Michele Magrin, l’ex Monza si racconta: l’inno in 20 minuti e quella simpatica definizione...
Michele Magrin, ex centrocampista del Monza, racconta a Il Giorno la storia dell’inno biancorosso e il suo percorso tra calcio, musica e giovanili.

“Undici voi, migliaia tutti noi”. Sono parole che i tifosi del Monza hanno imparato a riconoscere immediatamente, accompagnate da una chitarra elettrica e da una melodia che negli anni è diventata parte del rito della partita. A scriverle, però, non è stato un musicista estraneo al mondo biancorosso.
L’autore dell’inno del Monza è infatti Michele Magrin, ex centrocampista della squadra brianzola e figlio d’arte. Classe 1985, bergamasco, Magrin ha raccontato a Il Giorno il rapporto con il calcio, la musica e quella canzone nata quasi per caso e diventata negli anni un riferimento per il pubblico del Brianteo.
Una storia particolare anche perché Magrin non si è limitato a comporre l’inno: lo ha scritto, suonato e interpretato, mettendo insieme le due grandi passioni della sua vita. Una definizione se l’è persino inventata da solo: “calciautore”.

Michele Magrin e il Monza: dalle giovanili dell’Atalanta alla finale playoff
Il legame con il Monza risale agli inizi della carriera professionistica. Dopo il settore giovanile dell’Atalanta, Magrin ha vissuto in biancorosso le sue prime due stagioni da professionista, tra C2 e C1, negli anni della ripartenza dopo il fallimento.
In panchina c’era Giuliano Sonzogni, allenatore che Magrin ricorda con particolare affetto. Con quella squadra il centrocampista arrivò a giocarsi una finale playoff per la promozione in Serie B contro il Genoa.
Il Monza perse l'andata in casa, ma riuscì a vincere 0-1 a Genova. Un risultato che, secondo il racconto di Magrin, mise in difficoltà i rossoblù.
A un certo punto cominciarono a buttare palloni in campo per perdere tempo, se la facevano sotto. Avremmo meritato noi, belli e sbarazzini.
Di quella squadra Magrin conserva soprattutto il ricordo del gruppo e dell'allenatore: Sonzogni viene descritto come un tecnico diretto, coerente e capace di creare un ambiente nel quale giovani e giocatori più esperti riuscivano a convivere.
Un gruppo dal quale, ricorda l'ex centrocampista, sarebbero poi emerse anche figure destinate a proseguire nel calcio in altri ruoli, come Marco Zaffaroni, Espinal e Pontarollo.
L’inno del Monza nasce in venti minuti: “Non ce ne esisteva uno”
Ed è proprio dentro quel rapporto con il Monza che nasce anche la storia più curiosa raccontata da Magrin.
All'epoca il Monza non aveva un inno e il centrocampista decise di provare a scriverne uno. Non ci fu un lungo lavoro di preparazione: la canzone, racconta, prese forma in una sera e fu completata in circa venti minuti.
Le cose scritte di getto sono quelle che vengono meglio. C’era dentro tutta la passione, il sentimento… perché quando le cose sono fatte col cuore, l’universo trama a tuo favore.
Il risultato è diventato “Undici voi, migliaia tutti noi”, brano che Magrin ha poi eseguito dal vivo allo stadio nel 2012, in occasione delle celebrazioni per il centenario del Monza. Da qualche mese, inoltre, la canzone è disponibile anche su Spotify.
Nel corso degli anni l'inno è diventato talmente riconoscibile per la tifoseria da resistere anche al tentativo di cambiarlo. Quando venne proposto un sondaggio online per individuare un possibile sostituto, i tifosi biancorossi si opposero all'idea di rinunciare a quella canzone.
Per Magrin, del resto, il significato del brano era già tutto in quel ritornello. La sua convinzione è che la passione per il Monza fosse rimasta viva anche nei momenti più difficili e che la promozione in Serie A abbia semplicemente fatto esplodere qualcosa che esisteva già.
La passione per il Monza era una scintilla che ha sempre covato sotto la cenere.
Dal calcio alla musica: perché Michele Magrin si definisce “calciautore”
Il calcio, però, non è mai stato l'unico campo nel quale Magrin ha cercato la propria strada. Ha giocato per 16 anni, sei dei quali in Serie C, costruendosi una carriera nelle categorie inferiori e togliendosi diverse soddisfazioni.
Centrocampista tecnico, davanti alla difesa, scherzando si paragona a Modric o Rodri. Nel 2015 è stato nominato miglior giocatore della Serie D e con lo Sporting Bellinzago ha vinto un campionato, guadagnandosi la possibilità di tornare in Serie C. La mancata iscrizione della società gli impedì però di proseguire quel percorso.
Parallelamente, la musica è rimasta una presenza costante. Magrin racconta di scrivere canzoni dall'età di 15 anni e di aver continuato a coltivare questa passione anche durante la carriera calcistica.
Da qui il termine “calciautore”, nato per scherzo ma particolarmente efficace per descrivere il suo percorso: un ex calciatore che ha trovato nella musica un'altra forma per raccontare la propria passione per il calcio.
Il ritorno al Monza nelle giovanili e un possibile futuro in biancorosso
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Magrin ha iniziato ad allenare. Nelle ultime due stagioni ha lavorato nelle giovanili del Monza, come vice dell'Under 18 e poi come primo allenatore dell'Under 16.
Un'esperienza che, racconta, gli ha lasciato soprattutto la soddisfazione del rapporto costruito con i ragazzi.
Più che i trofei, che come dice Guardiola sono fatti solo per prendere polvere negli armadi, mi resta la soddisfazione di quello che insegno ai ragazzi.
La collaborazione con il Monza si è però appena conclusa. Magrin spiega di aver ricevuto una proposta, ma di aver scelto di non accettarla perché non la riteneva funzionale alla propria crescita professionale.
La porta, comunque, non sembra chiusa. Anzi, nell'intervista a Il Giorno l'ex centrocampista lascia aperta la possibilità di un nuovo ritorno.
Spero di trovare altro e perché no, un giorno non mi dispiacerebbe tornare per la terza volta a Monza, questa città mi piace.
Sarebbe un terzo capitolo di una storia cominciata sul campo, proseguita con una canzone diventata parte dell'identità sonora dello stadio e poi tornata nel settore giovanile. Con un filo conduttore rimasto sempre lo stesso: il Monza.
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