenda. Contrarie le opposizioni. Il passaggio arriva dopo il lungo confronto estivo e l’esame di oltre 600 emendamenti, con posizioni ancora distanti su case, verde, recupero delle aree dismesse e investimenti.
Pgt di Monza, Lamperti rivendica le scelte su suolo e casa
«Abbiamo adottato il nuovo Pgt», ha dichiarato l’assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti. È dunque di adozione che parla l’assessore, un passaggio da distinguere dall’approvazione definitiva dello strumento urbanistico.
Lamperti indica tra gli obiettivi la riduzione degli indici edificatori e delle altezze consentite, il recupero di suolo attraverso la deimpermeabilizzazione e un consumo di suolo negativo. Nel quadro delineato dall’assessore rientrano anche la preparazione all’arrivo delle sette fermate della M5, quote obbligatorie di residenza convenzionata e regole più semplici per artigianato e industria.
La giunta lega queste scelte al diritto alla casa, al lavoro e al contrasto al cambiamento climatico. Il documento, centrale nel programma del centrosinistra, arriva però dopo un percorso più lungo rispetto alle aspettative iniziali e accompagnato anche dalle critiche di associazioni e comitati.
Le opposizioni: il nodo delle aree dismesse e degli investimenti
Fratelli d’Italia contesta soprattutto la sostenibilità economica degli interventi. Secondo il consigliere Marco Monguzzi, indici ridotti, costi di costruzione, oneri e bonifiche rischiano di rendere poco conveniente il recupero delle aree dismesse.
«Nessun privato ha convenienza a intervenire: le aree dismesse restano abbandonate», sostiene Monguzzi. Il consigliere critica inoltre l’equilibrio tra permeabilità e altezze e le quote di edilizia convenzionata e sociale che, nella sua lettura, comprimerebbero i ricavi senza ridurre i costi. Si tratta della valutazione politica ed economica dell’esponente di FdI, che prevede una diminuzione dell’offerta abitativa e un aumento dei prezzi.
Un ulteriore fronte riguarda i data center: Monguzzi attacca l’emendamento di LabMonza che introduce vincoli specifici, ritenendolo un ostacolo all’attrazione di investimenti tecnologici. Sullo sfondo resta il prolungamento della metropolitana lilla, al quale è legata una parte importante della trasformazione della città.
Piffer: «Avete tradito la parola data alla città»
Il voto contrario di Paolo Piffer, di Civicamente, muove da una critica diversa. Il consigliere accusa la maggioranza di non avere mantenuto gli impegni sulla riduzione del consumo di suolo, sulla tutela del verde, sull’emergenza abitativa e sulla mobilità nei quartieri.
«Avete ignorato le osservazioni del territorio, dei comitati e delle famiglie che vivono Monza ogni giorno», afferma Piffer, contestando anche la bocciatura di molti emendamenti. Nel suo intervento definisce il documento distante dalle richieste di una parte degli stessi elettori del centrosinistra.
Lega e Forza Italia contro il piano della giunta Pilotto
Per la Lega, il capogruppo Simone Villa concentra l’attacco sui tempi e sulla gestione del percorso. Parla di una «disfatta» e rimprovera all’amministrazione di non aver rispettato gli obiettivi annunciati, ricordando le ipotesi di proseguire il confronto in agosto e l’avvicendamento dei dirigenti dell’Urbanistica.
Villa esprime anche dubbi sulla durata futura dello strumento. Una posizione che conferma la distanza politica della Lega dall’impostazione della giunta.
Il capogruppo di Forza Italia Massimiliano Longo definisce invece il Pgt troppo prescrittivo. Chiede regole chiare, tempi certi e maggiore capacità di attrarre chi intende investire, progettare e recuperare immobili.
Secondo Longo, il rischio è che la rigenerazione urbana diventi una corsa a ostacoli e che i costi delle prescrizioni ricadano su famiglie e giovani coppie. Rivendica comunque l’accoglimento di alcuni emendamenti presentati da Forza Italia, pur giudicando insufficiente l’apertura della maggioranza.
Sassoli rivendica i correttivi, ma conferma il no
Contraria anche Noi Moderati. La capogruppo Martina Sassoli, già assessora al Governo del Territorio, ricorda i 137 emendamenti del proprio gruppo e il lavoro svolto su indici, altezze e destinazioni d’uso.

«Non ci siamo limitati a dire no», sottolinea Sassoli. Alcuni correttivi sono stati accolti, ma per l’esponente di minoranza rimane una distanza di fondo rispetto alla visione della maggioranza. La sua preoccupazione riguarda soprattutto la capacità del piano di governare i cambiamenti dei prossimi anni e il rischio di una fase di immobilismo degli investimenti.
Il voto chiude così un lungo confronto consiliare senza ricomporre la frattura politica. Per la giunta la variante mette al centro ambiente, casa e lavoro; per le opposizioni, con motivazioni differenti, le nuove regole non rispondono alle esigenze della città.
Articolo in aggiornamento.
Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.



