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Sergio Pellissier, presidente della Clivense, ha parlato a Tmw dei progetti del nuovo Chievo Verona.

Soddisfatto dell'avvio della Clivense?
"Sì, perché avrei voluto una società di questo tipo anche rimanendo al Chievo, coi vecchi valori che mi hanno insegnato. Sono contento e spero di crescere ancora, sto cercando di creare qualcosa di nuovo: costruire dal niente non è facile, in testa ho tanti progetti e mi ci vuole fortuna e bravura per portare tutto a termine. Impegno e passione però non mancano mai".

Quale l'elemento da mettere a posto?
"Mi piacerebbe poterci iscrivere in D il prossimo anno, ma in una società di calcio non può mancare un centro sportivo. Questa è una delle priorità: serve spazio, servono soldi, la possibilità che il comune ti dia una mano... Ci sto lavorando".

Ci racconta l'ingaggio di mister Allegretti?
"Riccardo l'ho conosciuto più di quindici anni fa, eravamo entrambi giovani. Ho ritrovato una persona umile, che ha creduto nel progetto e si sta impegnando, dandoci una grandissima mano anche nel fare lavori non suoi. Mi auguro che ci si possano togliere tante soddisfazioni insieme. Ha capito cosa volevo fare e non ha pensato un attimo a scendere in Terza Categoria".

Quanta passione c'è nel dilettantismo?
"Ho riscontrato una marea di situazioni. I miei ragazzi si impegnano da morire, danno tutto quello che hanno e si impegnano, senza prendere un euro. Ci sono però dei campi non omologabili in Terza Categoria: ci sono campi in cui non fai pagare ed arrivare gente perché magari è vicino a una strada o altro. Addirittura ci offriamo noi, perché vorremmo la nostra gente, ma di fronte c'è più che un muro, nessuna voglia di fare cose diverse o migliorarsi"