Il Gran Premio d’Italia a Monza non è soltanto una tappa del Mondiale di Formula 1. È una gara che, in oltre un secolo di storia, ha prodotto record, arrivi al fotofinish, vittorie rimaste nella memoria dei tifosi e numeri difficili da trovare altrove. Alla vigilia del Gran Premio d’Italia 2026, in programma a Monza dal 4 al 6 settembre, vale quindi la pena fermarsi sull’albo d’oro e andare oltre i nomi più conosciuti. Perché dietro alle vittorie di Michael Schumacher, Lewis Hamilton, Charles Leclerc e degli altri grandi protagonisti della Formula 1 ci sono storie che raccontano molto bene che cosa rappresenti Monza nel motorsport.

Ecco cinque curiosità sul GP d’Italia che aiutano a rileggere la storia della gara.

1. Il primo GP d’Italia non si corse a Monza

La prima sorpresa arriva ancora prima di parlare dell’Autodromo Nazionale. Il primo Gran Premio d’Italia si disputò nel 1921 a Montichiari, vicino a Brescia, e non a Monza. A vincere fu il francese Jules Goux, al volante di una Ballot equipaggiata con pneumatici Pirelli.  Monza sarebbe entrata nella storia l'anno successivo. L'Autodromo Nazionale Monza fu costruito nel 1922 in appena 110 giorni e venne inaugurato il 3 settembre dello stesso anno. Il circuito divenne così uno dei primi grandi autodromi permanenti al mondo. Da allora il legame tra il Gran Premio d’Italia e Monza è diventato quasi indissolubile. Quasi, appunto: nella storia della gara ci sono state altre eccezioni. Nel 1937 si corse a Livorno, nel 1947 a Milano, nel 1948 a Torino e nel 1980 a Imola. Dal 1950, anno di nascita del Mondiale di Formula 1, Monza ha ospitato il GP d’Italia ogni anno tranne il 1980. 

2. Nino Farina fu il primo vincitore del GP d’Italia in Formula 1

Il primo Gran Premio d’Italia inserito nel neonato Campionato mondiale di Formula 1 porta il nome di Nino Farina. Il 3 settembre 1950, proprio a Monza, il pilota italiano vinse al volante dell'Alfa Romeo, precedendo sul traguardo la Ferrari di Alberto Ascari e quella di Dorino Serafini, che condivise la vettura durante la gara.  Quella vittoria arrivò nello stesso anno in cui Farina aveva conquistato anche il primo titolo mondiale della storia della Formula 1. Monza, dunque, non fu soltanto una delle piste del primo campionato: fu anche il luogo nel quale il primo campione del mondo della categoria aggiunse al proprio bilancio la vittoria nel GP d’Italia. Un dettaglio che permette di capire quanto sia antico il rapporto tra la gara italiana e la storia stessa della Formula 1.

3. L'ultimo italiano a vincere a Monza? Bisogna tornare al 1966

Qui c'è un dato che, ancora oggi, sorprende soprattutto pensando al rapporto tra l'Italia e la Formula 1. L'ultimo pilota italiano ad aver vinto il Gran Premio d’Italia a Monza è Ludovico Scarfiotti. La sua vittoria risale al 4 settembre 1966, quando portò la Ferrari al successo davanti al compagno di squadra Mike Parkes.  Da allora nessun altro pilota italiano è riuscito a salire sul gradino più alto del podio del GP d'Italia a Monza. Sono trascorsi quindi 60 anni da quella domenica del 1966. E nel 2026 il dato torna particolarmente interessante perché il pubblico italiano può guardare al weekend del Gran Premio con un protagonista di casa in una posizione mai vista da decenni: Kimi Antonelli è infatti il primo italiano dal 1953 a presentarsi al proprio Gran Premio di casa da leader del Mondiale di Formula 1.  La leadership in campionato, però, è una cosa; vincere a Monza è un'altra. Il precedente di Scarfiotti resta quindi intatto.

4. Nel 1971 cinque piloti arrivarono al traguardo in appena 0,61 secondi

Se si cerca la gara più incredibile nella storia del GP d'Italia, il 1971 merita un posto speciale. Il vincitore fu Peter Gethin, alla sua unica vittoria in Formula 1. Il pilota britannico della BRM precedette Ronnie Peterson di appena 0,010 secondi. Dietro di loro arrivarono François Cevert, Mike Hailwood e Howden Ganley: i primi cinque furono racchiusi in appena 0,61 secondi.  Non si trattò semplicemente di un arrivo combattuto. La gara fu caratterizzata da una lunga battaglia in scia sul velocissimo tracciato di Monza, con otto diversi leader e 26 cambi ufficiali di posizione al comando.  Ancora oggi quel margine di 0,010 secondi tra Gethin e Peterson rappresenta il finale più ravvicinato nella storia della Formula 1.  Un record nato proprio a Monza, quando la configurazione della pista e le scie rendevano possibile una gara completamente diversa rispetto alla Formula 1 moderna.

5. Schumacher e Hamilton sono ancora i re di Monza

C'è infine il record che più facilmente viene in mente quando si parla di vincitori del GP d'Italia. Michael Schumacher e Lewis Hamilton hanno conquistato cinque vittorie ciascuno a Monza, il numero più alto nella storia della gara.  Per Schumacher, tutte e cinque le vittorie sono arrivate con la Ferrari: 1996, 1998, 2000, 2003 e 2006. La prima, nel 1996, ebbe un significato particolare: fu il primo successo del tedesco a Monza con la Scuderia e arrivò nella sua prima stagione in Ferrari. L'ultima arrivò invece nel 2006, nello stesso weekend nel quale Schumacher annunciò il suo primo ritiro dalla Formula 1.  Hamilton ha raggiunto quota cinque successi e, alla vigilia dell'edizione 2026, il record è ancora condiviso. Alle loro spalle c'è Nelson Piquet, con quattro vittorie.  E c'è un altro numero che racconta il peso della Ferrari nella storia di Monza: la Scuderia è il costruttore con più vittorie nel GP d'Italia, 20 prima dell'edizione 2026. 

Una storia che continua nel cuore di Monza

Il dato più interessante, forse, è proprio questo: l'albo d'oro del GP d'Italia non è una semplice lista di vincitori. È una successione di epoche diverse. C'è il primo successo di Farina nel 1950, l'ultima vittoria italiana di Scarfiotti nel 1966, il folle arrivo di Gethin nel 1971 e il lungo dominio di Schumacher e Hamilton. E poi ci sono le pagine più recenti, da Charles Leclerc, vincitore a Monza nel 2019 e nel 2024, a Max Verstappen, primo nel 2025.  Nel 2026 Monza si prepara dunque ad aggiungere un altro capitolo. E, con Kimi Antonelli leader del Mondiale alla vigilia della gara, per la prima volta dopo 73 anni c'è un pilota italiano che arriva al proprio Gran Premio di casa guardando tutti dall'alto in classifica. 

Il prossimo nome dell'albo d'oro è ancora da scrivere. La storia, invece, è già tutta qui.