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Cos'è la GRF e come partecipare

La GRF - Giornata di Raccolta del Farmaco è un'iniziativa di solidarietà che si svolge ogni anno in Italia. Quest'anno, la GRF durerà una settimana, da martedì 6 a lunedì 12 febbraio. In questo periodo, in oltre 5.600 farmacie che aderiscono all'iniziativa (puoi trovare l'elenco qui ), i cittadini sono invitati a donare uno o più medicinali da banco per i bisognosi.

I farmaci donati saranno consegnati a 1.900 realtà benefiche che assistono almeno 427.000 persone in condizione di povertà sanitaria, offrendo loro gratuitamente cure e medicine. Il fabbisogno segnalato a Banco Farmaceutico da queste realtà supera il milione di confezioni di medicinali. Per questo, si invita i cittadini ad andare apposta in farmacia per donare un farmaco.

Quali farmaci donare

Farmaci

I farmaci più richiesti sono quelli per le malattie stagionali e croniche, come antinfluenzali, antifebbrili, analgesici, preparati per la tosse e per i disturbi gastrointestinali, farmaci per i dolori articolari e muscolari, antistaminici, disinfettanti, vitamine e sali minerali. Ma anche i medicinali pediatrici sono molto necessari, soprattutto per i bambini che vivono in situazioni di disagio sociale e familiare.

Chi sostiene la GRF

La GRF si svolge sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, con il patrocinio di AIFA e in collaborazione con Cdo Opere Sociali, Federfarma, Fofi, Federchimica Assosalute, Egualia - Industrie Farmaci Accessibili. Intesa Sanpaolo è Partner Istituzionale dell'iniziativa. La GRF è realizzata grazie all'importante contributo incondizionato di IBSA Italy, Teva Italia, EG Stada Group e DHL Supply Chain Italia e al sostegno di DOC Generici, Accord Healthcare, Piam Farmaceutici, Zentiva Italia e Zuccari.

La Raccolta è supportata da RAI per la Sostenibilità - ESG, Mediafriends, La7, Sky per il sociale, e Pubblicità Progresso.

L'iniziativa di solidarietà è possibile grazie al sostegno di oltre 19.000 farmacisti (titolari e non) che oltre a ospitare la GRF la sostengono con erogazioni liberali. Anche quest'anno, ci saranno oltre 25.000 volontari.

Perché donare un farmaco

Donare un farmaco è un gesto semplice e può essere determinante per la salute di chi non può permetterselo. Contribuisce in maniera importante al bene di chi lo riceve. Ma anche di chi lo dona. Perché, in fondo, compiere il bene è una parte inscindibile della legge scritta nel cuore di ogni persona, è una componente della stessa struttura umana: "Siamo venuti al mondo perché qualcuno ci ha accolti, siamo fatti per l'amore, siamo chiamati alla comunione e alla fraternità", ha detto Papa Francesco in previsione della Giornata Mondiale del Malato, che cade proprio durante la settimana di Raccolta. La gratuità, insomma, è una dimensione essenziale della nostra anima. Basterebbe questo non solo per donare un farmaco a chi ne ha bisogno, ma anche per comprendere come sarebbe così semplice costruire un mondo di pace.

Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Ets, ha dichiarato: «La GRF è un'occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della povertà sanitaria, che colpisce sempre più persone nel nostro Paese. Si tratta di una forma di povertà silenziosa e nascosta, che impedisce a molti di accedere alle cure e ai farmaci necessari per la propria salute. Con la GRF, vogliamo dare una risposta concreta a questo bisogno, coinvolgendo i cittadini, le farmacie, le realtà benefiche e i partner istituzionali e privati in una rete di solidarietà».

Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale, ha affermato: «La responsabilità sociale è nel DNA della farmacia: per tale motivo anche quest'anno partecipiamo attivamente alla Giornata di Raccolta del Farmaco. Un'iniziativa importante per dare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno. I farmacisti in farmacia, in quanto parte integrante del tessuto sociale, sono sensibili alle disuguaglianze sanitarie, purtroppo presenti in molte parti del nostro Paese. Negli ultimi anni si è verificato un aumento del disagio economico e della povertà sanitaria: i farmacisti ne hanno piena coscienza come professionisti della salute, perciò si impegnano costantemente nei confronti della comunità e dei più fragili».

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