Lazio in finale nel segno di Motta, l'ex Monza para tutto!
Ecco chi è l'ex Monza protagonista assoluto in Coppa Italia

A volte la vita decide di rimescolare le carte in un istante, trasformando una comparsa nel protagonista assoluto di una sceneggiatura da Oscar. È quello che è successo la sera del 22 aprile, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta. Una serata che ha consegnato alla storia biancoceleste un nuovo eroe: Edoardo Motta.
Il portiere classe 2005, arrivato in punta di piedi a fine gennaio, ha trascinato la Lazio in finale (dove il 13 maggio sfiderà l'Inter) parando ben quattro rigori su cinque. Un’impresa che raddrizza una stagione fin qui problematica e lancia un messaggio chiaro a tutto il calcio italiano.
Dalle giovanili del Monza al colpo di fulmine biancoceleste
La parabola di Motta è quella di un girovago che ha saputo aspettare il suo momento. Nato a Biella e cresciuto nel vivaio della Juventus, il giovane portiere ha vissuto tappe fondamentali in prestito tra Alessandria e, soprattutto, Monza. Proprio l'esperienza in Brianza fa parte di quel bagaglio che lo ha portato prima alla Reggiana e poi al grande salto nella Capitale. Dal vivaio della Juventus (2016-2021) al passaggio decisivo al Monza. In Brianza, Motta fu una vera e propria intuizione di Adriano Galliani, che gli affidò le chiavi della Primavera 2 portandolo fino alla promozione. Solo il controriscatto della Juventus ne impedì la permanenza a lungo termine in biancorosso, aprendo però le porte al professionismo e alla maglia azzurra (con il debutto in Under 21 nel settembre 2025).
Il suo trasferimento alla Lazio, lo scorso 27 gennaio, sembrava un’operazione di puro contorno: la società incassava 20 milioni dalla cessione di Mandas al Bournemouth e investiva poco più di 1 milione su questo giovane talento per fare il vice-Provedel. Ma il destino ha deciso diversamente: l'infortunio del titolare friulano ha spalancato le porte a Motta, che non si è più guardato indietro.
Una semifinale vietata ai deboli di cuore
La partita contro la "Dea" è stata un concentrato di emozioni. Dopo il gol laziale all'84° che profumava già di finale, il pareggio bergamasco all'86° ha gelato l'Olimpico. In pieno recupero, è stato proprio Motta a tenere in vita i suoi con una parata miracolosa che ha mandato la sfida ai supplementari e poi ai rigori.
Dal dischetto, l'inizio è stato da incubo: la Lazio sbaglia i primi due tiri e Raspadori trafigge Motta al primo tentativo. Poi, il buio per l'Atalanta e la luce per il ventunenne biancoceleste: Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere si sono visti ipnotizzare in serie. Quattro parate consecutive. Un record che in Italia, prima di lui, apparteneva solo ad Adrian Semper del Pisa.
Le lacrime di un predestinato
"Meglio tenere nascosti i propri segreti... La finale contro l'Inter? Si spera di finirla prima, magari in trionfo, senza andare troppo in là. Sono emozionato, non mi è mai capitato. Queste lacrime le dedico ai tifosi, a chiunque mi conosca... Grazie".
Queste le parole di un Motta visibilmente commosso a fine gara. Nonostante lo scetticismo iniziale di Sarri sulla cessione di Mandas ("L'assenza di Provedel è grave, ero in disaccordo sulla cessione... vediamo il ragazzo in campo"), il campo ha emesso la sua sentenza. Dopo il clean sheet contro il Milan e il rigore parato a Orsolini in campionato, questa notte da sogno consacra l'ex Monza come il nuovo "enfant prodige" della porta laziale. La rincorsa alla Coppa Italia ora porta la sua firma.
Sarri incorona Motta: “Sui rigori ha numeri impressionanti.”
E Sarri lo esalta dopo il pass ottenuto dalla Lazio per la finalissima di Coppa Italia: "Sui rigori ha numeri impressionanti, stasera ne ha presi 4 su 5 e in campionato uno a Bologna - spiega ai microfoni di Mediaset - Lui è un ragazzo che ha delle prospettive e ancora dei margini di miglioramento, soprattutto con i piedi. Si tratta di un prospetto importante, ma deve avere nella testa la voglia di migliorare ancora".



