Città di Monza
Città di Monza

Una casa più grande per vivere con il figlio, ma anche una quotidianità diventata sempre più difficile a causa dei trasporti. È la storia di Mara, impiegata del Comune di Milano che da tre anni vive a Monza, raccontata da Fanpage.it il 15 ottobre 2026. La donna si è trasferita nel capoluogo brianzolo per lasciare un alloggio troppo piccolo, ma oggi denuncia le difficoltà negli spostamenti, tra autobus insufficienti, collegamenti serali assenti e parcheggi a pagamento.

«Non esco più, vivo reclusa in casa», ha raccontato a Fanpage.it, descrivendo una situazione che, secondo la sua testimonianza, condiziona pesantemente la vita quotidiana. Il problema riguarda soprattutto la possibilità di muoversi senza dover ricorrere all'automobile, sostenendo costi che con uno stipendio di 1.200 euro al mese diventano difficili da affrontare.

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Monza, la testimonianza sui bus cancellati la domenica e sui collegamenti serali

Mara ha spiegato di aver scelto Monza durante il periodo del Covid, quando la città le aveva trasmesso un'impressione positiva, con un ambiente che percepiva come accogliente. La situazione, però, sarebbe cambiata con le modifiche al servizio di trasporto pubblico.

Tra le criticità segnalate c'è la cancellazione domenicale della linea di autobus che parte dalla stazione, un problema particolarmente rilevante per chi deve raggiungere casa dopo essere arrivato in treno. Nel fine settimana Mara vorrebbe spostarsi per raggiungere i familiari, ma racconta di trovarsi davanti a una scelta difficile: rinunciare agli spostamenti oppure percorrere a piedi il tragitto dalla stazione alla propria abitazione, anche con il freddo e la pioggia.

A complicare ulteriormente la situazione ci sarebbero gli orari serali. Secondo quanto riferito dalla donna, l'ultima corsa disponibile sarebbe intorno alle 19.55, rendendo difficile organizzare uscite e rientri senza un mezzo privato.

«Come facciamo a uscire se i trasporti non ci sono?», è la domanda posta da Mara, che collega la riduzione delle possibilità di spostamento a una progressiva perdita di autonomia.

Parcheggi a pagamento e benzina: muoversi a Monza diventa un costo

Alle difficoltà legate agli autobus si aggiunge il tema economico. Mara riferisce di non potersi permettere di lasciare l'auto vicino alla stazione per tutta la giornata: il parcheggio costerebbe 1,50 euro all'ora, con una spesa mensile indicata dalla donna in circa 50 euro.

Una cifra che, sul suo stipendio, pesa. La conseguenza è un paradosso evidenziato nella testimonianza: secondo Mara, potrebbe persino risultare meno costoso utilizzare direttamente la macchina per raggiungere Milano e tornare a Monza, anziché affidarsi a una combinazione di mezzi pubblici e parcheggi.

Anche l'automobile, tuttavia, non rappresenterebbe una soluzione sostenibile per tutti. La donna richiama infatti l'aumento del costo della benzina, che rende più onerosi gli spostamenti quotidiani.

Nel suo racconto, il problema non riguarda soltanto le corse mancanti. Mara denuncia anche ritardi, autobus che non passerebbero secondo gli orari previsti e cancellazioni improvvise, difficoltà che avrebbe sperimentato anche quando il figlio frequentava la scuola.

Il figlio è tornato a Milano dal padre: le conseguenze sulla vita familiare

L'aspetto più delicato della vicenda riguarda le conseguenze sulla famiglia. Mara racconta di essersi trasferita a Monza proprio per poter vivere con il figlio in una casa più grande, dopo aver lasciato un alloggio milanese che non era più adeguato alle loro esigenze.

Oggi, secondo la sua testimonianza, il ragazzo è tornato a Milano dal padre. La donna si ritrova quindi a vivere da sola, continuando a sostenere il mutuo della casa acquistata o scelta per costruire una nuova quotidianità insieme al figlio.

Mara ritiene che le difficoltà nei collegamenti abbiano inciso anche sulla possibilità del ragazzo di muoversi autonomamente, frequentare gli amici e vivere la città. Una questione che, nel suo racconto, va oltre la semplice organizzazione degli spostamenti: la disponibilità di trasporti adeguati può influire concretamente sull'autonomia delle famiglie e sulla qualità della vita.

La donna riferisce infine un altro episodio al quale avrebbe assistito: una madre con un bambino piccolo non sarebbe riuscita a salire su un autobus perché a bordo era già presente un passeggino e il mezzo avrebbe potuto trasportarne al massimo uno. Erano circa le 19.30 e, sempre secondo il suo racconto, la corsa successiva sarebbe passata mezz'ora più tardi.

La testimonianza pubblicata da Fanpage.it porta così l'attenzione sulle difficoltà che alcuni residenti di Monza dichiarano di incontrare nell'utilizzo del trasporto pubblico. Per verificare l'estensione dei problemi segnalati e valutare eventuali interventi, restano da accertare gli orari effettivi delle linee interessate, le modifiche al servizio e le condizioni applicate ai parcheggi citati.

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