Confalonieri parla di Galliani: 'Perché non è tornato al Milan? C'era di mezzo il Monza...'
Dalla nostalgia alle critiche: il presidente Mediaset accende il dibattito sul Milan tra passato e presente

Ci sono momenti in cui il calcio diventa racconto, memoria, identità. Occasioni in cui le parole pesano quanto le vittorie e le sconfitte, perché riescono a restituire uno sguardo diretto su ciò che è stato e su ciò che non è più.
Eventi pubblici, presentazioni, ricorrenze: tutto diventa terreno fertile per riflessioni che vanno oltre il campo, toccando la gestione, i protagonisti e le scelte societarie.
E quando a parlare sono figure storiche, il confine tra nostalgia e critica si assottiglia, lasciando spazio a dichiarazioni che fanno discutere.
È in questo contesto che arrivano parole destinate a far rumore, soprattutto quando chiamano in causa nomi pesanti del calcio italiano.

Confalonieri su Galliani e Monza: il riferimento che fa discutere
A margine della presentazione del libro “50 partite, infinite emozioni” di Carlo Pellegati, Fedele Confalonieri ha toccato diversi temi legati al mondo rossonero, lasciando spazio anche a un passaggio significativo su Adriano Galliani e sul Monza.
Parlando della situazione societaria del Milan, il presidente di Mediaset ha dichiarato:
Se avessimo la fortuna di avere un grande presidente, come l’Inter che ha Marotta… Ecco, se avessimo Galliani sarebbe diverso. Perché non è tornato? Lì c'era il Monza, questa estate? Non lo so, ma chiedetelo a lui che verrà qui anche lui.
Un riferimento diretto che riporta al legame tra l’attuale dirigente brianzolo e il club rossonero, evocando scenari che, almeno per ora, restano nel campo delle ipotesi.
Le critiche e i ricordi: dalle finali europee ai giudizi su Leao
Nel corso dell’intervento, Confalonieri ha alternato ricordi personali a valutazioni molto nette sull’attualità. Ripensando alle grandi notti europee del Milan, ha sottolineato:
Mi vengono in mente Barcellona, Istanbul e le due Atene. Però anche le cose più vecchie, Wembley, tante cose belle. La serata con il Liverpool è stata la più brutta della mia vita, forse.
Non è mancato poi un passaggio polemico su alcuni protagonisti attuali:
Leao avrebbe giocato nel suo Milan? Macché, è un finto campione. Sembra che lo sia, ma un campione è Modric, che anche a 40 anni fa il suo.
Parole forti, accompagnate anche da una riflessione sulla gestione societaria:
Una banca che ha una squadra di calcio, prende i soldi da quelli che li mettono e poi deve restituirli con gli interessi. Cosa gliene frega di vincere lo scudetto? Questo è il punto.
Infine, un accenno anche ai dirigenti attuali:
Se conosco Furlani? Non lo conosco. Ma non ci tengo neanche. Da milanista non ci tengo, da persona normale sì.



