Nelle ultime ore il nome di Andrew Mountbatten-Windsor, già noto come principe Andrea, è tornato al centro delle cronache nel Regno Unito per una nuova, pesantissima vicenda giudiziaria collegata ai cosiddetti “Epstein files”.

Secondo quanto riportato da The Times, Andrew sarebbe stato arrestato con il sospetto di “misconduct in public office” (condotta illecita nell’esercizio di una funzione pubblica), in relazione all’ipotesi che abbia condiviso documenti o report riservati con Jeffrey Epstein mentre ricopriva il ruolo di inviato commerciale del Regno Unito.

Il punto fermo: indagini in corso e presenza della polizia

Reuters, citando il Daily Telegraph, ha riferito che la polizia britannica si è recata presso una residenza nella tenuta di Sandringham, dove Andrew risulterebbe presente, nel quadro di accertamenti legati alle rivelazioni emerse da documenti statunitensi su Epstein. Al momento, sempre secondo Reuters, non risulta una conferma ufficiale pubblica dei dettagli dell’operazione da parte delle autorità.

In parallelo, Associated Press parla di un coordinamento tra più forze di polizia nel Regno Unito per valutare eventuali reati che potrebbero emergere dalla nuova documentazione, includendo anche l’ipotesi di condotte improprie connesse all’attività istituzionale svolta da Andrew in passato.

L’ipotesi contestata: report di missioni e informazioni sensibili

Il cuore dell’accusa, così come ricostruito da più testate, ruoterebbe attorno alla possibile trasmissione a Epstein di informazioni non pubbliche relative ad attività ufficiali e contatti istituzionali, in un periodo in cui Andrew aveva incarichi collegati alla promozione commerciale internazionale del Regno Unito.

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Si tratta di un’ipotesi diversa (e separata) dalle note accuse di natura sessuale che hanno già segnato la vicenda pubblica di Andrew negli anni scorsi: qui il tema, se confermato, sarebbe l’uso improprio del ruolo e l’eventuale violazione di doveri di riservatezza.

Le reazioni: silenzio e “nessuno è sopra la legge”

Sulla vicenda, diverse fonti riferiscono che non ci sono ancora repliche pubbliche da parte dei rappresentanti di Andrew e che le istituzioni mantengono una linea prudente, in attesa di verifiche e atti formali.

Nel frattempo, il primo ministro Keir Starmer, interpellato sul tema delle indagini collegate ai documenti su Epstein, ha ribadito il principio che “nessuno è sopra la legge”, mentre le verifiche continuano su più fronti.

Cosa si rischia adesso

Se l’arresto e l’impostazione accusatoria venissero confermati formalmente, il caso potrebbe aprire un contenzioso complesso: perché la contestazione di “misconduct in public office” implica la verifica rigorosa di tre elementi, cioè l’esistenza di un ruolo pubblico, l’abuso di quel ruolo e un danno o vantaggio derivante dalla condotta.

È una storia in evoluzione: nelle prossime ore conteranno soprattutto i comunicati ufficiali delle forze dell’ordine e gli eventuali atti giudiziari.