Le eccellenze del Made in Italy conquistano il paddock della F1 a Monza
Da PizzaAut a L'Impronta, Gelateria al Parco, Brianza Acque, Bufarallo e Barilla: le eccellenze italiane protagoniste nel paddock F1 di Monza.

Non soltanto monoposto, piloti e tecnologia. Nel weekend del Gran Premio d'Italia di Formula 1, il paddock dell'Autodromo Nazionale Monza è diventato anche una grande vetrina per alcune eccellenze del Made in Italy, mettendo insieme prodotti del territorio, tradizione alimentare, sostenibilità e soprattutto progetti capaci di trasformare il lavoro in uno strumento concreto di inclusione.
Una presenza particolarmente significativa perché porta all'interno di uno degli ambienti più internazionali dello sport mondiale alcune realtà profondamente legate all'Italia e al territorio.
A fare da autentico capofila non poteva che esserci PizzaAut, con il fondatore Nico Acampora e i suoi ragazzi. Ma nel paddock abbiamo incontrato anche Gruppo L'Impronta, Gelateria al Parco di Canonica d'Adda, Brianza Acque e Bufarallo, mentre un'altra grande eccellenza italiana come Barilla ha realizzato una propria area hospitality.
PizzaAut porta la “Pizza Kimi” nel motorhome Mercedes
Una delle storie più belle del weekend è inevitabilmente quella che lega PizzaAut ad Andrea Kimi Antonelli.
Nico Acampora e i ragazzi hanno preparato una pizza speciale dedicata al pilota italiano della Mercedes, protagonista assoluto di questo GP d'Italia.
La Pizza Antonelli è stata pensata anche per raccontare qualcosa di Kimi e del territorio: luganega monzese, gorgonzola, miele e noci. La luganega rappresenta Monza, il gorgonzola è uno dei formaggi preferiti dal pilota, mentre miele e noci simboleggiano dolcezza e forza.
Ma il momento più importante è arrivato quando PizzaAut ha varcato le porte della hospitality Mercedes.
Antonelli ha accolto Nico Acampora e una decina di ragazzi, trascorrendo del tempo insieme a loro, assaggiando la pizza e ricevendo anche alcuni regali, tra cui il grembiule e la maglietta con il celebre messaggio di PizzaAut “Tu non sei normale”. All'incontro ha partecipato anche Stefano Domenicali, Presidente e CEO della Formula 1.
Kimi ha promosso senza esitazioni la pizza: “Questa pizza è deliziosa”. E soprattutto ha sottolineato quanto incontri di questo tipo riescano a trasmettergli energia.
PizzaAut, l'inclusione arriva nel cuore della Formula 1
La presenza di PizzaAut nel paddock assume un significato che va naturalmente molto oltre la pizza.
Il progetto creato da Nico Acampora utilizza infatti ristorazione, formazione e lavoro per costruire percorsi di autonomia e inclusione per ragazzi autistici.
Portare questi ragazzi nel cuore della F1 significa quindi offrire una visibilità internazionale a un modello che negli ultimi anni è diventato uno dei progetti sociali italiani più conosciuti.
E vedere PizzaAut all'interno del motorhome Mercedes, insieme al leader del Mondiale, è probabilmente una delle immagini più significative di questo GP d'Italia fuori dalla pista.
Gruppo L'Impronta: una colazione che parla di inclusione
Ma PizzaAut non è stata l'unica realtà sociale presente.
Nel paddock abbiamo incontrato anche Gruppo L'Impronta, organizzazione milanese che ha costruito negli anni numerosi progetti dedicati alle persone fragili.
La sua storia nasce nel mondo del volontariato legato alla disabilità nella periferia sud di Milano e, dal 2004, il Gruppo ha progressivamente sviluppato progetti specifici per favorire l'inserimento lavorativo di persone con disabilità e fragilità.
Oggi questo percorso comprende vere e proprie imprese sociali attive in settori molto differenti: dalla ristorazione e catering alla panificazione e pasticceria, dall'agricoltura biologica alla grafica e stampa, fino ai servizi digitali.
Nel paddock di Monza L'Impronta ha portato proprio una delle sue competenze: la colazione.
Dietro un caffè, un dolce o un prodotto da forno c'è però qualcosa di più importante: un modello nel quale l'attività economica diventa occasione concreta per creare posti di lavoro e percorsi di autonomia.
