Monza, Le Iene entrano in carcere: quello che trovano sorprende anche Golia
Giulio Golia entra nel carcere di Monza e racconta una sezione dove i detenuti lavorano, studiano e si preparano a uscire.
Le telecamere de Le Iene sono entrate nella casa circondariale di Monza. Nella puntata del 1° ottobre, Giulio Golia ha raccontato una realtà particolare dell’istituto penitenziario brianzolo: una sezione nella quale i detenuti possono muoversi con maggiore libertà, partecipare ad attività e imparare un lavoro con l’obiettivo di prepararsi al ritorno fuori dal carcere.
Il servizio, dal titolo “Chi non lavora... torna dentro”, parte da una domanda: che cosa ci aspettiamo davvero dal carcere? Le Iene citano un dato molto pesante sulla recidiva, sostenendo che quasi l’80% di chi esce torna a delinquere, e utilizzano l’esperienza monzese per raccontare un modello che prova a intervenire proprio su questo problema.
Dentro il carcere di Monza c’è una sezione diversa dalle altre
Nel servizio Golia entra in una parte dell’istituto dove la quotidianità dei detenuti è organizzata in maniera diversa rispetto all’immagine tradizionale della vita carceraria.
Qui i detenuti, molti dei quali descritti nel servizio come giovani cresciuti in contesti dove la criminalità faceva parte della normalità, svolgono attività e seguono percorsi legati al lavoro e al reinserimento.
L’obiettivo raccontato dalle telecamere non è soltanto occupare il tempo della detenzione, ma offrire strumenti utili per affrontare il momento dell’uscita e ridurre il rischio di tornare a commettere reati.
Lavoro e giustizia riparativa al centro del percorso
Uno degli elementi centrali è proprio il lavoro. Nel racconto de Le Iene i detenuti imparano attività che possono trasformarsi in competenze utilizzabili anche una volta terminata la pena.
Accanto alla formazione vengono organizzati anche incontri di giustizia riparativa, cioè percorsi che puntano a far riflettere sulle conseguenze dei reati commessi e sul rapporto con le vittime e la società.
La finalità descritta nel servizio è quella di ricostruire progressivamente autonomia e responsabilità, preparando il detenuto a una vita diversa dopo il carcere.
Gli “apericella”, gli aperitivi insieme ai detenuti
Tra gli aspetti più insoliti mostrati da Golia ci sono gli “apericella”, aperitivi organizzati insieme ai detenuti.
Il nome gioca evidentemente sul termine “cella”, ma dietro la formula ironica c’è l’idea di creare occasioni di incontro e confronto con persone esterne all’istituto.

Un modo per accorciare, almeno temporaneamente, la distanza tra il carcere e la società e mettere al centro il percorso di chi un giorno dovrà tornare a vivere fuori.
Il servizio nella puntata del 1° ottobre
“Chi non lavora... torna dentro” dura circa 17 minuti ed è uno dei servizi della puntata de Le Iene trasmessa il 1° ottobre su Italia 1, condotta da Veronica Gentili.
La stessa puntata ha affrontato numerose altre vicende di cronaca e attualità, dal caso Bergamini alla vicenda Bossetti, fino alle inchieste su truffe e giustizia. Ma per Monza il passaggio più diretto è proprio quello realizzato all’interno del carcere cittadino: un racconto che prova a mostrare cosa può succedere quando alla pena si affianca un percorso concreto per preparare il ritorno alla libertà.



