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Nell'editoriale di oggi su Tmw, il giornalista Michele Criscitiello ha parlato di alcuni presidenti di serie A: "Una riflessione sugli imprenditori nel calcio. Se sei vincente nella vita professionale e fai calcio non è detto che tu riesca a vincere anche nel maledetto pallone. Anzi. Abbiamo casi illustri dove i soldi ci sono e farebbero felici tutti ma l'equazione soldi=vincere nel calcio non ha mai funzionato. Il Sassuolo di Squinzi prima di arrivare ai livelli di oggi ha speso una marea di soldi in C, non riusciva a salire dalla B alla A e solo dopo tanti tentativi ha trovato il Paradiso. A Vibo, il Presidente Caffo addirittura è retrocesso in serie D con la sua Vibonese. Il "Signor Amaro del Capo" che con le sue finanze potrebbe fare una serie A di alto livello addirittura ha perso la Lega Pro. Il fondo che gestisce il Padova ha anche il Lens in Francia ma sono due anni che spende e spande ed è ancora in serie C. Tanti casi di imprenditori forti ma che nel calcio non sono riusciti a sfondare. A Firenze i Della Valle sono stati costretti a scappare. Gli unici successi sono state le plusvalenze di Corvino. A Torino, Urbano Cairo, Signor Rcs, non riesce a lanciare il progetto Toro ed è Presidente ormai dal 2006. Tanti insuccessi e pochissime soddisfazioni. Saputo a Bologna ha deciso di fare le cose oculate, giustamente, ma il progetto non decolla eppure potrebbe costruire una squadra da Champions, soldi alla mano. Delusione calcistica anche per un altro grande imprenditore italiano, Rosso. Prima a Bassano (dove ha mollato senza mai arrivare in B) e poi una volta passato a Vicenza, promosso in B subito retrocesso in C. Più che il Diesel ci vorrebbe una colonnina elettrica per far muovere una macchina da sempre ingolfata. I conti, del calcio, non tornano anche a Salò con Pasini. Grandissimo imprenditore, spende tanto, ma risultati poco o nulla. Poche eccezioni di imprenditori vincenti nel calcio. Piaccia o no, Lotito fa girare il business della Lazio. Stesso discorso per De Laurentiis a Napoli. Un genio a passare dai cinema agli stadi. I Pozzo sono i veri imprenditori del calcio e hanno capito tutto quando si sono messi in testa di fare solo questo. Azienda vera. Lasciano la Casals per dedicarsi all'Udinese. Cosa fai di mestiere? Calcio. Risponde Pozzo. Giustamente. Stesso discorso a Bergamo. Geniali i Percassi ma hanno fatto una scelta diversa. Imprenditori e imprenditori di calcio ma quando c'è stata la possibilità, e hanno fatto bene, hanno ceduto parte del capitale ai fondi. Mossa strategica e vincente. Il calcio, per come è strutturato il sistema, fa perdere soldi e non li fa fare. Fin quando Gravina non farà le riforme e non avremo una burocrazia leggera per la costruzione degli stadi, fare calcio è per folli che vogliono buttare soldi dalla finestra e nelle tasche dei procuratori amici".