STMicroelectronics

Dodici miliardi di euro tra investimenti aziendali e risorse pubbliche, un piano industriale confermato e un nuovo confronto previsto a settembre per discutere la gestione degli effetti sull’occupazione.

È quanto emerso dall’incontro convocato martedì 28 luglio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul futuro di STMicroelectronics, con particolare attenzione al sito di Agrate Brianza, dove lavorano oltre 5mila persone.

L’azienda ha ribadito il proprio piano di trasformazione industriale, mentre i sindacati hanno chiesto garanzie concrete sulla tenuta dell’occupazione, comprese le posizioni dei lavoratori precari, somministrati e dell’indotto.

STMicroelectronics conferma il piano da 12 miliardi

Secondo quanto comunicato dall’azienda al termine dell’incontro, restano confermati i piani industriali già illustrati nei precedenti tavoli al Ministero e nelle Regioni Lombardia e Sicilia.

Il programma prevede circa 8 miliardi di euro di investimenti da parte di STMicroelectronics, ai quali si aggiungono 4 miliardi di euro di risorse pubbliche.

La società ha inoltre dato disponibilità a nuovi incontri nel mese di settembre per discutere una prima ipotesi di accordo quadro.

L’obiettivo dichiarato è gestire in modo sostenibile gli impatti occupazionali legati alla trasformazione industriale e tecnologica.

Agrate Brianza resta al centro del confronto

Il sito brianzolo è uno dei poli più importanti del gruppo e occupa oltre 5mila persone.

Proprio per questo il futuro di Agrate continua a essere uno dei punti più delicati del confronto tra azienda, Governo e organizzazioni sindacali.

La Fiom Cgil di Monza e Brianza ha accolto positivamente l’esito dell’incontro, pur chiedendo che nessun lavoratore venga lasciato indietro.

«Abbiamo ribadito che nessuno, neanche i lavoratori precari e somministrati, debba essere lasciato solo», ha dichiarato Pietro Occhiuto, segretario della Fiom Cgil Monza e Brianza.

Secondo Occhiuto, dal tavolo sarebbero arrivate garanzie sugli investimenti e sul mantenimento del perimetro occupazionale.

Fiom: «Nessuno deve essere espulso dal ciclo produttivo»

La posizione della Fiom è netta: la transizione verso tecnologie più avanzate può essere positiva soltanto se accompagnata da lavoro stabile, diritti e salari adeguati.

Il sindacato ha richiamato anche la situazione dei 57 addetti alla logistica di Agrate Brianza, considerati parte integrante del ciclo produttivo.

Secondo la Fiom, questi lavoratori non possono essere sostituiti o esclusi dal perimetro aziendale.

«Il confronto deve riguardare l’intero pacchetto: nessuno dovrà essere espulso dal ciclo produttivo o dal mercato del lavoro in un settore strategico come la microelettronica», si legge nella nota sindacale.

I 4 miliardi pubblici e la richiesta di garanzie

La Fiom chiede che l’utilizzo delle risorse pubbliche sia accompagnato da condizioni precise.

«A fronte delle ingenti risorse pubbliche, servono condizioni vincolanti: non bastano verifiche, ma passaggi certi», ha dichiarato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile Microelettronica.

Per il sindacato, la salvaguardia dell’occupazione deve riguardare non soltanto il numero dei posti, ma anche la qualità e la stabilità dei contratti.

La richiesta è che le istituzioni mantengano un ruolo attivo per tutta la durata dell’accordo, con verifiche progressive e garanzie pubbliche.

Usb più prudente sul futuro di Agrate

Più critica la posizione di Usb, che non considera ancora sufficienti le garanzie emerse dal tavolo romano.

Il sindacato richiama in particolare la ristrutturazione del sito di Agrate e il rischio di vuoti di lavoro durante la riconfigurazione delle competenze.

Secondo Usb, l’azienda avrebbe posticipato ai primi mesi del 2029 la chiusura dei reparti AG8 ed EWS.

Per il personale ricollocabile sarebbero previsti percorsi di reskilling e upskilling, cioè formazione e riqualificazione professionale per adattarsi alle nuove tecnologie.

Usb chiede però verifiche puntuali durante tutto il percorso.

La proposta di un “salario di transizione”

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Usb propone anche misure specifiche per accompagnare i lavoratori durante la trasformazione industriale.

Tra le richieste figurano la riduzione dell’orario di lavoro e l’introduzione di un salario di transizione, esteso anche a chi lavora da anni con contratti di staff leasing.

«I finanziamenti pubblici devono servire a creare buona occupazione e sviluppo industriale, non a scaricare sui lavoratori il costo della transizione tecnologica», sostiene il sindacato.

Nuovo confronto a settembre

Il prossimo passaggio decisivo è atteso per settembre, quando azienda e parti sociali dovrebbero tornare al tavolo per discutere la prima ipotesi di accordo quadro.

Il nodo sarà capire come verranno gestiti concretamente gli effetti della trasformazione industriale sul sito di Agrate Brianza e quali garanzie saranno inserite a tutela dell’occupazione.

Per un polo che impiega oltre 5mila persone e riceverà un forte sostegno pubblico, la questione non riguarda soltanto STMicroelectronics, ma una parte importante dell’economia e dell’occupazione della Brianza.

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