Licenziati due dipendenti ma la protesta potrebbe allargarsi subito: cosa succede in Brianza
Due dipendenti licenziati alla Sangalli: l’azienda parla di motivi disciplinari, i sindacati protestano e annunciano sciopero
Tensione alta davanti ai cancelli di Impresa Sangalli. Dopo il licenziamento di due dipendenti – entrambi rappresentanti sindacali – si apre uno scontro tra azienda e organizzazioni dei lavoratori.
Nella mattinata di oggi, giovedì 23 aprile, è previsto un presidio di solidarietà che potrebbe sfociare anche in uno sciopero.
La posizione dell’azienda: “Decisioni disciplinari, non sindacali”
L’azienda respinge con decisione le accuse avanzate dai sindacati.
Secondo quanto riferito, i licenziamenti sarebbero legati esclusivamente a comportamenti ritenuti gravi sotto il profilo lavorativo, e non al ruolo sindacale dei due dipendenti.
In una nota ufficiale, Impresa Sangalli sottolinea che i provvedimenti sono il risultato di procedimenti disciplinari regolari, con contestazioni formali e possibilità di difesa per i lavoratori coinvolti.
“Nessuna discriminazione”
Un punto viene ribadito con forza: non si tratta di licenziamenti discriminatori.
L’azienda sostiene che la qualifica di delegato sindacale sarebbe stata richiamata “in modo strumentale” e non avrebbe avuto alcun peso nella decisione finale.
“I fatti contestati riguardano esclusivamente il rapporto di lavoro e la fiducia tra azienda e dipendenti”, si legge nella nota.
Sicurezza e rapporti sindacali
Impresa Sangalli evidenzia anche l’impegno quotidiano della maggior parte dei dipendenti, sottolineando il lavoro svolto con serietà e rispetto delle regole.
Allo stesso tempo, respinge le accuse relative a carenze sulla sicurezza:
“La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro restano un valore fondamentale e un dovere imprescindibile”
L’azienda parla inoltre di un confronto costante con le organizzazioni sindacali.
Il fronte opposto: presidio e sciopero

Sul fronte sindacale, però, la tensione resta alta.
Dalle 10 alle 13 è in programma un presidio davanti alla sede dell’azienda, con la partecipazione di diverse sigle e realtà del territorio.
L’iniziativa potrebbe essere seguita da uno sciopero, attualmente in fase di organizzazione.
Le accuse dei sindacati: “Clima pesante”
Nel frattempo, l’Usb ha invitato i lavoratori a segnalare eventuali criticità interne attraverso sondaggi anonimi.
Nel materiale diffuso si parla apertamente di un “clima lavorativo pesante e intimidatorio” e si chiedono maggiore trasparenza, condizioni dignitose e sicurezza concreta.
Uno scontro che si gioca su due piani: quello delle versioni ufficiali e quello delle testimonianze dei lavoratori.
Una vicenda ancora aperta
La distanza tra le parti resta ampia.
Da un lato l’azienda rivendica la correttezza delle procedure, dall’altro i sindacati parlano di una situazione più complessa.
Il presidio di oggi sarà solo il primo passaggio di una vicenda destinata a proseguire.



