La disoccupazione nei Paesi OCSE continua a mostrare forti differenze tra le principali economie mondiali. I dati destagionalizzati riferiti a maggio 2026, elaborati dall'OCSE, indicano una media del 4,9%, ma il quadro cambia sensibilmente da Stato a Stato: la Finlandia registra il tasso più elevato, mentre Giappone, Messico e Corea del Sud si confermano tra i mercati del lavoro più solidi.

La fotografia evidenzia come il rallentamento della crescita economica stia incidendo in modo diverso sulle economie avanzate, con particolare pressione in diversi Paesi europei.

Finlandia e Spagna guidano la classifica della disoccupazione

Secondo i dati OCSE, la Finlandia presenta il tasso di disoccupazione più alto tra i Paesi membri, con il 10,8% della popolazione attiva senza lavoro. Subito dietro si colloca la Spagna, al 10,3%, confermando una situazione che da anni caratterizza il mercato del lavoro spagnolo.

A seguire figurano:

  • Cile: 9,2%
  • Svezia: 8,8%
  • Francia: 8,2%
  • Turchia: 8,2%
  • Grecia: 8,1%
  • Colombia: 8%
  • Lituania: 7%
  • Danimarca e Lussemburgo: 6,9%

Nel caso finlandese emerge anche un altro dato significativo: la disoccupazione tra gli under 25 raggiunge il 23%, un valore nettamente superiore alla media generale del Paese.

Helsinki

L'Europa concentra molti dei tassi più elevati

La graduatoria mostra una presenza predominante di Paesi europei nella parte alta della classifica. Oltre a Finlandia e Spagna, anche Svezia, Francia, Grecia, Lituania, Danimarca, Lussemburgo e gli Stati baltici registrano livelli superiori alla media OCSE del 4,9%. Il dato suggerisce che il rallentamento dell'attività economica osservato in diverse economie europee continua a riflettersi sul mercato del lavoro, seppure con intensità differenti da Paese a Paese. Per la Spagna, in particolare, il tasso di disoccupazione resta tra i più elevati dell'area OCSE, confermando una criticità strutturale che si protrae da diversi decenni.

Giappone, Messico e Corea del Sud tra i mercati del lavoro più solidi

All'estremo opposto della classifica si collocano le economie che mantengono livelli di disoccupazione particolarmente contenuti. Il Giappone registra il valore più basso dell'OCSE con il 2,5%, seguito da:

  • Messico: 2,7%
  • Corea del Sud: 2,8%
  • Israele: 2,8%
  • Repubblica Ceca: 2,9%

Secondo l'analisi dell'OCSE, questi risultati sono favoriti da mercati del lavoro caratterizzati da una domanda occupazionale sostenuta, fattori demografici e, in alcuni casi, dalla carenza strutturale di manodopera. Tra le principali economie nordamericane emergono differenze significative. Gli Stati Uniti registrano un tasso di disoccupazione del 4,2%, rimanendo al di sotto della media OCSE. Il Canada, invece, si attesta al 6,6%, evidenziando condizioni del mercato del lavoro meno favorevoli rispetto al vicino statunitense. Nel complesso, la media OCSE del 4,9% indica che il mercato del lavoro nelle economie avanzate continua a mantenere una certa stabilità, nonostante un contesto internazionale caratterizzato da crescita economica più debole e persistente incertezza.