Il calcio italiano dice addio a Osvaldo Bagnoli, uno degli allenatori più apprezzati e rispettati della sua generazione. L'ex tecnico, che lo scorso 3 luglio aveva compiuto 91 anni, è morto nelle prime ore di oggi all'ospedale di Borgo Roma, a Verona, dove era ricoverato da circa dieci giorni per il peggioramento delle sue condizioni di salute.

Da alcuni anni conviveva con una patologia neurodegenerativa e, nelle settimane precedenti, era stato affidato alle cure della Fondazione Pia Opera Ciccarelli di San Giovanni Lupatoto.

L'impresa che cambiò la storia del calcio italiano

Il nome di Osvaldo Bagnoli resterà per sempre legato allo storico scudetto conquistato dal Verona nella stagione 1984/85, una delle imprese più straordinarie del calcio italiano. Alla guida di una squadra che aveva tra i suoi protagonisti giocatori come Hans-Peter Briegel, Preben Elkjaer, Antonio Di Gennaro e Claudio Garella, riuscì a portare gli scaligeri sul tetto d'Italia, interrompendo il dominio dei grandi club.

Quello conquistato dal Verona resta ancora oggi l'unico scudetto della storia della società veneta.

Una carriera tra Verona, Genoa e Inter

Dopo gli anni veronesi, Bagnoli proseguì la propria carriera ottenendo un altro risultato rimasto nella memoria dei tifosi del Genoa, portato fino alla semifinale di Coppa Uefa nella stagione 1991/92.

Lutto

Nel 1992 arrivò la chiamata dell'Inter, dove sfiorò la conquista dello scudetto nella stagione 1992/93, prima di lasciare la panchina nerazzurra l'anno successivo. Quella esperienza rappresentò anche l'ultima della sua carriera da allenatore.

Un maestro del calcio essenziale

Schivo, diretto e lontano dai riflettori, Bagnoli ha incarnato un'idea di calcio fatta di concretezza, equilibrio e grande attenzione al gruppo. Cresciuto nella Milano popolare del dopoguerra, ha sempre mantenuto uno stile di vita sobrio e un rapporto genuino con giocatori e tifosi, diventando una figura profondamente rispettata anche dagli avversari.

Con la sua scomparsa se ne va uno degli ultimi protagonisti di un calcio capace di trasformare una squadra di provincia in campione d'Italia, lasciando un'eredità che continua a occupare un posto speciale nella storia del pallone italiano.