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Dramma nel mondo del calcio: è morto oggi Sinisa Mihajlovic, ex allenatore del Bologna. Aveva 53 anni. Negli ultimi giorni si erano già diffuse delle voci sul peggioramento delle sue condizioni. Mihajlovic era stato colpito tre anni fa da leucemia acuta. https://www.youtube.com/watch?v=Q2A6kIrNnV0

Morte Mihajlovic, in cinque giorni il peggioramento delle condizioni

Mihajlovic era ricoverato dalla scorsa domenica alla clinica Paideia, per un'infezione divenuta da subito grave a causa del sistema immunitario compromesso dalla malattia stessa e dalle pesanti terapie. Domenica si era alzata la febbre e la situazione è progressivamente peggiorata, da qui la decisione del ricovero. Un'evoluzione improvvisa e drammatica, visto che venerdì e sabato Mihajlovic parlava con gli amici dei suoi programmi futuri, a partire dal desiderio di ricominciare da gennaio - una volta concluso il ciclo di terapie che stava svolgendo - a vedere partite in giro per gli stadi d'Italia e d'Europa. Lunedì 12 le condizioni di Mihajlovic sono degenerate definitivamente: l'ex calciatore di Lazio e Roma, nonché ex allenatore di tanti club in Serie A, è entrato in coma farmacologico nel tardo pomeriggio. Stretto nell'intimità della sua famiglia, con la moglie Arianna sempre accanto, si è spento oggi. https://www.youtube.com/watch?v=LgzM5QUKf-o

Mihajlovic e la scoperta della leucemia

Tre anni fa, nei controlli di inizio stagione, l'allenatore serbo aveva riscontrato dei valori sballati dopo aver avvertito la febbre. Poi ulteriori controlli e l'immediato ricovero in ospedale per il primo ciclo di chemioterapia. Era stato lo stesso allenatore, prima di cominciare la chemio, ad annunciare in lacrime la malattia: "Vincerò io". A poche settimane dal primo ciclo di chemio, Mihajlovic torna a sorpresa allo stadio, a Verona, sempre sulla panchina del Bologna. Si salva per due anni di fila, ma ad inizio stagione, l'esonero del club felsineo e le condizioni che si aggravano negli ultimi giorni fino alla notizia di oggi.

Morte Mihajlovic, il pensiero del nostro direttore Stefano Peduzzi

"I tuoi calci di punizione erano terribili, non ti davano quasi mai scampo. Non ti ha dato scampo nemmeno quella malattia bastarda che ti ha colpito tre anni fa". Su Facebook il pensiero del direttore di Monza-News, Stefano Peduzzi. "Ma tu, Sinisa, la malattia l'hai affrontata da guerriero, hai pianto pubblicamente di fronte al dolore, alla paura della morte. Sapevi, in cuor tuo, che forse sarebbe finita male. Ma alla fine, Sinisa, hai vinto tu. Perché hai combattuto la malattia da grande condottiero. Hai vinto tu perché in mezzo alla paura, non hai voluto mollare il calcio, il tuo lavoro, la tua vita. Hai vinto tu perché sei andato a Verona, dopo il primo ciclo di chemioterapia, a far vedere al mondo che si può e si deve continuare a coltivare le proprie passioni anche nelle sfide più difficili.  Oggi te ne sei andato, ma alla fine esci dal campo, ancora una volta, da vincitore. Ciao Sinisa, grazie per l'insegnamento, ma questa punizione no, non te la meritavi". 

Sinisa Mihahjlovic e la carriera da giocatore

Classe 1969, Mihajlovic mosse i primi passi da centrocampista in Serbia, suo paese natale. Prima al Borovo, poi al Vojvodina e infine alla Stella Rossa. Nel 1992 l'approdo in Italia, alla Roma. Si consacra alla Sampdoria come difensore e poi alla Lazio dove gioca 126 partite con 20 segnate per lo più su punizione. Chiude la carriera all'Inter. In Nazionale una sessantina di partite.

 Sinisa Mihajlovic e la carriera da allenatore

In panchina comincia all'Inter nel 2006 come vice allenatore dell'amico Roberto Mancini, poi diventa prima guida. Prima a Bologna, poi a Catania, infine ct della Serbia. Nel 2013 torna alla Sampdoria e per due anni fa vedere un gran bel calcio. Lo chiama Adriano Galliani, nel Milan di Berlusconi, ma dura pochi mesi (Qui il comunicato del Monza). Va al Torino, poi allo Sporting Lisbona, infine al Bologna. Tre stagioni difficili, ma sempre con l'obiettivo in tasca: la salvezza, fino all'eosnero di inizio anno, tra le polemiche dei tifosi.