May Lee, licenziata a 59 anni dalla Silicon Valley: oggi lavora in Antartide
Licenziata a 59 anni, May Lee lascia la Silicon Valley e lavora in Antartide: turni in magazzino, radio, biblioteca, musica e nightclub.
A 59 anni, dopo aver perso il lavoro nella Silicon Valley, May Lee ha scelto una strada molto lontana da quella che aveva percorso fino a quel momento: nel 2025 è partita per l’Antartide, dove ha lavorato alla McMurdo Station come tecnica stagionale addetta ai rifornimenti. Ex manager nel marketing e nella comunicazione di HP, Lee ha scambiato riunioni e ritmi aziendali con sveglie alle 6.30, turni in magazzino, cargo da scaricare, neve da spalare e inventari da controllare. Ma la sua nuova quotidianità, raccontata a Business Insider, non si esaurisce nel lavoro: dopo il turno ci sono radio, biblioteca, musica dal vivo, balli e persino nightclub.
Da manager nella Silicon Valley al magazzino in Antartide
La giornata di May Lee alla McMurdo Station inizia alle 6.30 del mattino. Un orario impegnativo per chi si definisce una nottambula e che, prima di arrivare sul continente antartico, era abituata ai ritmi più flessibili della Silicon Valley. Alla base la maggior parte dei lavoratori segue il cosiddetto turno cittadino: dalle 7.30 alle 17.30, dal lunedì al sabato. Il tragitto verso il lavoro, almeno, non presenta grandi complicazioni: niente traffico e spostamenti prevalentemente a piedi. Quando vuole concedersi qualche minuto di sonno in più, Lee racconta di saltare la colazione e raggiungere direttamente il posto di lavoro. Il suo compito riguarda soprattutto materiali, scorte e inventario. All’inizio della stagione, nel mese di ottobre, la neve può raggiungere anche mezzo metro e prima di cominciare la giornata può essere necessario liberare gli accessi al magazzino con una pala. Successivamente vengono controllate le priorità con il responsabile, gestite le richieste degli altri lavoratori e verificata la corrispondenza dei materiali con il database.
Cargo, muletti e “freshies”: come funzionano i rifornimenti a McMurdo
Una parte importante del lavoro è legata agli aerei che riforniscono la stazione. All’inizio della stagione, quando le condizioni del ghiaccio lo permettono, i grandi C-17 trasportano merci e materiali fino alla base. May Lee partecipa alle operazioni di scarico, movimenta le forniture con il muletto e registra ciò che arriva. Con l’avanzare della stagione e l’aumento delle temperature, però, cambiano anche le condizioni logistiche. Quando il ghiaccio diventa meno resistente diminuisce il numero dei voli pesanti e alcuni prodotti freschi diventano più difficili da reperire. A McMurdo vengono chiamati “freshies”: frutta, verdura e altri alimenti freschi che, con il passare delle settimane, diventano sempre più preziosi. Nel racconto di Lee c’è chi conserva le banane nel proprio frigorifero per farle durare più a lungo, mentre anche le uova, disponibili con maggiore facilità all’inizio della stagione, successivamente vengono razionate. La mensa resta comunque uno dei punti centrali della vita nella stazione, con buffet, pizza, hamburger e pasti condivisi in un ambiente che Lee paragona più a un campus universitario che a una base isolata ai confini del mondo.
Dopo le 17.30 cambia tutto: radio, biblioteca e nightclub
Quando il turno termina alle 17.30, la giornata alla McMurdo Station continua in modo molto diverso. Alla base viene scoraggiato il lavoro oltre l’orario previsto e, anche per effetto dell’accesso limitato a internet, una parte consistente della vita quotidiana ruota attorno alle relazioni tra le persone presenti. Il calendario delle attività comprende laboratori creativi, balli di gruppo, biblioteca, radio e musica dal vivo. May Lee ha fatto volontariato in biblioteca e ha condotto anche un programma radiofonico dedicato alla musica degli anni Ottanta. Alcuni lavoratori formano invece gruppi musicali temporanei e si esibiscono durante Icestock, il festival organizzato alla base per Capodanno. E poi ci sono i nightclub, frequentati soprattutto il sabato sera. Una delle particolarità dell’estate antartica è la luce quasi continua: è possibile uscire da un locale alle due del mattino e ritrovarsi ancora immersi nella luce del giorno.
La domenica è l’unico giorno libero
Dopo sei giorni di lavoro, la domenica è l’unica giornata libera. Per Lee significa innanzitutto recuperare sonno: racconta di non alzarsi prima di mezzogiorno, arrivando in tempo per il brunch, uno dei momenti più apprezzati della settimana. Altri lavoratori utilizzano il giorno libero per correre o fare escursioni. Lei preferisce invece prepararsi alla settimana successiva, lavorare al proprio programma radiofonico e partecipare agli incontri scientifici organizzati la sera nella mensa principale. La vita a McMurdo mette infatti insieme il personale che garantisce il funzionamento quotidiano della struttura con ricercatori e tecnici impegnati nelle attività scientifiche sul continente antartico.
Licenziata a 59 anni, ora May Lee vuole tornare in Antartide
La scelta di May Lee arriva dopo un momento di forte cambiamento professionale. A 59 anni, dopo essere stata licenziata, avrebbe potuto cercare un nuovo impiego vicino alla carriera costruita nella Silicon Valley. Ha invece scelto un lavoro completamente differente, in uno dei contesti più isolati e difficili del pianeta, accettando turni fisici, basse temperature e mansioni lontane dal marketing e dalla comunicazione. E l’esperienza non sembra destinata a rimanere un episodio isolato. Lee vuole infatti tornare in Antartide, questa volta con un ruolo diverso: quello di ingegnere broadcast. Dalla scrivania della Silicon Valley ai cargo della McMurdo Station, il cambiamento professionale è arrivato proprio alla soglia dei 60 anni. E adesso il prossimo capitolo potrebbe portarla nuovamente sul continente bianco.



