C’è chi arriva in una nuova realtà con discrezione e chi, invece, riesce a lasciare subito il segno. Non è solo una questione di numeri, ma di presenza, di atteggiamento, di capacità di incidere nei momenti chiave. In un campionato lungo e logorante come quello cadetto, servono figure capaci di prendersi responsabilità senza perdere equilibrio.

Il percorso di una squadra passa inevitabilmente anche da questi profili: giocatori che diventano rapidamente punti di riferimento, dentro e fuori dal campo. E quando questo accade, spesso significa che il progetto tecnico ha trovato una pedina fondamentale su cui costruire.

Hernani

Hernani al Monza: impatto e obiettivo promozione

Arrivato da appena due mesi, Hernani si è già imposto come uno dei protagonisti del Monza, diventando rapidamente centrale nel progetto di Paolo Bianco. In un’intervista rilasciata a Tuttosport (a firma del collega Diego Marturano), il centrocampista ha raccontato il suo inserimento e le ambizioni della squadra.

I ragazzi e la città mi hanno accolto benissimo. Mi sono sentito subito a casa.

Un impatto immediato anche nei numeri: cinque gol in tredici presenze. Ma il brasiliano mantiene un profilo basso, sottolineando il contributo collettivo.

Credo che sia sempre avere tanta umiltà e riconoscere anche la mano che mi hanno dato i compagni, l’allenatore, lo staff ad integrarmi. La società ha creduto in me in un periodo in cui tanti altri non lo hanno fatto.

Sul piano personale, l’obiettivo non è prioritario rispetto a quello di squadra.

I numeri rimangono numeri. Il traguardo è un altro. Il mio compito è contribuire a sviluppare il Monza. Se poi posso aggiungere qualche numero, va bene, ma l’obiettivo è vincere tutti insieme

Monza e la promozione in Serie A: focus su squadra e finale di stagione

Con sei partite ancora da giocare, la corsa alla promozione in Serie A entra nella fase decisiva. Hernani evita confronti diretti con le rivali e mantiene il focus interno.

Guardiamo la classifica e quello che succede in campionato, ma con tutto il rispetto non parlo delle altre. Dobbiamo pensare solo a noi stessi, perché abbiamo tutto nelle nostre mani.

Fondamentale anche la sosta, utile per ricaricare energie in vista del rush finale.

Per riposare, per fare quel lavoro di corsa e forza che durante l’anno è difficile programmare in un calendario fitto. Ora siamo in avvicinamento alla gara, ma siamo pronti. Il Catanzaro è una squadra che sta dimostrando anno dopo anno una crescita costante. Dovremo stare attenti.

Il centrocampista conferma inoltre la difficoltà strutturale della Serie B, campionato imprevedibile per definizione.

La Serie B è difficile, ragazzi… Devi sempre aspettarti quello che non accade mai. Il livello medio è alto e ogni campo può essere un problema.

Monza, Hernani e Paolo Bianco: fiducia, ruolo e scelta decisiva

Alla base del rendimento c’è anche il rapporto con l’allenatore e la fiducia ricevuta.

Insostituibile? No, dai, io sono sempre a disposizione della squadra, ci sono tanti ragazzi forti, siamo una squadra forte, con una rosa profonda. Mi trovo bene con il mister, mi ha detto quella libertà di muovermi e giocare a calcio, mi ha dato quella fiducia che per un giocatore, un atleta, è la cosa più importante.

Infine, il retroscena sul trasferimento al Monza, maturato in un momento complicato.

All’inizio del ritiro con il Parma ho subito una lesione muscolare. In quel periodo ho ricevuto diverse chiamate, ma ero infortunato. Il direttore invece mi ha detto che mi volevano lo stesso. In quel momento ero incerto, però la parola, la dimostrazione di vicinanza dell’uomo, in un momento per me difficile, sono tutte cose che sono rimaste in testa. E quando è stato il momento di decidere, quando Burdisso mi ha richiamato, ho pensato: questo è un segnale. E sono venuto a Monza. Grande scelta.