Monza perde anche il GT World Challenge 2027: Imola prende un’altra grande gara
Dopo il WEC, anche il GT World Challenge 2027 lascia Monza per Imola: i lavori fermano il Tempio della Velocità e accendono il tema calendario.

Un’altra grande gara internazionale lascia Monza! L’Autodromo Nazionale Monza non ospiterà il GT World Challenge Europe nel 2027. La notizia pesa, perché arriva in un momento già delicato per il Tempio della Velocità, atteso da una nuova fase di lavori infrastrutturali che, tra la fine della stagione sportiva 2026 e il mese di luglio 2027, ridurrà drasticamente la possibilità di costruire un calendario fitto di eventi racing.
Il punto, quindi, non è negare l’importanza degli interventi. Monza ha bisogno di strutture moderne, di servizi adeguati agli standard internazionali, di spazi hospitality, media e direzione gara all’altezza dei grandi eventi. Ma la conseguenza sportiva è evidente: il calendario 2027 del circuito brianzolo rischia di uscire fortemente ridimensionato.
E dopo il WEC, che ha ormai trovato casa a Imola anche per il 2027, arriva un altro segnale pesante: anche il GT World Challenge Europe si sposta all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari.
GT World Challenge 2027: Imola al posto di Monza
Il GT World Challenge Europe Powered by AWS tornerà a Imola nel 2027 con una tappa Endurance Cup in programma nel weekend del 22-23 maggio. Una gara di alto livello, con le vetture GT3 dei principali costruttori mondiali e un campionato che negli ultimi anni è diventato uno dei riferimenti assoluti del motorsport internazionale a ruote coperte.
Per Monza si tratta di una perdita pesante. Il GT World Challenge, infatti, non è una gara qualunque: è una manifestazione capace di portare in pista griglie numerose, marchi prestigiosi, team internazionali e un pubblico di appassionati vero, competente, legato al mondo GT e alle grandi gare endurance.
Monza e le GT hanno sempre avuto un rapporto speciale. Il tracciato brianzolo, con i suoi lunghi rettilinei, le grandi staccate e la sua storia, rappresenta uno scenario naturale per vetture come Ferrari, Lamborghini, Porsche, Mercedes-AMG, BMW, Audi, McLaren, Aston Martin e Ford. Perdere una tappa di questo livello significa perdere non solo un weekend di gara, ma anche visibilità, presenze, contenuti, indotto e centralità sportiva.
Dopo il WEC, un altro segnale a favore di Imola
Il trasferimento del GT World Challenge a Imola si aggiunge a un quadro già noto: anche il FIA World Endurance Championship continuerà a disputare la propria tappa italiana all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. La 6 Ore di Imola 2027 è infatti prevista dal 9 all’11 aprile come secondo round del Mondiale Endurance.
Il dato politico-sportivo è evidente: mentre Monza affronta i cantieri, Imola consolida la propria posizione nel calendario internazionale. WEC, GT World Challenge, ELMS, eventi storici, attività business e una programmazione sempre più strutturata stanno rafforzando il ruolo del circuito romagnolo come polo centrale del motorsport italiano.
Non è una competizione tra territori, ma è impossibile non notare la dinamica. Imola intercetta eventi, costruisce continuità, offre date e disponibilità. Monza, invece, in questa fase paga la necessità di ammodernarsi e si trova costretta a rinunciare a weekend di grande richiamo.
I lavori sono necessari, ma il rischio è il vuoto sportivo
La seconda fase dei lavori dell’Autodromo Nazionale Monza prevede interventi importanti: nuova sala stampa, aggiornamento della Direzione Gara, copertura permanente del Paddock Club e un generale miglioramento delle infrastrutture dedicate a media, ospiti, promoter e stakeholder.
Sono opere che servono. Soprattutto se Monza vuole continuare a essere credibile a livello internazionale e conservare il proprio ruolo nel calendario della Formula 1. Ma il tema è un altro: quanto costa, in termini sportivi e di immagine, fermare o ridurre l’attività racing per diversi mesi?
Nel motorsport moderno la continuità conta. I promoter cercano certezze, date, infrastrutture, servizi, pubblico e stabilità organizzativa. Se un circuito non può garantire una finestra utile, gli eventi si spostano. E quando si spostano, non sempre tornano automaticamente.

È questo il vero nodo per Monza: trasformare il cantiere in una parentesi, non in una perdita di posizione.
Monza deve difendere il proprio ruolo oltre la Formula 1
L’Autodromo Nazionale Monza non può vivere solo di Formula 1. Il Gran Premio d’Italia è il suo evento simbolo, il suo patrimonio più importante, la sua vetrina mondiale. Ma un autodromo moderno deve avere un calendario ricco, diversificato, internazionale.
GT, endurance, turismo, campionati ACI, eventi storici, test, manifestazioni automotive, attività fan experience e appuntamenti corporate devono convivere in una programmazione capace di tenere vivo il circuito durante tutto l’anno.
Il rischio, altrimenti, è che Monza venga percepita sempre più come il circuito del Gran Premio e sempre meno come una piattaforma motorsport permanente. Sarebbe un errore strategico enorme, perché la forza storica del Tempio della Velocità non è mai stata legata a un solo evento, ma alla sua capacità di essere un luogo centrale per tutto il movimento automobilistico.
Una perdita temporanea, ma da non sottovalutare
Va detto con chiarezza: l’assenza del GT World Challenge nel 2027 sembra legata direttamente ai lavori e non rappresenta necessariamente una rottura definitiva tra SRO e Monza. Ma anche una perdita temporanea può avere un peso.
Perché il calendario internazionale è competitivo. Perché Imola, una volta entrata, può dimostrare di essere una soluzione efficace. Perché team, promoter e pubblico si abituano rapidamente a nuove sedi. E perché Monza, quando riaprirà a pieno regime, dovrà riconquistare spazio, fiducia e date.
Il 2027 sarà quindi un anno di passaggio, ma anche un banco di prova. L’obiettivo non può essere soltanto completare i lavori entro luglio. L’obiettivo deve essere presentarsi al 2028 con un calendario forte, credibile e all’altezza della storia dell’Autodromo Nazionale Monza.
Il Tempio della Velocità non può permettersi di arretrare
Monza resta Monza. La sua storia, il suo fascino e il suo valore tecnico non sono in discussione. Ma nel motorsport contemporaneo la storia da sola non basta più. Servono infrastrutture, servizi, visione commerciale, relazioni con i promoter e capacità di costruire eventi attorno alle gare.
Il GT World Challenge che si sposta a Imola, dopo il WEC già stabilmente presente sul circuito romagnolo, deve essere letto come un campanello d’allarme. Non come una tragedia, ma come un segnale preciso.
I lavori possono rendere Monza più moderna. Ma il vero successo sarà misurato da ciò che accadrà dopo: dal ritorno dei grandi campionati, dalla qualità del calendario, dalla capacità di riportare nel Tempio della Velocità quelle gare internazionali che rappresentano il cuore vivo del motorsport europeo.
Perché Monza non deve limitarsi a conservare la propria leggenda. Deve continuare a dimostrare, anno dopo anno, di meritare il ruolo che la storia le ha consegnato.



