Chiesa del Carrobiolo a Monza
La chiesa del Carrobiolo a Monza

La “bombetta pugliese” fa esplodere la polemica a Monza. È successo durante il FuoriGP, dove uno stand di street food è stato collocato proprio davanti alla chiesa del Carrobiolo, nell’omonima piazza del centro.

Una cucina rimasta in funzione per preparare e servire le specialità regionali ai tanti visitatori che nel fine settimana hanno partecipato agli eventi. A finire nel mirino non è stato il menù, ma la posizione scelta per lo stand, considerata poco rispettosa del luogo sacro da alcuni fedeli e dai consiglieri comunali Massimiliano Longo di Forza Italia e Marco Monguzzi di Fratelli d’Italia.

Lo stand davanti alla chiesa del Carrobiolo

Durante le giornate del FuoriGP, piazza Carrobiolo ha ospitato uno degli spazi dedicati alla ristorazione. Lo stand con griglia e barbecue si trovava però a pochi passi dall’ingresso della chiesa.

Secondo le segnalazioni, gli odori provenienti dalla cucina sarebbero entrati nell’edificio religioso anche durante le funzioni. Una situazione che avrebbe creato disagio ai fedeli presenti alle celebrazioni del fine settimana.

Il grande afflusso di visitatori e l’attività senza sosta dello street food hanno così riaperto il confronto sull’organizzazione degli spazi durante gli eventi cittadini, soprattutto quando le aree interessate si trovano nelle immediate vicinanze di chiese e luoghi di culto.

La denuncia sui social: «Disagio durante le celebrazioni»

Il caso era stato inizialmente sollevato sulla pagina Facebook “Sei di Monza se...”. Un cittadino si era rivolto direttamente al sindaco Paolo Pilotto, sostenendo che lo stand avesse «creato disagio ai fedeli durante le celebrazioni».

Gli odori della cucina, secondo quanto riportato nel messaggio, arrivavano fino all’interno della chiesa. L’autore del post aveva riassunto ironicamente la situazione con la frase: «Il Pane della vita con profumo delle bombette pugliesi».

Il racconto ha raccolto commenti e reazioni, fino a trasformare l’episodio in un tema politico portato all’attenzione dell’Amministrazione comunale.

Il caso arriva in Consiglio comunale

La vicenda è approdata lunedì 7 settembre in Consiglio comunale con gli interventi di Massimiliano Longo e Marco Monguzzi. I due esponenti del centrodestra hanno criticato la collocazione dello stand davanti all’ingresso della chiesa e chiesto chiarimenti sui controlli effettuati prima e durante la manifestazione.

Monguzzi ha inoltre riferito che il disagio sarebbe stato espresso dal sacerdote anche durante la predica della messa domenicale.

«C’era un barbecue davanti all’ingresso della chiesa – ha spiegato il consigliere di Fratelli d’Italia –. Una situazione vergognosa: ma è possibile che nessuno abbia controllato prima e durante l’evento la disposizione degli stand?».

Al centro della contestazione non c’è quindi la presenza dello street food all’interno del programma del FuoriGP, ma la scelta di posizionarlo davanti a un luogo di culto mentre erano in corso le celebrazioni.

Non è la prima polemica tra sacro e profano

Non è la prima volta che a Monza la convivenza tra attività commerciali, manifestazioni pubbliche e luoghi religiosi alimenta discussioni.

Pochi giorni prima, sempre sui social, erano emerse critiche per i tavolini collocati in piazza Duomo, arrivati secondo alcuni cittadini quasi a ridosso del sagrato.

Una polemica simile era nata alcuni anni fa in piazza San Pietro Martire. In quell’occasione le contestazioni avevano riguardato un locale che aveva esteso sedie e tavolini fino alle vicinanze dell’ingresso della chiesa, creando disagi e ostacoli al passaggio dei fedeli.

Il caso delle bombette pugliesi riporta così al centro una questione già emersa più volte: come conciliare gli eventi e la vitalità commerciale del centro con il rispetto delle funzioni religiose e degli accessi ai luoghi sacri.

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