In Lombardia oltre 77mila bambini e ragazzi hanno ricevuto aiuti alimentari nel 2025. Un numero che racconta una realtà spesso poco visibile, anche in una delle regioni economicamente più importanti d'Italia: quella delle famiglie che faticano a garantire un'alimentazione adeguata ai propri figli. A fotografare il fenomeno è una nuova analisi di ActionAid sulla povertà alimentare, che evidenzia come le difficoltà economiche incidano non soltanto sulla quantità e sulla qualità del cibo, ma anche sulla possibilità di vivere normalmente i momenti legati all'alimentazione.

I numeri riguardano anche Monza e la Brianza, pur senza fornire un dato specifico per la provincia. Nel 2025, in Lombardia, sono state 236.752 le persone beneficiarie degli aiuti alimentari Fse+, lo strumento europeo che sostiene gli indigenti attraverso la distribuzione di beni alimentari e interventi di inclusione sociale. Di queste, 77.200 avevano meno di 18 anni. Un dato che assume particolare rilievo considerando le difficoltà legate al costo della vita e alla disponibilità di risorse economiche per le famiglie.

Povertà alimentare in Lombardia, oltre 1,2 milioni di persone in difficoltà

Il quadro diventa ancora più significativo osservando l'evoluzione della cosiddetta deprivazione alimentare materiale o sociale. Secondo i dati riportati nell'analisi, nel 2024 il fenomeno ha interessato oltre 1,2 milioni di persone in Lombardia, pari al 14,5% della popolazione considerata, contro le 714.623 persone, equivalenti all'8,3%, registrate nel 2023.

Una crescita di circa 535mila persone in appena un anno, che evidenzia un aumento delle difficoltà nell'accesso al cibo e nella possibilità di condividere momenti conviviali.

La povertà alimentare, infatti, non riguarda esclusivamente chi non riesce a procurarsi abbastanza da mangiare. Può manifestarsi anche nell'impossibilità economica di acquistare determinati alimenti, di seguire una dieta sufficientemente varia o di partecipare alle normali occasioni di socialità legate al cibo.

È importante distinguere questi dati: gli oltre 1,2 milioni di persone in condizioni di deprivazione non sono necessariamente individui che non riescono a consumare pasti quotidiani, ma persone che incontrano specifiche limitazioni economiche e sociali legate all'alimentazione.

Dalla spesa ai pasti con gli amici: cosa significa vivere la povertà alimentare

L'analisi di ActionAid considera la povertà alimentare un fenomeno complesso, che coinvolge aspetti economici, psicologici e sociali.

Tra gli indicatori utilizzati per misurare la deprivazione figura la possibilità di permettersi un pasto contenente carne, pollo, pesce oppure un equivalente vegetariano almeno ogni due giorni. Un altro elemento riguarda la capacità economica di incontrare amici o familiari per mangiare o bere qualcosa almeno una volta al mese.

Non si tratta, dunque, soltanto di verificare se una famiglia abbia cibo a sufficienza, ma anche di comprendere se possa scegliere cosa portare in tavola e partecipare alle occasioni di condivisione che fanno parte della vita quotidiana.

Per i più giovani, queste difficoltà possono tradursi anche nella rinuncia a momenti apparentemente semplici, come invitare gli amici a casa per mangiare qualcosa insieme. Situazioni che mostrano come la disponibilità economica possa incidere sulle abitudini e sulle relazioni sociali, oltre che sull'alimentazione.

Aiuti alimentari, oltre 77mila minori assistiti in Lombardia nel 2025

Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio la popolazione minorenne. Dei 236.752 beneficiari degli aiuti alimentari Fse+ registrati in Lombardia nel 2025, 77.200 sono minori di 18 anni.

Il Fondo sociale europeo Plus, che ha incorporato il precedente Fondo di aiuti europei agli indigenti, non si limita alla distribuzione di prodotti alimentari, ma integra gli interventi di sostegno con percorsi finalizzati all'inclusione sociale.

Il numero di beneficiari rappresenta un indicatore delle difficoltà economiche presenti sul territorio, ma non comprende necessariamente tutte le persone che vivono una condizione di povertà alimentare.

I dati descrivono quindi due dimensioni diverse dello stesso problema: da una parte le persone raggiunte dagli aiuti, dall'altra una fascia più ampia della popolazione che incontra ostacoli economici nell'accesso a un'alimentazione adeguata e nella partecipazione alla vita sociale.

Una situazione che coinvolge anche le nuove generazioni e che, secondo l'analisi di ActionAid, richiede di guardare alla povertà alimentare non soltanto come a una questione di quantità di cibo disponibile, ma anche di qualità della vita e possibilità di scelta.