A Monza il tema ambientale accende lo scontro politico. In Consiglio comunale si discute della possibilità di limitare la pubblicità legata ai combustibili fossili negli spazi pubblici, ma il dibattito si trasforma subito in un confronto duro tra visioni opposte.

Tra chi parla di coerenza e chi accusa di propaganda.


La proposta in Consiglio comunale

La mozione arriva da MonzAttiva, area di maggioranza, con l’obiettivo di valutare restrizioni agli spot collegati ai combustibili fossili.

A sostenerla è la consigliera Ilaria Guffanti, che punta su un principio chiaro: la pubblicità non è neutrale e contribuisce a orientare le scelte dei cittadini.

Secondo questa linea, continuare a promuovere modelli energetici inquinanti mentre si combatte lo smog rappresenta una contraddizione.

L’iniziativa viene presentata come un primo passo, anche simbolico, verso un cambiamento culturale più ampio.


L’idea: cambiare l’immaginario

Per i promotori, il punto non è bloccare attività economiche, ma incidere sul modo in cui vengono percepite.

Limitare la pubblicità dei combustibili fossili significherebbe ridurre quella che viene definita una “normalizzazione” di modelli energetici superati.

Un approccio che guarda anche ad altre città, dove proposte simili sono già state avanzate.


L’attacco del PLD

Di tutt’altro tono la posizione del Partito Liberaldemocratico.

Il segretario provinciale Leonardo Canesi parla di mozioni inutili e accusa la politica locale di non affrontare i problemi concreti.

inquinamento

Secondo questa visione, il rischio è quello di scivolare in un ambientalismo di facciata, più legato ai divieti che a soluzioni reali.

La critica è netta: la transizione ecologica richiede investimenti e scelte strutturali, non iniziative simboliche.


Il nodo Autodromo

Il punto più delicato riguarda la coerenza delle scelte.

Poche settimane fa, lo stesso Consiglio comunale ha approvato l’ampliamento dell’Autodromo Nazionale Monza.

Una decisione che, secondo il PLD, rafforza un modello legato proprio ai combustibili fossili.

Da qui la provocazione: limitare la pubblicità dei fossili significa allora intervenire anche su eventi come la Formula Uno?


Un dibattito aperto

La questione resta aperta e divide.

Da una parte chi vede nella mozione un segnale culturale necessario, un seme per il futuro. Dall’altra chi la considera un gesto simbolico, incapace di incidere davvero.

Nel mezzo, il tema più complesso: come conciliare ambiente, economia e coerenza politica.


Il confronto di Monza riflette un dibattito più ampio, che attraversa molte città.

Limitare la pubblicità dei combustibili fossili può davvero cambiare i comportamenti oppure resta un atto simbolico?

La risposta, ancora una volta, non è solo politica. È anche culturale.