Così i pendolari finiscono per pagare 300 euro all’anno: la storia
Parcheggi a pagamento a Carnate: 300 euro l’anno ai pendolari. Esisteva una navetta gratuita, ma fu bocciata otto anni fa.
Trecento euro all’anno per parcheggiare l’auto e andare a lavorare o a scuola. È questo il conto che da oggi dovranno pagare molti pendolari che utilizzano la stazione di Carnate. Una scelta che ha riacceso lo scontro politico e riportato a galla una proposta dimenticata: una navetta gratuita che avrebbe evitato il balzello.
Il parcheggio a pagamento che pesa sui pendolari
Con l’introduzione del parcheggio a pagamento alla stazione di Carnate, i pendolari si trovano davanti a una spesa non indifferente: 3 euro al giorno o circa 300 euro per l’abbonamento annuale. Una cifra che, moltiplicata per migliaia di utenti, diventa un costo sociale rilevante.
La decisione ha scatenato la protesta della Lega, che ha attaccato l’amministrazione comunale accusandola di colpire chi si sposta ogni giorno per necessità, senza offrire alternative valide al trasporto privato.
La denuncia politica e lo scontro interno
Alla denuncia del capogruppo regionale della Lega si è aggiunta una voce ancora più scomoda: quella del sindaco di Aicurzio, ex leghista, che ha ricordato come il problema fosse stato affrontato — e ignorato — già otto anni fa.

Secondo il primo cittadino, mentre oggi si grida allo scandalo per il parcheggio a pagamento, allora una soluzione concreta e gratuita era stata bloccata proprio dalla politica.
La navetta gratuita mai partita
Nel 2018 era stata avanzata una proposta chiara: una navetta sperimentale gratuita con parcheggi liberi ad Aicurzio, collegata direttamente alla stazione di Carnate. Una distanza di appena tre chilometri, copribile in pochi minuti, che avrebbe ridotto traffico, costi e disagi.
Il progetto prevedeva l’utilizzo di minibus da circa 20 posti e un sistema pensato per i pendolari dell’intero circondario. Un’idea a costo contenuto, con benefici immediati. Ma la proposta non vide mai la luce, bloccata da amministratori e “politici” di altri Comuni.
L’alternativa promessa che non arriva
Al posto della navetta gratuita, fu annunciata una nuova linea di trasporto pubblico su gomma, la z332, destinata a collegare Trezzo sull’Adda a Carnate passando anche da Aicurzio. Una soluzione teorica che, a distanza di anni, non è ancora operativa.
Nel frattempo, i pendolari restano senza alternative: auto obbligatoria, parcheggio a pagamento e spesa annuale assicurata.
Un problema che resta irrisolto
Il nodo resta politico e pratico insieme. Il progetto della navetta gratuita sembra ormai archiviato, ma il disagio quotidiano dei pendolari è più attuale che mai. Chi utilizza la stazione di Carnate continua a pagare, senza servizi compensativi e senza certezze sui tempi delle soluzioni promesse.
L’appello finale è diretto: attivare subito una linea di trasporto efficace per evitare che migliaia di persone siano costrette a usare l’auto e a pagare di tasca propria un costo che poteva essere evitato.



