Vivere cinque mesi in Antartide, contare i pinguini e guadagnare fino a 2.500 euro al mese, con vitto e alloggio inclusi. Sembra un'opportunità di lavoro fuori dal comune, ma c'è un dettaglio che cambia tutto: niente acqua corrente, nessuna doccia sull'isola e la possibilità di trascorrere anche due settimane senza potersi lavare normalmente. 

È la realtà di Port Lockroy, una remota località della Penisola Antartica dove ogni anno l'organizzazione britannica UK Antarctic Heritage Trust (UKAHT) invia personale per proteggere il patrimonio storico e monitorare la fauna selvatica. Per la stagione 2026/2027 sono già state selezionate 14 persone, chiamate a vivere e lavorare in uno degli ambienti più isolati del pianeta. Un'esperienza che combina conservazione ambientale, ricerca e attività quotidiane decisamente lontane dalle comodità a cui siamo abituati.

Lavorare in Antartide per cinque mesi: cosa fanno i partecipanti

Il programma dell'UK Antarctic Heritage Trust prevede la permanenza di personale in Antartide per circa cinque mesi, con mansioni differenti a seconda della destinazione. Per la stagione 2026/2027, otto dei partecipanti selezionati saranno destinati a Port Lockroy, sull'isola di Goudier, dove dovranno occuparsi delle attività necessarie alla gestione e alla conservazione del sito. Tra i compiti previsti figurano il monitoraggio della colonia di pinguini, la gestione di un museo, il funzionamento dell'ufficio postale e l'attività del negozio di souvenir. Altre sei persone saranno invece impegnate più a sud, presso Wordie House, un'ex stazione di ricerca britannica di cui verranno esaminate le condizioni di conservazione. 

Per questa seconda attività è previsto anche il supporto di professionisti specializzati nell'assistenza sanitaria e nel soccorso alpino, considerati i rischi legati all'ambiente. Non si tratta, dunque, di un viaggio turistico o di una semplice esperienza di volontariato naturalistico: il personale svolge mansioni precise in condizioni climatiche e logistiche particolarmente impegnative.

Contare pinguini in Antartide: perché bisogna monitorare nidi, uova e pulcini

Una delle attività più particolari è quella dedicata ai pinguini Papua, presenti a Port Lockroy con una colonia che, secondo le informazioni riportate da Fanpage, conta oltre mille esemplari. Il monitoraggio richiede attenzione e continuità. Gli operatori devono osservare gli animali e raccogliere informazioni su nidi, uova e pulcini, documentando nel tempo l'evoluzione della colonia. I dati ottenuti permettono di seguire le variazioni della popolazione e di comprendere meglio le condizioni dell'ecosistema. L'attività assume un significato ancora più importante considerando le trasformazioni climatiche che interessano la Penisola Antartica. L'organizzazione si occupa infatti anche della tutela del patrimonio storico di Port Lockroy, che ospitò una delle prime basi di ricerca britanniche, fondata nel 1944 durante l'Operazione Tabarin. 

Oggi il sito conserva un museo e quello che viene presentato come l'ufficio postale più meridionale del mondo. Accanto alla conservazione degli edifici, la protezione della colonia rappresenta una parte significativa del lavoro svolto dall'associazione, che propone anche un programma di sostegno simbolico ai pinguini attraverso contributi di circa 100 euro.

Quanto si guadagna? Fino a 2.500 euro al mese, ma senza le comodità di casa

Il compenso è uno degli aspetti che possono attirare maggiormente l'attenzione. La retribuzione varia indicativamente tra 1.700 e 2.500 euro al mese, con vitto, alloggio ed equipaggiamento polare forniti dall'organizzazione. Su una permanenza di cinque mesi, gli importi indicati corrisponderebbero a una somma complessiva compresa tra 8.500 e 12.500 euro, prima di considerare eventuali differenze contrattuali e fiscali non specificate nella fonte. Ma lo stipendio è soltanto una parte della storia. A Port Lockroy non esiste un sistema di acqua corrente sull'isola e non sono disponibili docce tradizionali. L'acqua necessaria viene raccolta in taniche grazie alle navi che raggiungono la zona. Sono proprio queste imbarcazioni a offrire, generalmente una volta alla settimana, la possibilità di fare una doccia. 

Quando però le condizioni meteorologiche impediscono l'arrivo delle navi, i tempi possono allungarsi sensibilmente: secondo quanto indicato nelle informazioni per i candidati, si può arrivare anche a due settimane senza una doccia. A tutto questo si aggiungono l'isolamento, la convivenza in spazi limitati e le condizioni ambientali dell'Antartide. Un'esperienza che richiede quindi capacità di adattamento, oltre all'interesse per la natura e la conservazione del patrimonio.

Come candidarsi per lavorare in Antartide e quando aprono le selezioni

L'UK Antarctic Heritage Trust pubblica periodicamente le opportunità di candidatura per le missioni a Port Lockroy e nelle altre strutture di cui si occupa. Il processo di selezione riguarda persone disponibili a trascorrere diversi mesi in condizioni molto diverse da quelle della vita quotidiana. Per la stagione 2026/2027, tuttavia, i 14 partecipanti sono già stati individuati. Non si tratta quindi di un'offerta per la quale, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, sia ancora possibile candidarsi. 

Chi fosse interessato a partecipare a una futura missione dovrà seguire le comunicazioni ufficiali dell'organizzazione, dove vengono pubblicati i bandi e i relativi requisiti. Non sono invece indicati nel materiale disponibile i tempi di apertura delle prossime selezioni né gli eventuali requisiti di cittadinanza o residenza.

Perché proteggere Port Lockroy è sempre più importante

Dietro un lavoro così particolare c'è anche una questione ambientale. L'UK Antarctic Heritage Trust si occupa di preservare siti storici e ambienti naturali che risentono delle trasformazioni climatiche. La responsabile dell'organizzazione, Camilla Nichol, ha richiamato l'attenzione sull'aumento delle temperature nella Penisola Antartica, indicando un incremento di circa quattro gradi dal 1947. Secondo Nichol, gli effetti del riscaldamento stanno diventando sempre più evidenti sia sulla fauna selvatica sia sui luoghi storici di cui l'associazione si prende cura. 

La missione a Port Lockroy, quindi, non consiste soltanto nel contare i pinguini o gestire un ufficio postale in una località remota. Il lavoro serve anche a raccogliere informazioni e a proteggere un patrimonio naturale e storico sottoposto a pressioni crescenti. Un impiego che offre un'esperienza difficilmente paragonabile a quelle tradizionali, ma che richiede di rinunciare per mesi a comodità considerate normali nella vita di tutti i giorni.