La scoperta è arrivata quasi per caso, leggendo un’ordinanza pubblicata sul sito del Comune.
Strada chiusa per un’intera giornata, dalle 8 alle 17, per consentire l’installazione di un grande ripetitore. Peccato che i residenti non ne sapessero nulla.

È così che, nel giro di poche ore, a Monza è scoppiata la polemica per la comparsa improvvisa di un antennone per la telefonia davanti alle abitazioni.

Dove è stata installata l’antenna

L’episodio si è verificato sabato 17 gennaio, in via dell’Offelera.
L’azienda incaricata ha posizionato un palo per la telefonia mobile, rendendo necessaria una modifica alla viabilità: chiuso il tratto di strada compreso tra l’incrocio con via Adda e quello con via Masaniello.

Un intervento visibile, invasivo e impossibile da ignorare, soprattutto per chi vive nelle nuove abitazioni che si affacciano proprio sull’area interessata.

La preoccupazione dei residenti

La reazione dei cittadini è stata immediata.
Secondo quanto emerso, nessuna comunicazione preventiva sarebbe arrivata ai residenti, che si sono ritrovati dall’oggi al domani un grande ripetitore a poche decine di metri dai balconi.

Le preoccupazioni sono di duplice natura:

  • sanitarie, legate all’esposizione alle onde elettromagnetiche
  • procedurali, per la totale assenza di informazione e confronto

Una situazione che ha alimentato rabbia e senso di impotenza tra chi abita nella zona.

Un caso che si ripete in città

Non si tratta di un episodio isolato.
Già la scorsa estate, in via Rosmini e via Galli, altri residenti avevano denunciato la comparsa di un ripetitore davanti alle loro abitazioni. Anche in quel caso, la vicenda era approdata in consiglio comunale, sollevata dal consigliere di minoranza Stefano Galli.

Le richieste erano le stesse: chiarimenti, tutele per la salute e un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni.

Cosa dice la legge sugli antennoni

Sulla questione era intervenuto il vicesindaco Egidio Longoni, chiarendo il quadro normativo.
Secondo quanto spiegato, è il decreto Gasparri a regolare la materia: i ripetitori per la telefonia sono considerati opere di pubblica utilità e possono essere installati praticamente ovunque.

A Monza, ha ricordato Longoni, nel Parco sono già presenti circa 45 antenne.
E anche spostare un impianto non risolverebbe il problema: se non viene installato in una zona, dovrà comunque essere collocato in un’altra parte della città, con il rischio di nuove proteste.

In sostanza, raccolte firme e opposizioni hanno margini limitati, perché la normativa consente il posizionamento degli impianti.

Una polemica destinata a riaccendersi

Il caso di via dell’Offelera riapre una questione mai davvero risolta:
non tanto la legittimità degli impianti, quanto il rapporto tra istituzioni e cittadini.

Quando un’antenna compare davanti a casa senza preavviso, la polemica è quasi inevitabile. E a Monza, ancora una volta, è bastato un giorno.