martedì, Gennaio 25, 2022
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Plusvalenze, Criscitiello: ‘Non è un attacco alla Juventus, ma ad Agnelli. Il Chievo doveva saltare 4 anni fa, la storia di quel giocatore che a bilancio a 4 milioni di euro’

Nel consueto editoriale del lunedì, il direttore di TMW Michele Criscitiello ha parlato del caso plusvalenze legato alla Juventus (e non solo). “Tutti si sorprendono quando la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica mettono becco nel calcio. Poi Report – analizza Criscitiello – decide di fare degli speciali e sono tutti scandalizzati. Siamo di fronte a cose ovvie che ripetiamo da anni e che diciamo anche espressamente. Quando la Juventus ha fatto lo scambio Pjanic-Artur non abbiamo detto esplicitamente che si trattava solo di uno scambio per mettere a posto i bilanci? Ci vogliono i sottotitoli? Oggi tutti gridiamo allo scandalo perché la Juventus ha “sistemato” i bilanci e capisco bene che non vale la solita frase “lo fanno tutti” ma davvero è una abitudine di quasi tutti i club dalla A alla C. Dov’era la Federazione fino a due giorni fa? Non sapeva nulla? Nessuno dice che tutte le società, ormai, non hanno un euro di liquidità e si fanno scontare dalle banche in anticipo anche dieci mila euro? Le operazioni della Juventus sono al limite e giustamente la Procura indaga ma se si vuole andare fino in fondo il sistema calcio salta. Il problema Covid è una scusa per tutti. I club erano morti prima della pandemia. Stiamo parlando della società numero 1 in Italia e quotata in borsa, figuriamoci quanti revisori dei conti dovrà avere e se il bilancio è stato approvato c’è qualcosa che tutti dovrebbero dichiarare. Prima e non dopo. Non facciamo quelli che cadono dal pero. Anche perché se la Procura della Repubblica si muove sulla Juventus, dopo il caso Suarez abbiamo fatto doppietta all’incrocio dei pali, l’attacco non è alla Juventus ma alla Presidenza Andrea Agnelli. In alcuni casi, queste operazioni ricordano quelle del 2006. Ora c’è l’accanimento verso la Juventus ma, credo, sia più un accanimento verso Andrea Agnelli che in questi due anni ha sbagliato molto: dalla SuperLega al campo ma qui c’è qualcuno che gli sta mettendo uno sgambetto in piena area di rigore. Se la Procura della Repubblica metterà il naso sui bilanci dei club di serie A saltano tutte. In un secondo. Non c’è nessuno che può dichiararsi limpido. Lo ha sempre permesso la FIGC e oggi il clamore è emerso solo perché di mezzo c’è la Juventus. Vi racconto in due secondi questa mia vicenda personale: da 6 anni sono Presidente di un club di serie D. Mi diverto e mi arrabbio. Fare calcio è una cosa diversa dal parlare di calcio. Uno dei miei primi acquisti fu un ragazzo del 1998 del Chievo Verona. Luca Concato, terzino destro. Arrivava dalla Primavera e mi fu portato dal procuratore Francesco Salerno. Uno che i giovani li vede 4 anni prima. Bene, questo Concato pensavo fosse forte ma non al punto da valere 4 milioni di euro. Risultava dai bilanci del Chievo che questo mio terzino preso in D fosse stato ceduto, l’anno prima, al Cesena. Non ci aveva mai giocato. Capite perché il Chievo doveva saltare già da 10 anni?” ha concluso il giornalista.

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