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Monza, Samuele Vignato, dal provino in un parco alla Serie A, come canta De Gregori: “Il ragazzo si farà”

Scritto da Diletta Sirna  | 
samuele vignato

La partita Sassuolo-Monza è stata una partita a due facce, se nel primo tempo il Monza è apparso sottotono e ha subito più del previsto i neroverdi, nel secondo, la squadra di Mister Palladino ha ribaltato lo spirito della gara e con intuizione, carattere e bel gioco si è imposta sui padroni di casa con un gol allo scadere. Un cambio di marcia dovuto sicuramente agli innesti entrati in campo nella seconda frazione di gioco, tra questi è apparso brillante il baby talento biancorosso Samuele Vignato, 19 anni e tanta voglia di dimostrare ai “grandi” del calcio il suo potenziale.

Ribattezzato dal direttore Adriano Galliani: “il 2004 più forte d’Italia”, Samuele Vignato nasce in provincia di Verona, ma nel suo DNA c’è anche sangue brasiliano grazie a mamma Shèrida, forse per questo il piccolo Samu rappresenta fin da subito un mix di talento e imprevedibilità. Il primo “provino” avviene inconsapevolmente in un parco giochi, quando un addetto ai lavori del Chievo decide di tesserarlo per il settore giovanile all’età di 6 anni. Ed è proprio lì che cresce umanamente e professionalmente, quel settore giovanile rappresenta un biglietto di sola andata per il calcio che conta, il calcio che non è più solo sport al parco ma obiettivo primario per diventare un calciatore e ambire a grandi traguardi.  

Adriano Galliani incrocia il destino di Vignato nel 2021 e dopo averne apprezzato le doti nella Primavera gialloblu, decide di tesserarlo per la serie B del Monza, nonostante il forte interesse di altri club.  Da quel momento Vignato diventa parte integrante della rosa biancorossa e il 4 maggio dello stesso anno segna contro il Pordenone il suo primo gol diventando il primo classe 2004 a segnare nel calcio professionistico. 

La stagione in Serie A non ha ancora permesso a Vignato di esprimere e dimostrare il suo talento a 360° gradi, frutto di scelte, gerarchie e consapevolezza che un giovane deve anche imparare guardando i compagni in campo, rubando ogni gesto, parole e comportamenti affinchè la massima serie del campionato italiano rappresenti per un ragazzo di 19 anni un motivo d’orgoglio e fiducia nel futuro. Un bagaglio che potrà sfruttare più avanti aggiungendo quel talento innato che si è percepito fin da subito. Nel frattempo i tifosi del Monza aspettano e incoraggiano Samuele consapevoli che troverà lo spazio meritato. Oggi le partite in strada nella città della madre a Fortaleza sono solo il ricordo di un bambino che guardava il calcio con gli occhi di chi sogna e ammira un mondo che spesso sembra troppo lontano dalla propria realtà, ma, come recita una canzone di De Gregori: “Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette quest’altro anno giocherà con la maglia numero… 80”.