Monza, salta il concerto di un famoso cantante: "Mi hanno cacciato". Cos'è successo
Concerto di Povia annullato a Monza: polemica sulla canzone “Luca era gay”. La replica degli organizzatori e la versione del cantante.
Concerto annullato e polemiche accese. A Monza è saltata l’esibizione del cantautore , che ha raccontato l’episodio sui social spiegando le motivazioni che, a suo dire, sarebbero legate a uno dei suoi brani più noti.
Secondo quanto riferito dall’artista, all’origine della decisione ci sarebbe la presenza in scaletta della canzone “Luca era gay”, da anni al centro del dibattito pubblico.
Quando e dove era previsto il concerto
L’esibizione era in programma per il 6 maggio all’, all’interno della manifestazione “True Love Impact”.
L’evento, iniziato il 4 maggio, è dedicato a temi come benessere, inclusione e disagio giovanile, con il coinvolgimento di scuole, associazioni e realtà del terzo settore. L’iniziativa è promossa dal e patrocinata da diverse istituzioni.
Il racconto di Povia: “Mi hanno annullato dopo la scaletta”
A spiegare la vicenda è stato lo stesso cantante. Secondo la sua versione, il concerto era stato definito da tempo, ma tutto sarebbe cambiato dopo l’invio della scaletta.
“Mi hanno chiesto i brani, l’ho inviata e c’era anche ‘Luca era gay’. Mi hanno prima chiamato e poi mandato una mail per annullare l’esibizione”, ha raccontato sui social.
Parole che hanno alimentato la discussione, soprattutto per il contesto della manifestazione, incentrata su temi sociali e inclusivi.
Il cachet devoluto in beneficenza
Nonostante l’annullamento, il contratto prevederebbe comunque il pagamento dell’artista. Una cifra che Povia ha annunciato di voler destinare in beneficenza.
“Per quella canzone non posso più fare ospitate e ora neanche esibirmi a Monza”, ha aggiunto, definendosi un cantautore sociale.
Le critiche: “Parlano di inclusione ma mi escludono”
Il cantautore ha criticato la scelta degli organizzatori, sottolineando quella che considera una contraddizione.

Secondo Povia, il brano contestato sarebbe “precursore” rispetto ai temi oggi al centro del dibattito sui generi e sull’identità. Da qui l’accusa: parlare di inclusione e allo stesso tempo escluderlo dall’evento.
La replica degli organizzatori
Dalla parte opposta, gli organizzatori di “True Love Impact” hanno fornito una versione diversa. Secondo quanto comunicato, l’annullamento sarebbe avvenuto per motivi organizzativi.
Nella stessa comunicazione, spiegano, era già previsto il rinvio dell’esibizione a una nuova data da concordare, nel rispetto degli accordi contrattuali.
Una precisazione che ridimensiona la ricostruzione dell’artista, ma che non spegne del tutto la polemica.



