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Le sagre e le fiere non sono solo eventi folkloristici: rappresentano un pezzo vivo dell’identità lombarda e un motore silenzioso dell’economia locale. È da questa convinzione che nasce la proposta avanzata in Consiglio regionale per destinare 250 mila euro a sostegno delle manifestazioni organizzate da enti e associazioni no profit.

Un fondo dedicato per le iniziative locali

L’iniziativa, promossa dal gruppo Lega attraverso un ordine del giorno, mira ad attivare una linea di finanziamento specifica per sostenere sagre, fiere e appuntamenti tradizionali diffusi sul territorio lombardo. Eventi spesso portati avanti grazie al lavoro di volontari e realtà associative, che senza un supporto pubblico rischiano di scomparire.

Secondo i promotori, si tratta di un investimento mirato e concreto, capace di incidere direttamente sulla vita delle comunità locali.

Tradizioni, identità e coesione sociale

Il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana
Il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana

Saghe religiose, feste popolari, rassegne dedicate ai prodotti tipici: queste manifestazioni raccontano la storia dei paesi e rafforzano il senso di appartenenza delle comunità. Sostenere questi eventi significa preservare le radici culturali e valorizzare la pluralità delle tradizioni che caratterizzano la Lombardia.

Il ruolo del volontariato è centrale: senza il contributo di associazioni e cittadini, molte iniziative non potrebbero esistere. Il fondo proposto punta proprio a dare ossigeno a questo tessuto sociale.

Ricadute economiche sui territori

Oltre all’aspetto culturale, sagre e fiere generano benefici economici concreti: attraggono visitatori, animano i centri urbani e sostengono ristoratori, produttori locali e piccole attività commerciali. In un contesto di difficoltà economica diffusa, il sostegno regionale può fare la differenza.

L’idea è quella di trasformare le tradizioni in una leva di sviluppo sostenibile, capace di coniugare identità e crescita.

La visione politica dietro la proposta

La misura si inserisce in una linea politica che mette al centro territori, comunità e autonomie locali. Investire su sagre e fiere non viene visto come una spesa accessoria, ma come una scelta strategica per difendere e valorizzare ciò che rende unica la Lombardia.

Ora la palla passa alla Regione, chiamata a tradurre l’indirizzo politico in un intervento concreto.