Il Gruppo collabora infatti anche direttamente con le aziende per progetti di inserimento lavorativo di persone con disabilità e fragilità.
Dalla provincia di Bergamo arriva anche il gelato
In un weekend ancora caratterizzato dalle temperature di fine estate, non poteva mancare il gelato.

A portarlo nel paddock è stata la Gelateria al Parco di Canonica d'Adda, altra realtà lombarda chiamata a rappresentare uno dei prodotti più immediatamente riconoscibili della tradizione italiana.
Una presenza apparentemente semplice, ma perfettamente inserita nella filosofia dell'iniziativa: far conoscere alle migliaia di persone che gravitano attorno alla Formula 1 anche aziende e prodotti del territorio.
Perché il paddock di Monza durante il Gran Premio è un piccolo mondo nel quale si incontrano persone provenienti praticamente da ogni continente.
Brianza Acque: l'acqua del territorio nel paddock e lungo il circuito
Un ruolo differente, ma altrettanto importante, è quello di Brianza Acque.
La società ha messo a disposizione un punto di distribuzione dell'acqua all'interno dell'area e, soprattutto, diverse colonnine distribuite lungo il circuito.
Un servizio particolarmente utile durante le lunghe giornate trascorse all'Autodromo e che porta nel GP d'Italia anche un messaggio legato alla sostenibilità e all'utilizzo dell'acqua di rete.
In un evento che richiama a Monza centinaia di migliaia di persone, la possibilità di avere punti di approvvigionamento dell'acqua assume infatti anche un'importante funzione pratica.
Da Battipaglia a Monza arriva la mozzarella Bufarallo
Il viaggio delle eccellenze italiane presenti a Monza arriva poi fino in Campania.
Da Battipaglia, uno dei territori simbolo della produzione casearia italiana, è arrivata Bufarello, con le sue mozzarelle.
Dalla Lombardia alla Campania, quindi, il paddock diventa una piccola rappresentazione dell'Italia attraverso alcuni dei prodotti che maggiormente ne caratterizzano l'identità gastronomica.
Un contrasto affascinante: a pochi metri ci sono le tecnologie più sofisticate dell'automotive mondiale, mentre nelle aree hospitality trovano spazio prodotti nati da tradizioni alimentari che appartengono alla storia del nostro Paese.
Anche Barilla sceglie il paddock di Monza
A completare questa presenza italiana c'è uno dei marchi più conosciuti al mondo: Barilla.
L'azienda ha realizzato una propria area hospitality a fianco delle altre realtà presenti, portando nel weekend della Formula 1 uno dei nomi che maggiormente identificano il Made in Italy alimentare sui mercati internazionali.
Una presenza che contribuisce ulteriormente a trasformare il paddock del GP d'Italia in qualcosa che va oltre il puro appuntamento sportivo.
Il GP d'Italia diventa una vetrina per il Made in Italy
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della presenza di queste realtà a Monza.
La Formula 1 rappresenta una piattaforma globale, seguita in tutto il mondo e capace di attirare aziende, manager, istituzioni, media e pubblico internazionale.
Il Gran Premio d'Italia può quindi essere utilizzato anche per raccontare ciò che il nostro Paese sa produrre e, soprattutto, i valori che alcune realtà italiane riescono a esprimere.
Ci sono le grandi aziende conosciute in tutto il mondo, ma ci sono anche piccole eccellenze del territorio.
E ci sono progetti come PizzaAut e Gruppo L'Impronta che dimostrano come Made in Italy possa significare anche inclusione, lavoro e responsabilità sociale.
Monza, una vetrina che va molto oltre la Formula 1
Mentre in pista Ferrari, Mercedes, McLaren e Red Bull si contendono centesimi di secondo, dietro ai box si sviluppa quindi un altro racconto.
È quello di PizzaAut, Gruppo L'Impronta, Gelateria al Parco, Brianza Acque, Bufarallo e Barilla.
Realtà profondamente differenti tra loro, accomunate dalla possibilità di utilizzare uno dei più grandi eventi sportivi organizzati in Italia come una straordinaria vetrina.
E forse l'immagine più bella rimarrà proprio quella dei ragazzi di PizzaAut che entrano nel motorhome Mercedes con la loro pizza per Kimi Antonelli.
Per qualche ora, nel paddock più esclusivo del motorsport mondiale, la Formula 1 ha incontrato un'altra Italia: quella delle eccellenze, del territorio e dell'inclusione.



