Punti pesanti, Monza d'equilibrio e spessore: 1-0 sul Modena e un altro passo verso l'obiettivo
Con le unghie e con i denti la squadra di Bianco conquista 3 punti fondamentali in ottica promozione. Birindelli in mezza rovesciata regala la vittoria ai brianzoli contro i Canarini. L'analisi del match.
“La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti”.
E nel calcio equilibrio e movimento sono strettamente correlati: un legame che, secondo Albert Einstein, rappresenta la chiave del successo.
La connessione è “Made in Bianco”, la bicicletta è quella che manovra una squadra ormai rodata, con la pedalata disinvolta di chi sa come regolarla e, soprattutto, calibrarla con intelligenza.
Nel Friday Night dell’U-Power Stadium il Monza non sbaglia e vince per la terza volta consecutiva, mantenendo la porta inviolata contro il Modena.
A decidere il match è Samuele Birindelli, con una demi-volée da manuale: un gesto tecnico che ingloba istinto, confidenza nei propri mezzi e quella sana follia che è la forma più preziosa di libertà.
Prestazione di sostanza da parte dei biancorossi, attenti e in sintonia, precisi nelle letture e applicati dal primo all'ultimo minuto.
Una vittoria di misura, agguantata nel rispetto - e nell'interpretazione al millimetro - delle due fasi: primo tempo di possesso e gioco fluido, secondo tempo di sacrificio e compattezza, con il Modena che alza il baricentro, ma sbatte costantemente sul muro brianzolo (forte e solidissimo).
1-0 di corto muso e un altro passo avanti verso il grande sogno: è un Monza irriducibile, all’insegna della concretezza. Una squadra che lotta senza paura fino alla fine, con una leadership distribuita in campo e una guida sicura in panchina (Paolo Bianco).
Nell'anticipo della 36esima giornata entrano in cascina altri 3 punti fondamentali. Punti che pesano come un macigno e, razionalmente, valgono ancor di più di quelli raccolti a Marassi contro la Samp. Perché mancano sempre meno partite - solo due al termine della regular season - e la pressione si fa sempre più alta.

Monza arcigno, Modena sterile
"Il possesso palla disorganizza l'avversario e crea occasioni, non si tratta di finire con la percentuale più alta possibile".
Il calcio non è questione di numeri: le riduzioni matematiche o le percentuali senza finalità concrete lasciano il tempo che trovano.
Governare il pallone è un indicatore di controllo che non sempre si traduce in efficienza offensiva. Il possesso fine a se stesso serve solo a gonfiare i numeri e i tabellini statistici: ciò che conta è segnare un gol più degli altri e subirne uno in meno.
Monza-Modena rispecchia esattamente questo principio, a dimostrazione di quanto il bilanciamento delle due fasi sia cruciale per ottenere risultati.
Dopo il 3-0 pirotecnico inflitto alla Samp, per la gara contro il Modena Bianco conferma il suo scacchiere: 1-3-4-2-1 con Thiam tra i pali; Ravanelli, Delli Carri e Carboni nel terzetto arretrato; Obiang e Pessina in mediana, con Bakoune a destra e Birindelli a sinistra; in avanti Colpani e Cutrone alle spalle di Petagna.
Sottil opta per l'1-3-5-2 con Pezzolato in porta; Tonoli, Nador e Dellavalle in difesa; Beyuku, Massolin, Gerli, Wiafe, Zanimacchia a centrocampo; Ambrosino a sostegno di De Luca in attacco.
I biancorossi approcciano la gara al meglio, prendendo in mano le redini del gioco con l'idea di costruire un vantaggio posizionale alla ricerca del vantaggio.
Combinazioni rapide, movimenti sincronizzati, giro palla rapido e attacco dello spazio: l'uomo più attivo è Birindelli, che prima ci prova al 5' con un tiro respinto da Pezzolato e poi va a segno al 27' (ancora su giocata di Petagna) con una semi rovesciata strepitosa per tempi di pensiero, coordinazione ed esecuzione.
All'inizio della ripresa la squadra di Bianco sfiora il raddoppio con Carboni, con un sinistra da fuori area che costringe Pezzolato a respingere in corner.
Gli emiliani provano ad uscire dal guscio e alzano il baricentro, coi brianzoli che, contestualmente, si rintanano nella loro metà campo faticando a lavorare le seconde palle e a ripartire.
Il possesso prolungato della formazione di Sottil, però, non sortisce l'effetto desiderato. Al netto di un miracolo di Thiam su Ambrosino e a un colpo di testa di De Luca, il Monza si difende con ordine, raddoppiando le marcature e chiude le linee di passaggio. Delli Carri giganteggia nelle retrovie, gli esterni non si fanno sorprendere, gli attaccanti coprono ma finiscono per abbassarsi troppo.
Il Modena preme, ma il Monza non cede e taglia l'indice di pericolosità degli avversari, peccando però nella gestione del pallone e vivendo gli ultimi 20 minuti sotto pressione.
Dopo 4' di recupero, Dionisi manda tutti sotto la doccia: Monza-Modena termina 1-0.
Con equilibrio e coesione, i biancorossi proseguono la loro marcia e si avvicinano al traguardo: quando conta vincere, la squadra di Bianco risponde presente.
Perché, rievocando il Maracanazo e una frase dell'allora presidente Fifa Jules Rimet: “Nel calcio giocare bene a volte non basta: devi anche farlo profondamente, come fa l’Uruguay”.
Con le unghie e con i denti, sfoderando quella garra charruà che rende possibile l'impossibile.

Sole in tasca e fiducia massima
22° successo stagionale, 16 clean sheet, 19 giocatori in gol, 27 reti subite in 36 partite e 75 punti in classifica: numeri straordinari per la squadra di Bianco, conquistati sul campo con idee, lavoro e sudore.
Perché nello sport non esistono regali e per raggiungere l'obiettivo bisogna rimboccarsi le mani e, con umiltà e coraggio, gettare il cuore oltre l'ostacolo.
Cuore, atteggiamento e personalità: elementi che, insieme alla qualità, definiscono la dimensione di una squadra, vera e di spessore, con quel "sole in tasca" che, come diceva il Presidentissimo Silvio Berlusconi, illumina l'ambiente e aiuta ad affrontare i momenti cruciali.
Con l'entusiasmo a contagiare società, gruppo e tifosi, uniti e determinati a remare in una sola direzione, quella che porta verso la Serie A.
La bellezza di un percorso passa inevitabilmente attraverso la sofferenza. Non è un peccato, ma una virtù. Consapevoli del fatto che, seguendo la penna di Proust, “la sofferenza è fonte di creatività”, ma anche vitamina essenziale per forgiare il carattere.
Vincere dominando ha un sapore speciale, quasi celebrativo, ma vincere sacrificandosi dà una spinta enorme al morale e all'autostima.
Fiducia massima e concentrazione: il Monza è artefice del suo destino e a Mantova, venerdì 1° maggio, si giocherà il primo match point della stagione.
“Perfer et obdura”, da Ovidio: sopporta e resisti.
Il mantra è tenere duro, il focus è centrare l’obiettivo.
Avanti così, ancora.
Di Andrea Rurali



