Due educatrici sono state arrestate e altre due risultano indagate nell’ambito dell’inchiesta su un asilo nido di Muggiò, in provincia di Monza e Brianza. Le accuse contestate dalla Procura di Monza, sulla base degli elementi raccolti dalla Squadra Mobile della Questura di Monza e della Brianza, riguardano maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione.

La misura degli arresti domiciliari è stata eseguita alle prime ore dell’alba del 10 agosto nei confronti della titolare della struttura, 42 anni, e di un’educatrice di 24 anni. Per altre due educatrici, di 32 e 49 anni, sono stati invece acquisiti gravi elementi indiziari, senza l’applicazione di una misura cautelare.

Sulla vicenda è intervenuto anche Michele Messina, sindaco di Muggiò, che ha affidato a un videomessaggio rivolto alla stampa le prime considerazioni dell’amministrazione comunale. Il primo cittadino ha espresso preoccupazione per quanto emerso, soprattutto per le conseguenze che la vicenda potrebbe avere sui bambini e sulle loro famiglie.

Ma nel messaggio il sindaco ha voluto anche chiarire un aspetto preciso: l’asilo nido coinvolto non era accreditato con il Comune di Muggiò.

Asilo nido di Muggiò, il sindaco: “Non era accreditato con il Comune”

La precisazione sull’accreditamento è uno dei punti centrali del videomessaggio diffuso da Messina. Il sindaco ha spiegato che la struttura coinvolta nell’inchiesta non era accreditata con il Comune di Muggiò.

Una circostanza che, come sottolineato dallo stesso primo cittadino, non significa che l'amministrazione intenda rimanere estranea alla vicenda.

Quello che è verso la vicenda dell'asilo nido che ha colpito la nostra città ci preoccupa profondamente, soprattutto pensando ai bambini e alle loro famiglie

 ha detto Messina, prima di aggiungere la precisazione relativa al rapporto tra la struttura e il Comune.

Il sindaco ha quindi assicurato che l'amministrazione continuerà a seguire con attenzione l'evoluzione dell'inchiesta: 

Questo non significa naturalmente che non resteremo attenti a tutta una vicenda molto grave e perché la tutela dei bambini viene prima di qualsiasi altra cosa.

Messina ha inoltre spiegato che il Comune è pronto a intervenire nell'ambito delle proprie competenze per sostenere i minori e le famiglie coinvolte.

Maltrattamenti ai bambini, cosa contestano Procura e Polizia

L'indagine della Procura della Repubblica di Monza, avviata nell'aprile 2026 e affidata agli investigatori della Squadra Mobile, avrebbe consentito di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti delle quattro educatrici.

Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, gli accertamenti avrebbero documentato carenze abituali nell'accudimento, un'inadeguata somministrazione di cibo e bevande e, in alcuni casi, il ricorso a punizioni degradanti e metodi educativi denigratori e coercitivi.

I bambini coinvolti, secondo il comunicato della Questura, avevano un'età compresa tra pochi mesi e 3 anni.

Alla 24enne arrestata ai domiciliari vengono inoltre contestati comportamenti consistiti in “inopportuni approcci e contatti” con alcuni bambini, che avrebbero manifestato un evidente stato di disagio.

Alla giovane e alla titolare della struttura viene contestato anche l'esercizio abusivo della professione. Dagli accertamenti sarebbe emerso che la 24enne svolgeva dal gennaio 2026 l'attività di educatrice senza avere conseguito i titoli abilitativi previsti dalla legge.

Alla titolare viene contestato, anche in relazione al ruolo ricoperto, di essersi avvalsa per sette mesi della prestazione professionale di una dipendente priva dei requisiti richiesti.

Le perquisizioni e l'appello del sindaco di Muggiò

L'operazione è scattata nelle prime ore del 10 agosto. Le indagate sono state rintracciate nelle province di Monza e della Brianza, Bergamo e Parma. La Procura ha inoltre disposto perquisizioni nei confronti delle persone coinvolte e all'interno dell'asilo nido, alla ricerca di ulteriori elementi utili alle indagini.

Il Comune di Muggiò, pur precisando che la struttura non era accreditata, seguirà dunque l'evoluzione della vicenda per quanto di propria competenza.

Nel videomessaggio, Messina ha richiamato il lavoro degli investigatori e della magistratura, sottolineando la necessità che siano accertate le responsabilità.

Per questo guardiamo con attenzione il lavoro della Polizia e della Magistratura affinché accerti le cause e chi e quali responsabilità ci sono nella vicenda, 

ha affermato il sindaco.

La vicenda giudiziaria è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno quindi trovare eventuale conferma nel corso del procedimento e nei confronti delle persone coinvolte vige il principio di presunzione di non colpevolezza fino all'eventuale sentenza definitiva di condanna.

Messina ha chiuso il suo intervento con un concetto rivolto alla tutela dei più piccoli: 

La sicurezza, la dignità e il benessere dei bambini non può mai essere messo in un secondo piano.

Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.