Due educatrici sono state arrestate dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’inchiesta su un asilo nido della provincia di Monza e Brianza. Per altre due educatrici, invece, è scattata la denuncia. Le accuse contestate, secondo quanto riferito dalla Questura di Monza e della Brianza, riguardano maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione.

La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata eseguita alle prime ore dell’alba del 10 agosto dalla Squadra Mobile della Questura, su provvedimento del Gip del Tribunale di Monza richiesto dalla Procura della Repubblica di Monza. Le due donne raggiunte dalla misura sono la titolare dell’asilo, 42 anni, e un’educatrice di 24 anni.

L'indagine è partita nell'aprile 2026 e avrebbe portato gli investigatori ad acquisire, secondo la ricostruzione della Polizia, gravi elementi indiziari anche nei confronti di altre due educatrici, di 32 e 49 anni, che non sono state raggiunte da una misura cautelare.

Polizia - maestre arrestate
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Asilo nido in Brianza, le accuse della Polizia: carenze e punizioni ai bambini

Gli accertamenti della Squadra Mobile avrebbero documentato, secondo la Procura, carenze abituali nell’accudimento dei bambini, oltre a una somministrazione ritenuta inadeguata di cibo e bevande.

In alcuni casi sarebbero inoltre stati utilizzati metodi educativi denigratori e coercitivi, comprese punizioni definite dalla Polizia degradanti. I bambini coinvolti avrebbero avuto un'età compresa tra pochi mesi e 3 anni.

Alla 24enne arrestata agli arresti domiciliari vengono contestati anche, secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, inopportuni approcci e contatti con alcuni bambini, che avrebbero manifestato un evidente stato di disagio.

Si tratta, è bene precisarlo, di contestazioni formulate nella fase delle indagini preliminari e non di responsabilità definitivamente accertate.

Educatrice senza titolo: contestato anche l’esercizio abusivo della professione

Oltre ai maltrattamenti, alla titolare e alla 24enne vengono contestati anche profili legati all'esercizio abusivo della professione.

Secondo gli accertamenti, la giovane avrebbe svolto dal gennaio 2026 l'attività di educatrice senza aver conseguito i titoli abilitativi previsti dalla legge. Alla titolare dell'asilo viene contestata una condotta aggravata dal ruolo ricoperto: per sette mesi si sarebbe avvalsa della prestazione professionale della dipendente non in possesso dei requisiti richiesti.

L’esecuzione delle misure ha interessato più province. Le due indagate sono state rintracciate tra le province di Monza e della Brianza, Bergamo e Parma. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni delegate dalla Procura di Monza nei confronti delle persone coinvolte e all’interno dell’asilo nido dove si sarebbero verificati i fatti contestati, alla ricerca di ulteriori elementi utili all’inchiesta.

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza, è dunque ancora in corso. La Polizia di Stato ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per tutte le persone coinvolte vale il principio di presunzione di non colpevolezza fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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