Pareggio giusto, punto e a capo: un Monza poco ispirato non va oltre lo 0-0 col Sudtirol
Al Druso i brianzoli non brillano e faticano a rendersi pericolosi. L'Alto fa la sua gara, gioca con ordine e concede poco. L'analisi tattica del match.
“Se non puoi vincere, assicurati di non perdere”.
Una frase, quella di Johan Cruijff, che sembra scontata e invece non lo è. Volere è potere, ma talvolta la volontà diventa una trappola che colpevolizza chi non ottiene risultati.
Perché nel calcio non c’è nulla di ovvio o di certo.
E le partite che sulla carta appaiono semplici, di fatto, sono quelle che nascondono maggiori insidie. L'esempio più lampante è lo scivolone contro la Virtus Entella, una partita destinata allo 0-0 in cui il Monza non è riuscito a evitare la sconfitta.
Dopo i risultati di Venezia (ko in casa col Modena) e il Palermo (pareggio in extremis a Genoa contro la Samp), la convinzione di molti ha superato la fantasia ancor prima che il Monza scendesse in campo.
L’occasione era ghiotta, l’opportunità di agganciare la squadra di Stroppa anche. E invece contro il Sudtirol, i biancorossi non vanno oltre lo 0-0 e tornano in Brianza con un punto che, nell’economia del campionato, non va buttato. Anzi.
Un successo in trasferta avrebbe cambiato gli umori, ma non altera le prospettive. In Serie B – e nel calcio in generale - non c’è nulla di prevedibile, tutte le gare hanno una storia a sé, un copione diverso dall’altro, situazioni o episodi che possono girare a favore e contro in un secondo.
Nessuno, eccetto rarissimi o remoti casi, è riuscito a vincere tutte le partite. In primis perché non è facile: di fronte ci sono gli avversari. E in secondo luogo, le variabili in campo hanno un peso: le prestazioni non sono sempre le stesse, per dispendio di energie mentali e fisiche, per il livello di gioco e l’incidenza che determinati calciatori possono avere o non avere all’interno dei 90 minuti.

Equilibrio in campo, risultato corretto
Nel calcio contano i risultati. Tutti giocano per vincere, ma come diceva Arrigo Sacchi: “esistono anche gli avversari”. E non sono soltanto ostacoli, ma elementi che condizionano tatticamente - e praticamente - le gare.
Archiviate le tre vittorie di fila, il Monza non vuole fermarsi.
Bianco si affida al consueto 1-3-4-2-1, ritoccando l'11 di partenza con un leggero turnover: Thiam in porta, Delli Carri, Carboni, Lucchesi nel terzetto arretrato; Colombo e Pessina in mediana, con Bakoune e Azzi sulle fasce; Colpani e Mota alle spalle di Cutrone.
Da veterano esperto della categoria, Castori sa come fare a complicare la vita agli avversari. Ci era riuscito all’andata all’U-Power Stadium, ci prova anche al ritorno al Druso. Lo schieramento dei tirolesi resta invariato: 1-3-5-2, con Adamonis tra i pali; Veseli, Kofler, El Kaouakibi in difesa; Molina, Crnigoj, Tronchin, Casiraghi, S. Davi sulla linea intermedia; Pecorino e Verdi in attacco.
Il Sudtirol parte convinto, rispetta le indicazioni di Castori e gioca una partita accorta: è organizzato e pimpante, mette fisicità e corsa, tiene un atteggiamento costante, fa le due fasi in modo corretto, è fastidioso e ostico da affrontare. E soprattutto disinnesca le armi del Monza, togliendo spazi e raggio d'azione alle catene laterali, con Azzi poco partecipe rispetto al solito e una mediana messa alle strette.
I biancorossi non trovano la chiave e non si esprimono al meglio, sprecando la chance di fare un altro colpo esterno.
Match tignoso, studiato al millimetro da Castori e lavorato sul piano agonistico, sull’abilità di combattere su ogni pallone per bilanciare le forze.
Duelli, seconde palle e gioco congestionato: l'FCS fa esattamente il tipo di partita dell’andata, ovvero quella di ridurre i pericoli e depotenziare il gioco dei brianzoli, senza rinunciare a verticalizzare ove possibile. La squadra di Bianco, al contrario, fatica ad alzare l’intensità e a smontare il castello difensivo avversario, complice l'organizzazione e l'applicazione tattica richiesta da Castori: troppa frenesia, poca regolarità mentale e ispirazione, tante imprecisioni tecniche e una mancanza di lucidità nelle scelte.
Il Sudtirol incarta il Monza, che non riesce – con le soluzioni presenti nel proprio arsenale – a sbrogliare la matassa e a rendersi pericoloso.
Tanta bagarre, poche emozioni. Che si traducono con 1 tiro in porta per parte, 52% di possesso palla per il Sudtirol e 48% per il Monza, occasioni ridotte all’osso e portieri inoperosi.
Finisce 0-0, il risultato “perfetto” secondo Gianni Brera, quello che rispecchia l’equilibrio fra due squadre che si scontrano, incastrano le rispettive strategie, giocano con attenzione e concentrazione e, di fatto, si annullano.
Al triplice fischio di Mucera Sudtirol-Monza termina 0-0.

Bicchiere mezzo pieno
Nelle ultime 6 partite i tirolesi hanno conquistato 4 vittorie e 2 pareggi, totalizzando 14 punti e una striscia positiva di 6 partite; i brianzoli, invece, hanno messo a referto 3 successi, 2 pareggi e una sconfitta (a Chiavari), con 11 lunghezze all’attivo.
Per quello che si è visto al Druso, per le dinamiche di gioco e le difficoltà di costruire occasioni, il pari è il risultato più giusto.
Un peccato per il Monza, che torna in Brianza con un pizzico di delusione per quello che poteva essere e invece non è stato, per non aver colto “l’attimo fuggente” e aver piazzato il colpo. Ma i rimpianti, a guardar bene, non sono per lo 0-0 col Sudtirol, ma per il 2-2 incassato in extremis, in superiorità numerica, col Frosinone. L'amaro in bocca è giusto che ci sia, perché significa avere attaccamento per la maglia e per il lavoro: un motivo in più per spingere ancora e migliorare. Cercando di vivere la pressione come un privilegio, proprio come sostiene Jannik Sinner, e tirare fuori gli aspetti positivi, dalla carica alla fame, dall'energia alla cattiveria agonistica. Che al Druso sono mancate, ma che in altre circostanze, in ultimo contro Padova e Avellino, hanno prodotto vittorie.
A questo punto della stagione, il bicchiere deve essere mezzo pieno, perché le distanze in classifica sono minime e tutto è ancora aperto: la squadra di Bianco resta lì, sulla scia dei veneti e dei ciociari (-2 e -1), in pienissima corsa per l’obiettivo. Punto e capo. Lettera maiuscola. J, di Juve Stabia, prossima compagine da sfidare all’U-Power Stadium domenica 15 febbraio alle 15. Contro le Vespe, sarà necessario estrarre i migliori oli essenziali del calcio biancorosso.
Di Andrea Rurali



