Un nome che sembrava appartenere alla storia della grande distribuzione italiana è pronto a tornare davanti agli occhi dei consumatori. GS è ufficialmente ripartita, con un nuovo logo, una nuova società e soprattutto un progetto industriale molto diverso da quello che accompagnava l'insegna negli anni della sua massima popolarità.

NewPrinces ha annunciato il rilancio il 4 agosto 2026. Dal 1° agosto GS S.p.A. e Princes Retail sono state incorporate in Princes Property, che ha contestualmente assunto la denominazione GS S.p.A.. Princes Retail era la società legata alle attività di Carrefour Italia acquisite dal gruppo nel 2025.

Non si tratta, dunque, semplicemente di recuperare un vecchio nome. L'obiettivo dichiarato da NewPrinces è fare di GS il marchio di riferimento delle proprie attività retail e collegare direttamente produzione alimentare, logistica e distribuzione.

Una trasformazione che interessa da vicino anche la Lombardia, dove Carrefour mantiene una presenza importante e dove il passaggio alla nuova insegna dovrebbe essere più graduale rispetto ad altre zone d'Italia.

Il nuovo logo GS guarda al passato, ma cambia forma

Il richiamo al vecchio marchio è immediato. Rimangono le grandi lettere GS, il rosso e il bianco e quelle linee che circondano il nome rendendolo riconoscibile anche a distanza.

La differenza più evidente riguarda però la forma. Il tradizionale ovale è diventato un cerchio, scelta che NewPrinces lega simbolicamente al nuovo modello di filiera integrata del gruppo. Il risultato è volutamente familiare, ma più pulito e contemporaneo.

È una scelta tutt'altro che casuale. NewPrinces vuole utilizzare la notorietà accumulata da GS nel passato senza realizzare una semplice operazione nostalgia: l'identità storica viene conservata, mentre negozi, assortimenti e organizzazione commerciale vengono ripensati.

Ed è proprio dietro il logo che si nasconde la parte più interessante del progetto.

Nei nuovi GS cambieranno soprattutto gli scaffali

La futura GS potrebbe essere molto diversa da un Carrefour con un'altra insegna all'ingresso.

Angelo Mastrolia, presidente di NewPrinces, ha indicato una strategia particolarmente aggressiva sul rapporto tra prezzo, private label e grandi marchi. Nel tempo i prodotti a marchio del distributore dovrebbero arrivare al 50% dell'offerta, mentre un ulteriore 20% dello spazio sarebbe destinato ai prodotti del gruppo NewPrinces. Alle grandi marche rimarrebbe quindi circa il 30%. 

È probabilmente questa la vera rivoluzione.

NewPrinces è contemporaneamente produttore e distributore: può quindi portare direttamente nei propri supermercati parte della produzione del gruppo, riducendo i passaggi tra fabbrica e punto vendita. Il piano industriale punta proprio sull'integrazione tra produzione, logistica e scaffale.

Il gruppo ha inoltre programmato investimenti per oltre 400 milioni di euro destinati al rilancio della rete, con ristrutturazioni dei negozi, nuove aperture, ottimizzazione degli assortimenti e sviluppo della logistica e della consegna a domicilio. 

Non cambierà quindi soltanto ciò che si trova sulla facciata.

Circa mille negozi da trasformare

La dimensione dell'operazione spiega perché il ritorno di GS non possa avvenire contemporaneamente in tutta Italia.

Secondo i dati diffusi da NewPrinces ad agosto, GS S.p.A. opera su una rete di circa mille punti vendita, dei quali circa 750 in franchising. Nei negozi diretti lavorano circa 10mila persone, alle quali se ne aggiungono altre 8mila nella rete affiliata.

Il gruppo ha annunciato che nei prossimi mesi inizierà il rinnovamento progressivo dei punti vendita nei diversi format distributivi.

Le prime insegne Carrefour dovrebbero lasciare spazio a GS entro la fine del 2026, mentre l'obiettivo indicato da Mastrolia è completare il rebranding nel 2028.

Questo significa che per un certo periodo sarà del tutto normale vedere convivere negozi ancora marchiati Carrefour e altri già trasformati in GS.

E in Lombardia? Per Monza e Brianza servirà probabilmente più tempo

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È la domanda che riguarda più direttamente i consumatori lombardi.

Nel piano illustrato dopo l'acquisizione di Carrefour Italia era stata indicata una trasformazione progressiva della rete, partendo da aree come Lazio e Abruzzo per arrivare successivamente proprio a Lombardia e Piemonte, territori nei quali il marchio Carrefour mantiene una presenza particolarmente forte. 

La Lombardia, quindi, è destinata ad avere un ruolo centrale nel ritorno di GS, ma non dovrebbe essere il primo laboratorio della nuova insegna.

Per Monza e la Brianza, al momento, non è stato comunicato pubblicamente un calendario con i singoli supermercati destinati al cambio di marchio né una data specifica per l'arrivo della nuova insegna.

Ed è un dettaglio importante: dire oggi che un determinato Carrefour monzese diventerà GS in una certa data significherebbe andare oltre le informazioni ufficialmente disponibili.

La certezza è invece che il progetto è partito. Il 4 agosto 2026 il ritorno di GS è passato dalle anticipazioni a un marchio, una società e una strategia concreta.

Per chi ricorda i supermercati GS sarà un ritorno familiare. Per chi non li ha mai conosciuti, invece, potrebbe essere semplicemente la nascita di una nuova grande insegna nazionale.

E quando il nuovo cerchio rosso comincerà a comparire anche sulle facciate lombarde, il cambiamento sarà molto più profondo di una semplice sostituzione del logo.

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